Intervista al senatore Giuseppe Dipaola, «per lavoro, vivibilità e legalità»

«Sono una persona di coraggio, bisogna portare avanti le proprie idee». Si susseguono le domande di Barlettalife ai protagonisti della politica

lunedì 28 marzo 2011
A cura di Michele Sarcinelli
Continuano le interviste di Barlettalife ai rappresentanti politici impegnati nella fase propedeutica alla competizione elettorale del prossimo maggio: questa volta abbiamo intervistato il senatore Giuseppe Dipaola.

Dott. Dipaola, Candidato sindaco del'UDC. Avete spiazzato un bel pezzo di opinione pubblica questa mattina. La sigla politica che La candida è rinomata ma Le ricordo che alle politiche del 2006 raccolse l'1%. Potrebbe rispondermi che Lei è uomo dalle scelte difficili…

Preciso: per quanto riguarda la mia candidatura, non sono solo candidato dell'Udc ma anche di liste civiche che mi hanno convinto a fare il candidato sindaco. Non v'è stata alcuna forzatura nei riguardi di alcuno, né v'è stata la volontà di trovare una candidatura ad ogni costo.

Parliamone subito perché è quello che si racconterà più spesso in campagna elettorale. Si dirà che il Senatore Dipaola è un trasformista. E' facile essere trasformisti o complicato e perché ha lasciato il PD?

Ognuno può valutare gli atti delle persone secondo una propria logica. Chi mi conosce, sa quanto sono coerente. Ho lasciato il pd perché non v'era spazio per fare azione amministrativa, e nemmeno nella coalizione di maggioranza. I cittadini mi sollevavano spesso un problema di un "pantano politico". Per me è stato facile abbandonare il certo per l'incerto: nell'area del centro sinistra avrei potuto governare direttamente o indirettamente dato che Barletta tuttora mi attribuisce grande credibilità e largo consenso.

In conferenza stampa ha dichiarato che destinerà massima attenzione sia alle forze laiche che cattoliche, calamitando questi consensi. Non è troppo ambiziosa questa affermazione?
Non lo è, è solo un atto coraggioso. Sono convinto che la politica italiana nel futuro si modificherà e nel tempo più o meno breve, si riprenderà un assetto ante '92, in cui ritornerà un area di centro in cui troveremo sigle nuove ma con contenuti simili alla Dc, Pri, Pli, Psi, Psdi, lasciando da una parte la destra e da un'altra parte la sinistra. Questa è la mia visione politica per il futuro.

Altri candidati riscrivono la città volendola cambiare del tutto. Non è ingenerosa questa affermazione nei riguardi di Maffei? E sempre del Sindaco, cosa è che proprio non le va giù?

Parliamo della città: questa non può essere cambiata ma solo modificata in alcune zone. Va utilizzata una maggiore attenzione al territorio: il riuso di quest'ultimo è fondamentale per Barletta, intendo utilizzare al meglio tutte le zone non ben definite (ad esempio Via Trani, in vari incontri si è discusso di Pug per il futuro. Ciò è utile ma allo stato attuale sottrarrebbe solo terreni ai proprietari, ai contadini, terreni che rimarrebbero inutilizzati. Bisogna riqualificare via Trani con l'aiuto di professionisti che seduti attorno ad un tavolo potranno trovare una nuova definizione per una zona che diventi commerciale, di servizi, turistica). In merito alla seconda domanda Le significo che il laboratorio politico "Sìamo Barletta", nel 2006, propose al sindaco Maffei dei suggerimenti programmatici: tutti disattesi.

Ritiene una grave scortesia quella del Pdl e Centrodestra aver preferito Bartolo Tatò a Lei? E come analizza l'attuale situazione dei suoi ex amici di riunioni politiche di alcune settimane fa?

Non ritengo che vi sia stata alcuna scortesia da parte degli amici del Pdl perché Bartolo Tatò è un ottimo imprenditore e ben poteva essere considerato candidato del centro destra. Non siamo riusciti a chiudere l'accordo politico perché avevamo una visione diversa della politica, io penso che prima di esporsi a tale livello occorre fare un periodo di, così lo definisco, tirocinio politico per entrare nei meccanismi dell'amministrazione di una città importante come Barletta. Non occorre essere un grande imprenditore, professionista, operatore se non si ha alle spalle l'esperienza amministrativa necessaria. Era il mio parere, ed è quello che ho sempre riferito con serenità al candidato Tatò.

