Scuola D’Azeglio, la comunità dice no al trasloco “al buio”: petizione e incontro con il sindaco

Appuntamento questo pomeriggio alle 17

sabato 14 febbraio 2026
A cura di La redazione
Si alza la voce della comunità scolastica della Istituto D'Azeglio-De Nittis contro il trasferimento previsto per il prossimo 5 marzo. Alunni, docenti e personale Ata dovranno lasciare la sede di via XXIV Maggio per consentire l'avvio dei lavori di adeguamento sismico dell'edificio, ma famiglie e insegnanti chiedono garanzie prima di procedere.

Il piano predisposto dall'amministrazione comunale prevede la redistribuzione degli alunni in altri plessi cittadini: il Principe di Napoli per la scuola dell'infanzia, il Dimiccoli e il De Nittis per la primaria. Gli interventi, finanziati con 3,2 milioni di euro di fondi statali (ex Pnrr) e 400mila euro comunali, dovrebbero concludersi entro il 31 marzo 2026, termine oltre il quale scatterebbe il rischio di revoca del finanziamento. Una scadenza difficilmente sostenibile, tanto che il Comune ha già presentato due richieste di proroga al Ministero dell'Interno, al momento senza esito. Nonostante ciò, l'amministrazione guidata dal sindaco Cosimo Cannito ha disposto il trasloco, confidando in un eventuale slittamento dei termini.

Nel pomeriggio di oggi, alle 17, il primo cittadino e la giunta incontreranno, proprio nei locali della D'Azeglio, la dirigente Concetta Corvasce e i rappresentanti di docenti e genitori. Un confronto che si preannuncia decisivo per chiarire tempi, coperture economiche e prospettive dell'intervento.

Nel frattempo, genitori, insegnanti, personale Ata ed educatori hanno promosso una petizione per chiedere la sospensione del trasferimento "fino all'effettiva disponibilità di liquidità economica e garanzie contrattuali". L'iniziativa ha già raccolto centinaia di firme. Tra le motivazioni principali, l'incertezza finanziaria. "Ad oggi – si legge nel documento – non vi è la certezza della materiale liquidità economica necessaria non solo per avviare, ma per completare i lavori. Traslocare senza una copertura blindata espone la scuola al rischio di un esilio a tempo indeterminato e al degrado dell'edificio storico lasciato vuoto". Altro nodo è quello educativo e organizzativo. Secondo i promotori, spostare bambini e ragazzi a tre mesi dalla fine dell'anno scolastico significherebbe interrompere la continuità didattica e creare stress, in particolare per gli alunni più fragili. Il trasferimento comporterebbe inoltre un impatto significativo sulla logistica familiare, tra trasporti, orari e gestione del lavoro.

Infine, viene evocato il rischio di un "cantiere fantasma": senza fondi certi e immediatamente disponibili, il timore è che l'edificio venga svuotato senza che i lavori partano realmente, con ripercussioni sociali e d'immagine per l'intero quartiere.
La comunità scolastica chiede all'amministrazione di procedere al trasloco solo dopo aver esibito documentazione che attesti la disponibilità immediata e vincolata dei fondi necessari per completare l'intera ristrutturazione. Inoltre, viene proposta l'istituzione di un tavolo permanente di confronto tra Comune, dirigenza scolastica e rappresentanti dei genitori per monitorare il cronoprogramma degli interventi. "La scuola – concludono i promotori – non è un magazzino da svuotare, ma il cuore pulsante della nostra comunità. Chiediamo responsabilità, trasparenza e rispetto per il futuro dei nostri figli".