San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti: una messa a Barletta
Sabato celebrazione al Santuario antico Maria SS. dello Sterpeto
lunedì 19 gennaio 2026
11.39
Le Diocesi di Andria e Trani si ritroveranno assieme in occasione della memoria liturgica di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e degli operatori della comunicazione sociale. Così si legge in una lettera ai giornalisti dei direttori degli Uffici per le Comunicazioni Sociali delle due Diocesi: don Antonio Turturro, per Andria, e il diac. Riccardo Losappio, per Trani-Barletta-Bisceglie. «Carissimi Amici, come è ormai consuetudine per le nostre Diocesi, il 24 gennaio, memoria di san Francesco di Sales (1567-1622), celebriamo insieme la Festa dei Giornalisti e degli Operatori della Comunicazione Sociale.
Quest'anno la celebrazione eucaristica si terrà nella diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, il 24 gennaio 2024, presso il Santuario antico Maria SS. dello Sterpeto, con il seguente programma:
Questo il tema scelto quest'anno da Papa Leone XIV, in occasione della 60^ Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: Custodire voci e volti umani.
«Negli ecosistemi comunicativi odierni, la tecnologia influenza le interazioni in modo mai conosciuto prima – dagli algoritmi che selezionano i contenuti nei feed di notizie fino all'intelligenza artificiale che redige interi testi e conversazioni. Il genere umano ha oggi possibilità impensabili solo pochi anni fa. Ma sebbene questi strumenti offrano efficienza e ampia portata, non possono sostituire le capacità unicamente umane di empatia, etica e responsabilità morale.
La comunicazione pubblica richiede giudizio umano, non solo schemi di dati. La sfida è garantire che sia l'umanità a restare l'agente guida. Il futuro della comunicazione deve assicurare che le macchine siano strumenti al servizio e al collegamento della vita umana, e non forze che erodono la voce umana.
Abbiamo grandi opportunità. Allo stesso tempo, i rischi sono reali. L'intelligenza artificiale può generare contenuti accattivanti ma fuorvianti, manipolatori e dannosi, replicare pregiudizi e stereotipi presenti nei dati di addestramento, e amplificare la disinformazione simulando voci e volti umani. Può anche invadere la privacy e l'intimità delle persone senza il loro consenso. Un'eccessiva dipendenza dall'IA indebolisce il pensiero critico e le capacità creative, mentre il controllo monopolistico di questi sistemi solleva preoccupazioni circa la centralizzazione del potere e le disuguaglianze.
È sempre più urgente introdurre nei sistemi educativi l'alfabetizzazione mediatica, alla quale si aggiunge anche l'alfabetizzazione nel campo di IA (MAIL ovvero Media and Artificial Intelligence Literacy).
Come cattolici possiamo e dobbiamo dare il nostro contributo, affinché le persone – soprattutto i giovani – acquisiscano la capacità di pensiero critico e crescano nella libertà dello spirito». (Comunicato del Dicastero per la Comunicazione: Tema per la LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2026, 29.09.2025)
Quest'anno la celebrazione eucaristica si terrà nella diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, il 24 gennaio 2024, presso il Santuario antico Maria SS. dello Sterpeto, con il seguente programma:
- Ore 10.15, presentazione delle nuove vetrate artistiche del Santuario, a cura di Padre Alberto Barbaro, rettore e parroco del Santuario
- Ore 11.00, "Messa per i Giornalisti", presieduta da mons. Leonardo D'Ascenzo, Arcivescovo di Trani-Barlette-Bisceglie
- Momento di convivialità
Questo il tema scelto quest'anno da Papa Leone XIV, in occasione della 60^ Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: Custodire voci e volti umani.
«Negli ecosistemi comunicativi odierni, la tecnologia influenza le interazioni in modo mai conosciuto prima – dagli algoritmi che selezionano i contenuti nei feed di notizie fino all'intelligenza artificiale che redige interi testi e conversazioni. Il genere umano ha oggi possibilità impensabili solo pochi anni fa. Ma sebbene questi strumenti offrano efficienza e ampia portata, non possono sostituire le capacità unicamente umane di empatia, etica e responsabilità morale.
La comunicazione pubblica richiede giudizio umano, non solo schemi di dati. La sfida è garantire che sia l'umanità a restare l'agente guida. Il futuro della comunicazione deve assicurare che le macchine siano strumenti al servizio e al collegamento della vita umana, e non forze che erodono la voce umana.
Abbiamo grandi opportunità. Allo stesso tempo, i rischi sono reali. L'intelligenza artificiale può generare contenuti accattivanti ma fuorvianti, manipolatori e dannosi, replicare pregiudizi e stereotipi presenti nei dati di addestramento, e amplificare la disinformazione simulando voci e volti umani. Può anche invadere la privacy e l'intimità delle persone senza il loro consenso. Un'eccessiva dipendenza dall'IA indebolisce il pensiero critico e le capacità creative, mentre il controllo monopolistico di questi sistemi solleva preoccupazioni circa la centralizzazione del potere e le disuguaglianze.
È sempre più urgente introdurre nei sistemi educativi l'alfabetizzazione mediatica, alla quale si aggiunge anche l'alfabetizzazione nel campo di IA (MAIL ovvero Media and Artificial Intelligence Literacy).
Come cattolici possiamo e dobbiamo dare il nostro contributo, affinché le persone – soprattutto i giovani – acquisiscano la capacità di pensiero critico e crescano nella libertà dello spirito». (Comunicato del Dicastero per la Comunicazione: Tema per la LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2026, 29.09.2025)