Panorama barlettano, fra la cementeria e le energie alternative

Seconda parte dell'intervento di Ettore Bergamaschi. Tanti i problemi approfonditi nella riflessione

mercoledì 3 novembre 2010
Pubblichiamo la seconda parte dell'intervento dell'ing. Ettore Bergamaschi del MIDA, sul panorama barlettano in questo autunno 2010.

"Cementeria di Barletta"

La questione "Cementeria" è addirittura sconcertante: in un momento drammatico per il Paese ma, soprattutto, per Barletta dove si sono concentrate le devastanti criticità del settore calzaturiero e tessile (caso forse unico in Italia: altrove va in crisi il settore trainante principale, mentre da noi vanno in crisi ambedue i comparti trainanti!) l'Amministrazione mostra il pollice verso nei confronti dell'unica Realtà industriale locale di livello nazionale, la Cementeria di Barletta, che ha garantito e garantisce da decenni, stipendi, pensioni, commesse, indotto, qualificazione, tecnologia, formazione, appunto, investimenti.
Quando mai la Città ha sofferto per gli impianti di combustione della Cementeria che, precorrendo addirittura i tempi, ha adottato sistemi tecnologici d'avanguardia e, certamente, farebbe la stessa cosa nel caso dell'ipotizzato ampliamento?
Se c'è "dell'altro" perché non lo si denuncia a chiare lettere? Perché il Coordinamento, che evidentemente orienta le scelte dell'Amministrazione, non rende noti a Tutti i parametri di cui dispone, evidentemente allarmanti, dei reflui gassosi della combustione?
Non ditemi che tali dati non esistono e che si tratta di preventive "preoccupazioni per la salute dei Cittadini" perché, allora, andiamo tutti a farci una risata al Bar Sport! A proposito,anche nel caso della Cementeria è saltata la Conferenza dei Servizi, oppure si tratta sempre del fantasioso "vulnus" ai "frutti più profumati ed ai fiori più colorati"? E dove sono le Relazioni, gli Atti tecnici, le analisi chimico fisiche, la valutazione d'impatto, in buona sostanza gli Atti che "demoliscono" il progetto della Cementeria, perché esistono, vero? E quando e come sono stati sottoposti al vaglio della Popolazione?
Fuor di metafora: siamo forse in presenza di uno scontro tra Potentati? Come mai il Comune si preoccupa di bocciare precipitosamente un'iniziativa che, a quanto pare, non è nemmeno riservata alle proprie competenze ma che, ove lo fosse, dovrebbe esser convenientemente motivata?
Sappiamo tutti che la Regione è assolutamente contraria ad insediamenti che non siano nell'ambito dei propri conclamati divisamenti "ideologici": che paura c'è dunque se i Promotori dell'iniziativa hanno sottoposto il progetto alla Regione medesima?
A meno che sia tutto più semplice … e più italiano, o meglio, più emiliano–romagnolo! Mi diceva, giorni addietro, un Amministratore della Lega Nord (noto terrorista: uno, per intenderci, che pretende il codice fiscale per i ROM) impegnato a favorire l'insediamento di una delle previste centrali nucleari nel proprio territorio (la Valcamonica, ove evidentemente permane nel DNA dei villici l'istinto al suicidio) che la "vexata quaestio" nucleare – sì nucleare – no sarebbe di facile soluzione: basterebbe coinvolgere nell'affare e negli appalti le Coop rosse.
Lui, sindaco per trent'anni, ricorda la Sinistra (giustamente "di lotta e di governo") battersi per i piccoli negozianti contro i "Padroni" della Grande Distribuzione, non a caso "amerikana" secondo i locali Collettivi Ho Chi Min: appena diede, io dico furbescamente, la licenza ad una Coop emiliana, il Consiglio Comunale varò, nel giro di ventiquattr'ore, una variante per cui costruirono un Mega Store proprio dove crescevano "i frutti profumati", d'incanto si tacque la Triplice, i negozianti andarono a pallino e quelli del collettivo ebbero il posto, posto che conservano tuttora, trasmettendolo democraticamente agli eredi (...allora, abbiamo una Banca?).


