Progetto “Casa rifugio Fior di Loto”, le comunicazioni del sindaco Cosimo Cannito
La nota del primo cittadino
sabato 14 febbraio 2026
14.00
Con riferimento al progetto "Casa rifugio "Fior di loto", candidato dall'Amministrazione all'Avviso della Regione Puglia per interventi finalizzati a promuovere il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata (denominato "Puglia Beni Comuni") e inserito nell'elenco provvisorio delle proposte non ammesse per "non ammissibilità formale", il Sindaco Cosimo Cannito ritiene doveroso precisare quanto segue:
"Premesso che questa Amministrazione è attiva e molto sensibile alla gestione dei beni comuni confiscati alla mafia, comunico che la candidatura all'avviso di cui sopra è stata trasmessa nei tempi previsti dal bando. Comunico inoltre che il bando regionale richiedeva, insieme ad altri documenti, la "documentazione comprovante la conformità urbanistica del bene in ossequio alle vigenti disposizioni. È bene ricordare che il bene confiscato, proposto a finanziamento, è costituito da una palazzina sita in Via Bovio i cui abusi edilizi effettuati in passato sono stati regolarmente condonati su richiesta dell'ex proprietario. Quindi il certificato urbanistico è valido a tutti gli effetti di legge.
La Commissione di valutazione regionale ha ritenuto che tale documento non fosse corrispondente a quanto richiesto nell'Avviso pubblico, escludendo pertanto la proposta senza prendersi il "fastidio " di attivare il soccorso istruttorio. L'Amministrazione è di diverso avviso e proporrà l'istanza di riesame della candidatura. E ove questa fosse pregiudizialmente negata, adirà le vie legali nei confronti della Commissione stessa. Tanto per l'immagine di questa Amministrazione.
"Premesso che questa Amministrazione è attiva e molto sensibile alla gestione dei beni comuni confiscati alla mafia, comunico che la candidatura all'avviso di cui sopra è stata trasmessa nei tempi previsti dal bando. Comunico inoltre che il bando regionale richiedeva, insieme ad altri documenti, la "documentazione comprovante la conformità urbanistica del bene in ossequio alle vigenti disposizioni. È bene ricordare che il bene confiscato, proposto a finanziamento, è costituito da una palazzina sita in Via Bovio i cui abusi edilizi effettuati in passato sono stati regolarmente condonati su richiesta dell'ex proprietario. Quindi il certificato urbanistico è valido a tutti gli effetti di legge.
La Commissione di valutazione regionale ha ritenuto che tale documento non fosse corrispondente a quanto richiesto nell'Avviso pubblico, escludendo pertanto la proposta senza prendersi il "fastidio " di attivare il soccorso istruttorio. L'Amministrazione è di diverso avviso e proporrà l'istanza di riesame della candidatura. E ove questa fosse pregiudizialmente negata, adirà le vie legali nei confronti della Commissione stessa. Tanto per l'immagine di questa Amministrazione.