Scuola D’Azeglio: «Un'intera comunità scolastica pagherà il prezzo dei ritardi dell’amministrazione»
La nota di Coalizione Civica
domenica 8 febbraio 2026
17.59
«La vicenda dei lavori di adeguamento sismico della scuola "Massimo D'Azeglio" è l'ennesima dimostrazione di una gestione approssimativa e irresponsabile da parte dell'Amministrazione comunale, che oggi scarica su famiglie, bambini e personale scolastico il peso dei propri ritardi». Così il Consigliere e la Consigliera Carmine Doronzo e Michela Diviccaro con la comunità di Coalizione Civica
«Come emerso chiaramente, anche dalla stampa e da una comunicazione ufficiale del Ministero dell'Interno del 29 gennaio 2026, il termine per la conclusione dei lavori finanziati è fissato in modo inderogabile al 31 marzo 2026.
Nonostante ciò, l'Amministrazione ha programmato l'avvio dei lavori solo nel mese di marzo, dopo mesi di incertezze e rinvii legati al trasferimento degli alunni, deciso tardivamente e senza far valere le ragioni emerse dal confronto- anche quello tardivo- con la comunità scolastica.
In questa situazione a pagare sono, ancora una volta: le famiglie, costrette a fare i conti con cambi improvvisi, disagi organizzativi e assenza di certezze; bambine e bambini, privati della continuità educativa e della serenità che una scuola dovrebbe garantire; docenti e personale scolastico, lasciati per mesi senza risposte chiare, a lavorare in un clima di incertezza e precarietà.
È inaccettabile che interventi fondamentali per la sicurezza degli edifici scolastici vengano affrontati con questa leggerezza, arrivando a mettere seriamente a rischio la perdita di un finanziamento ministeriale- dopo aver scelto, sempre per ritardi amministrativi di gestione, di rinunciare ai fondi PNRR, e ipotecando ulteriormente il bilancio comunale con l'ipotesi di mutui e varianti progettuali. La sicurezza nelle scuole non può essere gestita con l'improvvisazione né con annunci dell'ultimo minuto. Serve programmazione, trasparenza e rispetto per chi ogni giorno vive la scuola: studenti, famiglie e lavoratori. Chiediamo all'Amministrazione di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, di dire con chiarezza se è davvero in grado di rispettare i tempi imposti dal Ministero e di spiegare ai cittadini chi risponderà nel caso in cui Barletta dovesse perdere risorse preziose a causa di ritardi e scelte sbagliate.
Una certezza c'è: a perdere stabilità, per ora, sarà l'intera comunità scolastica. La scuola non è un edificio da aprire e chiudere a piacimento: è strumento vivo di civiltà che riguarda il futuro della città».
«Come emerso chiaramente, anche dalla stampa e da una comunicazione ufficiale del Ministero dell'Interno del 29 gennaio 2026, il termine per la conclusione dei lavori finanziati è fissato in modo inderogabile al 31 marzo 2026.
Nonostante ciò, l'Amministrazione ha programmato l'avvio dei lavori solo nel mese di marzo, dopo mesi di incertezze e rinvii legati al trasferimento degli alunni, deciso tardivamente e senza far valere le ragioni emerse dal confronto- anche quello tardivo- con la comunità scolastica.
In questa situazione a pagare sono, ancora una volta: le famiglie, costrette a fare i conti con cambi improvvisi, disagi organizzativi e assenza di certezze; bambine e bambini, privati della continuità educativa e della serenità che una scuola dovrebbe garantire; docenti e personale scolastico, lasciati per mesi senza risposte chiare, a lavorare in un clima di incertezza e precarietà.
È inaccettabile che interventi fondamentali per la sicurezza degli edifici scolastici vengano affrontati con questa leggerezza, arrivando a mettere seriamente a rischio la perdita di un finanziamento ministeriale- dopo aver scelto, sempre per ritardi amministrativi di gestione, di rinunciare ai fondi PNRR, e ipotecando ulteriormente il bilancio comunale con l'ipotesi di mutui e varianti progettuali. La sicurezza nelle scuole non può essere gestita con l'improvvisazione né con annunci dell'ultimo minuto. Serve programmazione, trasparenza e rispetto per chi ogni giorno vive la scuola: studenti, famiglie e lavoratori. Chiediamo all'Amministrazione di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, di dire con chiarezza se è davvero in grado di rispettare i tempi imposti dal Ministero e di spiegare ai cittadini chi risponderà nel caso in cui Barletta dovesse perdere risorse preziose a causa di ritardi e scelte sbagliate.
Una certezza c'è: a perdere stabilità, per ora, sarà l'intera comunità scolastica. La scuola non è un edificio da aprire e chiudere a piacimento: è strumento vivo di civiltà che riguarda il futuro della città».