Qualcuno del centrosinistra l'ha chiamata per un bel bocca al lupo?
Non c'è stato ancora il tempo per apprendere bene la notizia. Sono convinto che succederà presto, perché ho sempre lasciato solo amici. Ho incontrato per strada il vicesindaco Mezzina che calorosamente mi dato un "in bocca al lupo".

Ritengo che un cavallo di battaglia di Giuseppe Dipaola sarà la Provincia e questione Sede Legale. Davvero la ritiene ancora "questione di onorabilità barlettana"?

Ritengo che il problema della provincia e relativa sede legale sia un problema importantissimo per la nostra città. Non perché io non riesca a comprendere il campanilismo che si è creato durante tutti questi anni ma riesco solo ad immaginare una provincia con dei consiglieri provinciali barlettani, con dei consiglieri provinciale andriesi e tranesi ed altri, capaci di pensare solo all'utilità dell'utente cittadino. E' assurdo oggi ipotizzare che per alcuni atti un cittadino qualsiasi deve percorrere il tragitto Barletta-Trani-Andria e viceversa. Non c'è in questo semplificazione o utilità. Io credo che col tempo riporteremo la sede legale a Barletta dato che è la sede naturale sulla scorta di quelli che erano i disegni di legge presentati nel periodo in cui avevamo "chiuso" la provincia, ovvero al 31/12/1991. Quello che è successo dopo, con il decreto del 2004, certamente ha complicato notevolmente la utilità e la semplificazione dell'ente Provincia. Sono fiducioso che alla prossima tornata elettorale per la provincia, cioè tra 3 anni, i politici barlettani che vorranno definitivamente affrancarsi dai condizionamenti dei forestieri, saranno in grado di eleggere moltissimi consiglieri locali nell'assise provinciale

Lei in conferenza stampa ha richiamato tre argomenti per Lei sovrani: Lavoro, vivibilità e legalità. Devo dirLe che sono temi, specie l'ultimo che noi di Barlettalife perseguiamo con molte note. Allora chiedo per quanto riguarda la legalità da dove inizierà?
Bisogna far funzionare l'ufficio legalità istituito un paio di anni fa che oggi in piazza Aldo Moro è chiuso, non vi sono dipendenti che rispondono al telefono, nessuno. Abbiamo fatto tanto per costituirlo, dunque abbiamo fallito. La legalità a Barletta è fondamentale essendo capoluogo di provincia: esiste un'illegalità diffusa, a tutti i livelli, e vi sono azioni che non vengono esperite per evitare l'abusivismo dilagante. Bisogna convincere queste persone che vi sono strumenti per riportare alla legalità. Ma ci vuole polso,attenzione. Così è scontato che favoriamo l'evasione e l'illegalità anche da parte di tutti coloro che risultano in regola.

Infine - e mi dia davvero una risposta per favore -qual è il suo più temibile avversario politico in questo momento?
Ho la presunzione di non avere avversari politici; l'unico che ho e potrò avere rappresentato da quel cittadino che pur riconoscendo che questa realtà non va bene, non si impegna ad esporsi in prima persona, non si impegna in un atto di coraggio, per tentare con i consensi allargati di modificare quest'assetto che da 20 anni ha trascinato Barletta in questa situazione. Io sono una persona di coraggio, una campagna elettorale si può perdere ma non sarà questa, l'interessante è che si portino avanti le proprie idee. Le mie sono di rinnovamento nella classe dei consiglieri comunali nell'assise comunale: occorre consiglieri comunali nuovi. Non sicuramente politicanti.
Intervista a Giuseppe Dipaola © Francesca Piazzolla
Intervista a Giuseppe Dipaola © Francesca Piazzolla
Intervista a Giuseppe Dipaola © Francesca Piazzolla
Intervista a Giuseppe Dipaola © Francesca Piazzolla
Intervista a Giuseppe Dipaola © Francesca Piazzolla
Intervista a Giuseppe Dipaola © Francesca Piazzolla
Intervista a Giuseppe Dipaola © Francesca Piazzolla
Intervista a Giuseppe Dipaola © Francesca Piazzolla
Intervista a Giuseppe Dipaola © Francesca Piazzolla
Intervista a Giuseppe Dipaola © Francesca Piazzolla