"Energie alternative"

Per la verità potremmo puntare sulle "energie alternative", che in questo caso sarebbero alternative a quelle già di per sé alternative, essendo tali le ipotizzate centrali a biomasse! Sarebbe la panacea a tutti i contrasti, purché gestite dai "progressisti": ma, considerando i "precedenti", come possiamo dormire tranquilli quando il nostro Governatore letteralmente dichiara, peraltro con notevole onestà intellettuale, "Prendo atto che la mia Giunta è stata permeabile al malaffare" evidentemente a proposito della storiaccia nella quale il proprio vicepresidente, manco a dirlo, "progressista", quello dei quattrocentomila euro di liquidazione agostana, incontrava improbabili vergini quarantenni, peraltro già sedotte dal cav., elargendo appalti ai lenoni?
Senonchè c'è qualcosa che, scommetto, nemmeno i Giovani del Collettivo "Lumumba" sanno: perdonerete il continuo riferimento a Loro ma, se ci guardiamo onestamente attorno, rappresentano l'unico segno di vita in questo deserto di meschinità, interessi di bassa lega, ammiccamenti trasversali, colpevole e preordinata disinformazione.
Per l'eolico, "transeat": da quando l'ineffabile Governatore, costernato, ha dichiarato che le pale eoliche "offendono i rapaci", respingo istintivamente ogni ragionamento al riguardo, anche perché gli unici rapaci in circolazione hanno due braccia e due gambe e non pare che le mature "escort" baresi abbiano ancora la capacità di volare, ancorchè "unte" dal Signore!
Per quanto riguarda il "solare", mi permetto proporre un "distinguo", contando sempre sull'interesse e sulla pazienza del Collettivo "Cesare Battisti" (non il trentino – padano ma quell'altro, quello progressista), dal momento che "alterum non datur": la Maggioranza infatti è impegnata a respingere sdegnosamente ogni proposta d'investimento industriale e di occupazione in nome della vocazione a "masseria" di Barletta:


