Fioccano accuse di inquinamento a Barletta, coinvolta la Cementeria

L'accusa è di "emissioni inquinanti" dovuti alla combustione di rifiuti

giovedì 7 gennaio 2016 19.56
"Delitto colposo di danno, delitti colposi contro l'ambiente, falso ideologico, abuso d'ufficio e violazione della normativa in tema ambientale sancita dal Decreto Legislativo n.152/2006. Sono le accuse contestate, a seconda delle presunte responsabilità, nell'avviso di conclusione delle indagini che interessa 18 persone tra amministratori di società e pubblici ufficiali della Regione e dell'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione dell'Ambiente. E' questo l'esito di uno dei filoni d'inchiesta sull'inquinamento nel territorio di Barletta per fatti che vanno dal 18 febbraio 2012 ai giorni nostri.

Indagati: Silvio Picca e Pietro Buzzi, quali legali rappresentanti (succedutisi) della Buzzi Unicem spa; Giuseppe Angelo Dalena legale rappresentante della srl Dalena Ecologia che ha stabilimento a Barletta e sede legale a Putignano; Ruggiero Rosario Bruno, legale rappresentante della TRA.SMA.R. sas che ha sede in Contrada Crocifisso; Michele Scaringella quale amministratore della Corgom srl con sede legale a Corato; l'architetto Pasquale Antonio Casieri, l'ingegner Giancarlo Chiaia, Francesco Contento, il geologo Andrea Salvemini, la dr.ssa Francesca Seccia, l'avvocato Giampaolo Sechi membri del Comitato Tecnico provinciale BAT del 22.06.2011 che hanno istruito la pratica ed espresso parere favorevole per la concessione dell'autorizzazione di valutazione d'impatto ambientale (VIA) alla gestione dei rifiuti; gli ingegneri Giuseppe Tedeschi e Paolo Francesco Garofoli, rispettivamente dirigente del Servizio Rischio Industriale della Regione Puglia e funzionario "alta professionalità AIA"; i dipendenti dell'A.R.P.A. Puglia l'ingegner Giuseppe Gravina, il dr. Roberto Giua, Salvatore Ficocelli, Massimiliano Antonio Maurelli, Carmelo Capoccia, interessatisi al campionamento fumi del 25 Marzo 2011, quando secondo l'accusa non avrebbero eseguito prelievi da entrambi i camini della Cementeria, facendo così risultare "una situazione non inquinante delle emissioni".

La Buzzi Unicem avrebbe gestito "illecitamente di fatto un impianto d'incenerimento rifiuti speciali forniti dalle imprese Dalena Ecologia, Trasmar e Corgom grazie all'autorizzazione o al falso parere favorevole all'esercizio di quest'attività, fornito dai funzionari regionali e dai dipendenti dell'ARPA. Ci sarebbero state "emissioni inquinanti rivenienti dalla combustione di rifiuti superiori al limite di legge prevista nell'ambito della tipologia dei rifiuti, trattandosi di un impianto ubicato nei 200 metri da insediamenti residenziali. L'ulteriore nuova attività d'incenerimento di rifiuti, ritenuta illecita sul falso presupposto di un'altra autorizzazione, secondo l'accusa ha esposto la popolazione al rischio di inalazione di fattori inquinanti dannosi alla salute; con l'intenzionale agevolazione dei pubblici funzionari". Ora gli indagati hanno venti giorni per presentare le proprie difese ed evitare il processo.