Rete Civica: «Barletta, la costa crolla ma l’importante è il palco»

La nota firmata da Giuseppe Calabrese, Giuseppe Di Bari e Raffaele Patella

sabato 21 febbraio 2026 11.59
«La costa barlettana continua ad arretrare, divorata dal mare e dall'indifferenza. Questa volta, però, non si tratta solo di qualche metro di sabbia in meno o di una passerella da rifare: l'erosione sta mettendo seriamente a rischio la sicurezza di pedoni e automobilisti che ogni giorno percorrono la litoranea di Levante per raggiungere la zona industriale. Una strada strategica, trafficata, vitale per lavoratori e imprese, che oggi appare sempre più fragile e pericolosa. Ma niente paura: mentre l'asfalto cede e il mare avanza, l'amministrazione è impegnata in ben altre priorità. Conferenze stampa in pompa magna, slide colorate, annunci altisonanti per celebrare l'ordinario come fosse straordinario. Perché, si sa, un evento programmato con mesi di anticipo diventa epico se raccontato con il tono giusto». Così i referenti di Rete Civica, Giuseppe Calabrese, Giuseppe Dibari e Raffale Patella

«E così, nella stessa area che mostra crepe evidenti e segnali preoccupanti di dissesto, si prevede di ospitare il tanto reclamizzato concerto di Jovanotti nei prossimi mesi estivi. Una scelta che, più che entusiasmo, suscita una domanda elementare: la sicurezza viene prima del palco o dopo? Rete Civica non è contro gli eventi, né contro la musica. Ma è francamente surreale assistere alla trasformazione di ogni iniziativa in una passerella celebrativa, mentre le emergenze strutturali restano sullo sfondo, come comparse indesiderate. Qui non si tratta di essere disfattisti: si tratta di guardare la realtà. E la realtà dice che la litoranea di Levante necessita di interventi urgenti, non di comunicati stampa.

È legittimo promuovere la città, ma è doveroso metterla in sicurezza. È comprensibile voler attrarre pubblico e turismo, ma è irresponsabile ignorare le criticità che insistono proprio nelle aree destinate ad accogliere migliaia di persone. Prima si consolidano le strade, poi si montano i palchi. Prima si tutela chi ogni giorno attraversa quel tratto per lavoro, poi si organizzano le coreografie per l'evento dell'estate. Invece assistiamo a una narrazione trionfalistica che rasenta l'autocompiacimento. Ogni annuncio è "storico", ogni appuntamento è "epocale", ogni scelta è "senza precedenti". Peccato che l'erosione non legga i comunicati e il mare non partecipi alle conferenze stampa.

Rete Civica chiede un cambio di rotta: meno proclami e più cantieri; meno effetti speciali e più manutenzione ordinaria – quella vera, non quella celebrata a microfoni accesi. Perché amministrare significa prevenire, programmare, intervenire. Non semplicemente raccontare. La città non ha bisogno di slogan, ma di sicurezza. Non di fuochi d'artificio mediatici, ma di opere concrete. Se la costa arretra e la strada si indebolisce, non basterà alzare il volume per coprire il rumore delle crepe».