immagino che se, per pura ipotesi, la Cementeria si affacciasse oggi proponendo la "costruzione di un opificio finalizzato alla produzione di cemento in Agro di Barletta", beninteso dopo aver compilato un centinaio di moduli, verrebbe messa alla porta ed esortata a realizzare, piuttosto, un allevamento di tacchini (i polli sporcano troppo e per i maiali c'è il problema delle eiezioni, senza contare l'offesa al Corano) con il quale mantenere generazioni di barlettani con un bassissimo tasso di colesterolo, sviluppare l'indotto (cuscini di piume), coaudiuvare la pesca (le zampe sono un'ottima esca per polipi), esaltare il colore dei fiori (alla cui vista le tacchine vanno in estro), difendere i nostri vini ed olii (retrogusto "au cul de dindon", notoriamente il preferito dalla compagna Carlà), alimentare l'Egg–Store di via Andria, vetrina della nostra Città per chi proviene dall' Autostrada, ovviamente "casello di Andria".
Circa l'Opposizione, il problema non si pone: non ve ne è traccia. Gli ultimi, in tuta mimetica e fez, sono stati avvistati a Montecarlo durante l'estate al seguito di uno in Ferrari che trasportava mobili e si fa chiamare "Il Cognato": Boh!
Torniamo, magari seriamente, al solare. Non ho mai capito perché l'unico solare collaudato, disponibile da decenni, economico, prodotto in Italia, il "solare termico", non venga mai menzionato né tantomeno adottato: alcuni lustri orsono, importandoli da Israele che allora era Leader nel settore, ebbi l'opportunità d'installare parecchi di questi pannelli, replicandoli in stabilimento a Trani, seppur vicino ai "frutti profumati" del nostro Consigliere Regionale (in effetti, da allora, il moscato di Trani non ha più lo stesso gusto!)
Quando la giovane età, quella odierna, presumo, dei duri e puri del Collettivo "Subcomandante Vasco", mi consentiva di credere che l'Assessore Regionale avesse a cuore gl'interessi generali, promossi anche uno studio che (udite udite!) ipotizzava l'installazione di pannelli solari termici sulle coperture degli ospedali che, come noto e come facilmente comprensibile, sono una tipica struttura, come del resto palestre, centri sportivi, piscine, ove necessita una grande quantità, per trecentossessantacinque giorni all'anno, di acqua calda c.d. a "bassa temperatura", cioè attorno ai 40°C con, in soprannumero, un enorme vantaggio: l'eliminazione, in pratica, delle costose centrali termiche a vapore, condotte "ex lege" da fuochisti patentati.
Sei mesi senza consumare una goccia di gasolio (ricordo che il metano non era visto bene in quanto quasi tutte le auto degli addetti dell'ospedale , rigorosamente bipartisan, funzionavano a gasolio, ma questa è un'altra storia!), vita media delle centrali semplicemente raddoppiata, inutilità dei (costosi) fuochisti patentati in quanto la modesta quantità di vapore a media pressione per usi tecnologici poteva esser garantita da generatori esenti da fuochista.
Inutile dire che non se ne fece niente: non ero, d'altronde,"di area" e non me ne feci un cruccio continuando a fare il mio lavoro. La curiosità tuttavia permane: forse i Giovani del Collettivo "Inti Illimani", essendo Maggioranza ed Opposizione impegnate a ben altro livello, come si è visto, potrebbero aiutarci: quanti Ospedali, Piscine, Centri Sportivi, Caserme sono stati dotati, in questi ultimi anni, di tali impianti?
Oso pensare che tale semplice ed economica tecnologia sia stata adottata ovunque, quantomeno dove operano Amministrazioni "popolari", tanto più perché operano in sintonia con la Regione, ricchissima di mezzi e culturalmente "aperta"... Per la cronaca: basterebbe lo stipendio mensile del Governatore – Poeta, pari, se non erro, a ventisettemila euro (sufficiente a mantenere circa quarantadue famiglie di cassintegrati) per realizzare un discreto impianto, mentre con la liquidazione (a proposito: liquidazione di che cosa?) di quello che i volgari leghisti chiamerebbero "el compagno ciuladur " si potrebbe realizzare l'impianto termico solare per produzione di acqua calda sanitaria di due medi ospedali: ostrega!


