«Nel mio lavoro l'amore per i libri e il fascino per il modo in cui sono costruiti»
Professione tecnico restauratore libri antichi: Maria Rosa Borraccino racconta il suo lavoro per BarlettaViva
giovedì 29 gennaio 2026
Da otto anni nel suo laboratorio, la dottoressa Maria Rosa Borraccino restituisce a nuova vita e bellezza testi di svariate epoche, contribuendo così a tenere in vita autentici pezzi di storia che altrimenti sarebbero andati irrimediabilmente perduti.
Conseguita nel 2014 la laurea magistrale in "Scienze e Tecnologie per la diagnostica e conservazione dei beni culturali" presso l'Università degli Studi di Bari, Maria Rosa Borraccino, tramite una delle quattro borse di studio messe a disposizione per studenti italiani, si è specializzata nel settore grazie all'"Institute for Restoration and Preservation Studies" di New York.
Dal 2018, all'interno del suo laboratorio, rilega e restaura libri di qualsiasi epoca e in ogni condizione.
Dottoressa Maria Rosa Borraccino, di professione tecnico restauratore di documenti cartacei e libri antichi: da dove viene questa passione?
"Nasce dall'amore per i libri e dal fascino per il modo in cui sono costruiti: le cuciture, i fili della legatura, le copertine in materiali diversi come pelle, pergamena o carte decorate a mano, le incisioni realizzate con punzoni e rotelle. Tecniche e materiali che raccontano non solo la storia di chi ha custodito quei volumi, ma anche di chi li ha realizzati".
Qual è, a grandi linee, il target della sua clientela?
"Il mio lavoro si rivolge a un'utenza molto varia. Mi contattano enti pubblici e biblioteche, collezionisti e librai, ma anche privati cittadini che affidano al restauro libri di famiglia, documenti o volumi a cui sono legati da un forte valore affettivo. Spesso non si tratta di oggetti di grande valore economico, ma di testimonianze personali e storiche che meritano di essere conservate".
Quali possono essere le qualità essenziali per poter svolgere questa professione?
"Per lavorare nel restauro servono pazienza, precisione e attenzione ai dettagli, perché ogni intervento richiede cura e delicatezza. È fondamentale anche il rispetto per la storia degli oggetti, bisogna saper intervenire senza cancellarne le tracce del tempo. Infine, manualità e curiosità sono essenziali per conoscere i materiali e le tecniche storiche per poter scegliere sempre il modo migliore per conservare un libro o un documento".
Qual è stato il testo più antico da Lei restaurato, e cosa ha provato nell'operare su di un qualcosa di così prezioso?
"Il testo più antico che ho restaurato risale al XV secolo. Lavorare su un oggetto così antico è sempre un'esperienza intensa; provi rispetto e meraviglia nel toccare pagine che hanno attraversato secoli, ma anche una grande responsabilità, perché ogni intervento deve restituire stabilità senza alterarne l'identità. È emozionante sapere che, grazie al restauro, quel libro potrà continuare a raccontare la sua storia ad altri lettori e studiosi".
Quale tipologia di testi prevale nella sua opera?
"Nella mia attività prevalgono documenti, genealogie e libri antichi, ma anche libri moderni rari: prime pubblicazioni e con refusi che li rendono unici - come la prima edizione di Harry Potter. (L'edizione italiana di Harry Potter è particolare perché Harry fu raffigurato senza occhiali sulla copertina, un dettaglio insolito rispetto all'immagine iconica del personaggio. Inoltre, nella prima edizione fu fatto l'errore nel nome dell'autrice J.K. Rowling scritto per esteso sulla copertina, conferendo al volume un carattere distintivo e da collezione). Mi occupo anche di libri di famiglia, stampe e quaderni personali. In generale, tutti i testi che custodiscono memoria e storia, sia sul piano culturale che affettivo, hanno un posto nel mio laboratorio".
Per certi versi Lei ha in custodia la nostra storia?
"Sì, in un certo senso è così. Ogni libro, documento o manoscritto che restauro custodisce memorie, storie e testimonianze di chi lo ha scritto, posseduto o utilizzato. Restituendogli stabilità e leggibilità, contribuisco a preservare non solo l'oggetto, ma anche una parte della nostra storia collettiva e personale, affinché possa continuare a raccontarsi alle generazioni future".
Che consiglio darebbe a chi vorrebbe intraprendere questa professione?
