Servizio mensa al Dimiccoli di Barletta, il sindaco Cannito ne chiede il ripristino

La nota del primo cittadino

domenica 29 marzo 2026 12.48
«Memore della mia esperienza di studente mi doleva il cuore vedere gli studenti del Polo universitario mangiare un panino comprato a caro prezzo al bar, seduti sulle scale di servizio dell'ospedale durante la pausa delle lezioni». Così il sindaco Cosimo Cannito.


«Era Direttore Generale della Asl il dott. Ottavio Narraccci quando accolse nel 2017 il mio pressante invito a rendere funzionante la mensa ospedaliera per consentire loro di mangiare un pasto decente e a buon prezzo.
Ma prima si doveva superare la resistenza della ditta La Cascina che aveva il timore a realizzare il servizio mensa in quantoritenuto non conveniente sotto l'aspetto economico.
Pur non avendo alcun ruolo decisionale di tipo amministrativo,essendo un Direttore di struttura sanitaria, convinsi i responsabili de La Cascina che la convenienza ci sarebbe stata aprendo il servizio agli studenti, ai dipendenti, ai parenti degli ammalati,specialmente se non residenti a Barletta, e perfino ai cittadini che avessero voluto utilizzarlo e cosi fu.
Narracci accolse il mio invito, fece ristrutturare i locali come un vero e proprio ristorante, impegnò una spesa di circa 26.000 euro per ricomprare tutte le attrezzature della cucina in acciaio che erano state oggetto di furto.

Si stabilì con La Cascina un prezzo a 6.50 euro per un pasto,compreso il dolce, e il "Ristorante Dimiccoli ", molto apprezzato e tutt'ora richiesto, partì con mia grande gioia.

Oggi per gli studenti, i parenti dei degenti e i dipendenti tutti in qualità di Presidente della Conferenza dei Sindaci per la sanità,considerato che i locali e le attrezzature sono presenti e funzionanti, chiedo al Direttore generale della Asl Bat, dottoressa Tiziana Dimatteo, di riaprirla. Si tratta di un servizio di pubblica utilità, non può rimanere chiuso.
Invito, altresì, il Direttore Generale a risolvere i problemi della gestione della mensa partendo dal presupposto che è impensabile che venga riaperta servendo il cibo preparato in luoghi di cottura che non siano quelli delle attuali cucine. Ne avrebbe grave danno la qualità del servizio.

Le chiedo, inoltre, di smentire le "voci" che vorrebbero i locali destinati alla mensa adibiti ad altro uso.

Mi auguro che la chiusura della mensa non faccia parte di unaocculta strategia politica di ridimensionamento del nostro ospedale per ripianare il grave disavanzo della sanità pugliese determinato da sprechi e incompetenza.

Per questo i rappresentanti politici regionali e locali del nostro territorio aprano bene gli occhi, si battano e difendano con determinazione e forza, come ho sempre fatto io, le nostre strutture sanitarie da sempre penalizzate rispetto ad altri territori della Regione Puglia.

La definitiva chiusura della mensa, come è stato detto da altre persone, andrebbe ad indebolire e a far naufragare quei servizi di umanizzazione delle cure che rappresentano un vanto per il nostro ospedale. Pertanto "Nessun dorma "»