Ma veniamo al fotovoltaico, questa meraviglia che tutti invocano e che, a ben vedere, ha un formidabile "appeal": consente di non pensare, di far bella figura come Persona aggiornata direttamente a Capalbio, fa molto progressista – verde – evoluto, consente di considerarlo come alternativo all'odiato nucleare che, ricordo i tempi del Referendum ed a parere dei Collettivi "Mao Tse-tung", avrebbe provocato la nascita di bambini con due teste.
Ecco la ragione per la quale la Francia è all'avanguardia nella tecnologia nucleare ma ha il triste primato di nascite di bambini bicefali; il che, ai severi amministratori d'oltralpe, pone il problema se far votare due volte i mostriciattoli, ovvero tassarli al doppio: non avevano, già nel XXVII secolo, cominciato gli illuministi a menarla con "una testa, un voto"?
Salto a piè pari il discorso sul silicio amorfo piuttosto che monocristallino, sulla provenienza del minerale, sullo smaltimento che sta tanto a cuore agli "ecologisti" (evidentemente esistono anche gli antiecologisti, qualifica piuttosto oscura ma, immagino, appannaggio dei "leghisti") anche se qualcuno dovrà pur spiegarci che fine faranno, tra vent'anni, i quindici milioni (quindici milioni: avete capito bene!) di pannelli al silicio corrispondenti ai 3.000 MW che, secondo l'ultimo aggiornamento degli incoscienti al Governo, degni eredi del Pecoraro Scanio (e non è una referenza!), dovrebbero rappresentare il limite dello "sforzo italiano" per raggiungere lo zero virgola di qualche cervellotica statistica.
Andiamo al concreto, come diceva Fassino a Consorte nella famosa telefonata: 1 MW installato a Barletta, attraverso il calcolo dei coefficienti d'insolazione media ed al degrado nei prossimi vent'anni (calcolato secondo le tabelle fornite dai produttori di pannelli, praticamente meglio Nostradamus) consente di fornire alla rete 1.4 MWE che, in soldoni, significano circa 620.000 euro all'anno che, tra corrispettivo dei kW forniti e l'incentivo più generoso del Mondo, vengono corrisposti all'operatore – investitore, a fronte di un investimento, da parte di quest'ultimo, di circa 4 milioni di euro (ceteris paribus).
La pantomima, tanto per usare un eufemismo, dura 20 anni e l'Investitore ha un buon "ritorno"; sarebbe ottimo se mettesse soldi suoi: cosa che, per quanto a mia conoscenza, non avviene quasi mai in quanto le Banche (inutile sottolineare che quelle "di area" sono le più organizzate ed agguerrite) si precipitano ad anticipare e finanziare "fino al 90% dell'investimento". D'altronde, perché mai le Banche dovrebbero finanziare quei pezzenti di artigiani e bottegai che fanno fatica a pagare gli operai e che a volte osano suicidarsi, che si permettono opporsi ai sindacalisti, noti "lavoratori" che riscuotono lo stipendio (oltre al malloppo) stando a casa, ovvero in "missione", ovvero "distaccati"?
Molto meglio anticipare i soldi a giovanotti rampanti, istruiti, concreti che si accontentano di una manciata di spiccioli e firmano la delega irrevocabile all'incasso per la Banca che procede ad incamerare praticamente tutto, garantita "ad abundantiam" dal diritto di superficie e non dal semplice affitto, (in pratica l'esproprio del terreno per 25 anni, piccolo particolare che pochi conoscono, suppongo).
Ma la seconda cosa che i giovani interlocutori del Collettivo "Renato Vallanzasca" non sanno (abbiamo ormai definitivamente lasciato Maggioranza ed Opposizione ad arrovellarsi sulla distribuzione degli incarichi esterni "per materie particolarmente complesse" quali la caolinizzazione dei feldspati nell'Alta Murgia), rifiutandomi di pensare che se lo sapessero, parlerebbero ancora di fotovoltaico all'italiana, o meglio, all'amatriciana, è la seguente: sapete quanto incassa l'Enel per il famoso MW nominale immesso in rete e pagato 620.000 euro?? Incassa 140.000 euro (centoquarantamila euro: avete letto bene).
Ma che cavolo di politica energetica è un' idiozia del genere? Moltiplicate poi 620.000 euro per 20 (gli anni), moltiplicate il risultato per 3.000 (i MW, stabiliti, per ora, come limite alla follia) sottraete l'introito ed avrete la perdita secca della truffa ai danni del Popolo Italiano, graziosamente diluita nei prossimi anni.