"Il consiglio principale è coltivare pazienza, curiosità e manualità. Studiare le tecniche storiche, conoscere i materiali e rispettare la storia di ogni oggetto sono fondamentali. Serve anche una passione autentica, io amo i libri così tanto da essere anche bibliotecaria, e senza questo amore per i testi e per la loro conservazione, questo lavoro non si può fare davvero bene".
Conseguita nel 2014 la laurea magistrale in "Scienze e Tecnologie per la diagnostica e conservazione dei beni culturali" presso l'Università degli Studi di Bari, Maria Rosa Borraccino, tramite una delle quattro borse di studio messe a disposizione per studenti italiani, si è specializzata nel settore grazie all'"Institute for Restoration and Preservation Studies" di New York.
Dal 2018, all'interno del suo laboratorio, rilega e restaura libri di qualsiasi epoca e in ogni condizione.
Dottoressa Maria Rosa Borraccino, di professione tecnico restauratore di documenti cartacei e libri antichi: da dove viene questa passione?
"Nasce dall'amore per i libri e dal fascino per il modo in cui sono costruiti: le cuciture, i fili della legatura, le copertine in materiali diversi come pelle, pergamena o carte decorate a mano, le incisioni realizzate con punzoni e rotelle. Tecniche e materiali che raccontano non solo la storia di chi ha custodito quei volumi, ma anche di chi li ha realizzati".
Qual è, a grandi linee, il target della sua clientela?
"Il mio lavoro si rivolge a un'utenza molto varia. Mi contattano enti pubblici e biblioteche, collezionisti e librai, ma anche privati cittadini che affidano al restauro libri di famiglia, documenti o volumi a cui sono legati da un forte valore affettivo. Spesso non si tratta di oggetti di grande valore economico, ma di testimonianze personali e storiche che meritano di essere conservate".
Quali possono essere le qualità essenziali per poter svolgere questa professione?
"Per lavorare nel restauro servono pazienza, precisione e attenzione ai dettagli, perché ogni intervento richiede cura e delicatezza. È fondamentale anche il rispetto per la storia degli oggetti, bisogna saper intervenire senza cancellarne le tracce del tempo. Infine, manualità e curiosità sono essenziali per conoscere i materiali e le tecniche storiche per poter scegliere sempre il modo migliore per conservare un libro o un documento".
Qual è stato il testo più antico da Lei restaurato, e cosa ha provato nell'operare su di un qualcosa di così prezioso?
"Il testo più antico che ho restaurato risale al XV secolo. Lavorare su un oggetto così antico è sempre un'esperienza intensa; provi rispetto e meraviglia nel toccare pagine che hanno attraversato secoli, ma anche una grande responsabilità, perché ogni intervento deve restituire stabilità senza alterarne l'identità. È emozionante sapere che, grazie al restauro, quel libro potrà continuare a raccontare la sua storia ad altri lettori e studiosi".
Quale tipologia di testi prevale nella sua opera?
"Nella mia attività prevalgono documenti, genealogie e libri antichi, ma anche libri moderni rari: prime pubblicazioni e con refusi che li rendono unici - come la prima edizione di Harry Potter. (L'edizione italiana di Harry Potter è particolare perché Harry fu raffigurato senza occhiali sulla copertina, un dettaglio insolito rispetto all'immagine iconica del personaggio. Inoltre, nella prima edizione fu fatto l'errore nel nome dell'autrice J.K. Rowling scritto per esteso sulla copertina, conferendo al volume un carattere distintivo e da collezione). Mi occupo anche di libri di famiglia, stampe e quaderni personali. In generale, tutti i testi che custodiscono memoria e storia, sia sul piano culturale che affettivo, hanno un posto nel mio laboratorio".
Per certi versi Lei ha in custodia la nostra storia?
"Sì, in un certo senso è così. Ogni libro, documento o manoscritto che restauro custodisce memorie, storie e testimonianze di chi lo ha scritto, posseduto o utilizzato. Restituendogli stabilità e leggibilità, contribuisco a preservare non solo l'oggetto, ma anche una parte della nostra storia collettiva e personale, affinché possa continuare a raccontarsi alle generazioni future".
Che consiglio darebbe a chi vorrebbe intraprendere questa professione?
"Il consiglio principale è coltivare pazienza, curiosità e manualità. Studiare le tecniche storiche, conoscere i materiali e rispettare la storia di ogni oggetto sono fondamentali. Serve anche una passione autentica, io amo i libri così tanto da essere anche bibliotecaria, e senza questo amore per i testi e per la loro conservazione, questo lavoro non si può fare davvero bene".