Sento già i Santoni del fotovoltaico (sarà certamente un caso che tra i maggiori Operatori del settore c'è un famoso e ricchissimo Industriale di Sinistra, autodefinitosi" tessera numero 1 del PD, noto per aver avuto praticamente gratis le Aziende dallo Stato, aver messo sulla strada gli operai ed aver lucrato infine con plusvalenze fantastiche sulla cessione) che parlano della "Ricerca, associata allo sviluppo del Settore".
Possibile che tutti si riempiono la bocca con la "Ricerca" senza dar conto di che cosa ricercano e, se mai, che cos'hanno trovato dopo anni di "Ricerca" e migliaia di miliardi elargiti, senza alcun controllo di merito, produttività, risultati? Altro mistero, tipicamente ed esclusivamente italiano.
Mi chiedo: se all'Operatore–Investitore, per 600.000 euro che incassa per ogni MW nominale (ma solo teoricamente perché è la Banca che incassa) restano, nella migliore delle ipotesi ed al netto delle tasse, circa 40.000 euro all'anno (più che congrui se rapportati al capitale effettivamente impiegato, mediamente e solo formalmente attorno al 10% dell'investimento) che cosa va alla "Ricerca"? C'è qualche Legge che obbliga le Banche a destinare parte di tale lucrosissimo affare alla "Ricerca"? No, non esiste.
Ma non è mica finita: tempo addietro chiedevo ad uno di questi brillanti giovani in Porsche se avesse tenuto conto, nel business plan, del fatto che la vita media degli "inverter" (necessari a trasformare la corrente continua erogata dai pannelli in corrente alternata da fornire al contatore Enel) è di sei – sette anni e che quindi si dovesse tener conto, nei vent'anni, della spesa di un ulteriore milione di euro, a tanto ammontando il costo di tali apparecchi, se correttamente dimensionati e sempre tenendo conto del degrado denunziato dai Produttori – Nostradamus, (come chiedere all'oste se il suo vino è buono).
La risposta, tra lo stupito ed il canzonatorio, è stata: "chissà dove sarò fra sette anni: l'impianto è già opzionato dal Gruppo X, che una volta raggiunto un buon pacchetto di MW, li vende a sua volta o al Governo o li "sistema" politicamente, tipo certificati verdi".
Poi c'è anche la lagna dei Sociologi, a volte anche" Meridionalisti": la peggiore iattura per il Sud dopo il terremoto di Reggio e Messina di cent'anni orsono. Parlano di formazione ed occupazione, azzardano numeri mai visti: 20.000, 50.000, 100.000 "addetti al settore".
Bene, anzi male, malissimo: attualmente siamo sui 1.500 MW installati e con la fame di lucrosi contratti (soltanto presso Enel Bari giacciono quattromilacinquecento domande da istruire) supponiamo di raggiungere, entro il 2012, i 3.000 MW (la Legge precedente parlava di 2.200 MW: come si vede è iniziato l'effetto ricatto occupazionale, peraltro fasullo). E poi? Cosa faranno le fantomatiche decine di migliaia di "addetti al settore"? Fabbricheranno pannelli? No, già ora te li tirano dietro in Cina, in Germania, in USA, mentre dalla Spagna te li portano a Barletta "a peso".
Ogni anno i pannelli diventano obsoleti: chi ha interesse a cambiarli? Nessuno, ovviamente. Per la manutenzione di 1 MW bastano poche ore alla settimana, se non piove, di un solo addetto (tipicamente 5.000 pannelli circa su 2.5 ettari) sempre che, nel frattempo, la malavita, adusa a taglieggiare i Proprietari di tendoni da uva del valore di 30.000 euro, non metta l'occhio su un ettaro che contiene un milione di euro ed è vulnerabilissimo: d'altronde è verosimile che un Paese nel quale un efferato assassino sconta pochi anni (ma qualche mese se è politicamente vicino ai "Migliori": recente rivendicazione di Vendola per qualificare i propri Elettori), tuteli alcuni pannelli solari buttati in campagna?
A tale proposito, volutamente ignorato dal rampante in Porsche di cui sopra, il rimedio c'è: l'assicurazione che, guarda caso, è dello stesso Gruppo della Banca "di area" ma che, dopo il primo furto (ovviamente c'è già un'ampia casistica in Puglia, anche clamorosa, ancorchè largamente prevedibile) raddoppia l'importo del "premio": prendere o lasciare!


Inutile paventare quello che sta già avvenendo: lungi dal costituire un'alternativa valida tecnicamente, il fotovoltaico è un debito semplicemente pazzesco che la Collettività dovrà addossarsi, pena il licenziamento degli addetti. Come viene meno l'incentivo, scrive un autorevole Giornale tedesco, il fotovoltaico semplicemente svanisce.
Che razza di energia è un'energia che, per essere prodotta, costa cinque volte quello che se ne ricava? ... e mentre a Barletta bocciano, prima ancora di conoscerne i contenuti e le ricadute, progetti industriali che investitori (o eroici o incoscienti) sottopongono, pazientemente, alle forche caudine d'un Potere che, quando diviene pesantemente discrezionale, costituisce la premessa per il condizionamento ed il comparaggio, al Nord fanno a gara per alloggiare sul proprio Territorio non solo centrali a biomasse, per le quali non esiste alcun tipo di perplessità, ma le pulite, sicure, ecologiche, economiche centrali nucleari.
A Brescia da quarant'anni si usano i rifiuti come combustibile del teleriscaldamento cittadino. L'impianto, recentemente ridipinto azzurro pallido per volere dei Verdi che giustamente pensano alle cose veramente importanti, è situato in città: è ben vero che, essendo amministrati dai leghisti, i bresciani hanno ciò che si meritano ma, proprio recentemente, ho visto gli impianti analoghi nel centro di Copenhagen e nel centro di Boston dove, mi assicurano, Bossi non si è mai visto.
Ed allora lancio una proposta: con l'importo di un solo mese degli emolumenti per gli Assessori, tutto il Consiglio Comunale va a Copenhagen in visita alla centrale di termodistruzione (il termine piace molto agli "ecologi" nostrani in modo da poterlo assimilare, se non altro per assonanza, all'eccidio di Hiroshima e Nagasaki) che, essendo in centro e vicinissima al Castello Reale, consente un'escursione istruttiva.
Naturalmente dovrebbe esser invitato anche tutto il Collettivo Soren Kirkegaard (un allegrone!) in modo che, una volta tanto, si possa poi discutere di qualcosa in cognizione di causa, possibilmente senza lancio di candelotti da parte di qualche Erinni in astinenza.
Ritengo purtroppo che ciò non avverrà: ricordate quando, in pieno boom, quell'industriale di Carpi organizzò delle gite in Russia per far toccare con mano ai propri increduli operai le nefandezze e la vergogna del comunismo e lo spietato sfruttamento dei Lavoratori?
Quando i capoccia del partito, gli attuali capitalisti rossi della Bologna da bere (quella dei viaggi - studio del compagno Sindaco con escort al seguito presso i "compagni bulgari" ma a spese dei cittadini), si accorsero che gli operai tiranneggiati dalla triplice stavano aprendo gli occhi, successe il finimondo: gli scioperi "democratici e spontanei" paralizzarono l'Azienda dell'incauto, mentre l'Ambasciata sovietica non rilasciò più alcun visto.
Il Vescovo locale, quello che aveva inventato i preti operai (noti sgobboni) tirò un respiro di sollievo: il dialogo (e gli appalti ) erano salvi!
D'altronde aveva già provveduto il " Papa Buono", in antitesi ai noti Papi cattivi, a sdoganare i compagni infoibatori, distinguendo "l'errore dall'errante"!
D'altronde, se son stati capaci di nascondere per cinquant'anni le Foibe per le quali saranno maledetti in eterno e se son stati capaci di attribuire ai loro alleati e degni compari nazisti i massacri di Katyn (nel più assordante silenzio della Chiesa, dei Sindacati, dei cosiddetti Intellettuali, dei cosiddetti Partiti Democratici, di Report, di Santoro, Saviano, Camilleri, Scalfari, Gad Lerner, Gruber, Celentano e di tutta la Società incivile), volete che non siano capaci di criminalizzare l'energia pulita da fonte nucleare bofonchiando qualche banalità sulle energie alternative? Hanno dalla loro il pressapochismo dei patiti dell'Isola dei famosi, i capitalisti rossi e tangentisti, i quotidiani di regime, i settimanali del Licenziatore, i complessati di Fanghiglia Cristiana, le jene ridens televisive e milionarie (in euro), le escort travestite da giornaliste, una pseudo Opposizione di fighetti con l'auto blu o di cognati nullafacenti con la Ferrari a Montecarlo.

Ettore Bergamaschi