“Donne, plurale femminile”: a Barletta il festival culturale multidisciplinare dedicato alla narrazione del femminile

L'inaugurazione è prevista sabato 7 marzo

mercoledì 4 marzo 2026 10.22
"Donne, plurale femminile" è un festival culturale multidisciplinare dedicato alla creatività, allo sguardo e alla narrazione del femminile contemporaneo. Un percorso articolato tra mostre, installazioni, talk, presentazioni editoriali e videoarte che mette al centro la pluralità delle esperienze e delle identità, valorizzando linguaggi espressivi differenti in dialogo con il territorio.
Il festival si realizza con il patrocinio del Comune di Barletta, che ha sostenuto l'iniziativa riconoscendone il valore culturale e sociale per la comunità.

Si ringrazia inoltre l'Amministrazione per la disponibilità di contenitori di grande prestigio storico-culturale, come i Sotterranei del Castello e gli spazi istituzionali coinvolti, che conferiscono al progetto un forte significato simbolico e identitario.

Il festival inaugura sabato 7 marzo 2026 alle ore 17.00 con il vernissage delle mostre e delle installazioni presso i Sotterranei del Castello di Barletta, alla presenza delle istituzioni locali e degli autori in mostra.

Un momento storico di rilievo

Tra gli eventi di maggiore importanza si distingue la mostra del fotografo franco-iraniano Manoocher Deghati, testimonianza fondamentale nel panorama fotografico internazionale. Pluripremiato fotoreporter, protagonista di oltre quarant'anni di storia contemporanea documentata nei principali scenari geopolitici mondiali, Deghati ha scelto da oltre dieci anni la Puglia come sua terra d'adozione.

La sua mostra antologica "EYEWITNESS – HO VISTO" rappresenta un'occasione unica per il territorio: un archivio visivo che attraversa rivoluzioni, conflitti, resistenze e diritti umani, offrendo uno sguardo diretto e potente sulla storia recente.

Di particolare rilievo storico-politico è anche la mostra "Cuba, ho visto Fidel che vestiva una tuta blu elettrico" di Lucia Baldini, un progetto che racconta un frammento simbolico della storia cubana attraverso immagini capaci di coniugare documento e suggestione narrativa.

Il festival valorizza inoltre lo sguardo femminile in contesti sociali e produttivi: Loredana Celano propone un intenso lavoro fotografico nei cantieri navali, dove la presenza della donna si confronta con spazi tradizionalmente maschili, ridefinendo ruoli e prospettive.

Con il progetto "Milano in prospettiva 2020–2030", Antonella Bozzini offre una lettura urbana e sociale della trasformazione della metropoli lombarda, ponendo interrogativi sul futuro delle città e sulle dinamiche culturali e architettoniche in atto.

Il percorso espositivo si arricchisce con il progetto "E voi cosa cercate" di Patrizia Riviera, una riflessione visiva sul senso della ricerca personale e collettiva, e con la fotografia surrealista di Francesca Meloni, che nel progetto "Innerself" esplora l'identità interiore attraverso immagini sospese tra realtà e dimensione onirica.
Oltre 30 artiste e artisti daranno vita a un percorso espositivo che attraversa fotografia, arti visive, installazioni materiche e light art, offrendo al pubblico un'esperienza immersiva e coinvolgente.

Il festival propone inoltre momenti di confronto e approfondimento con autori, fotografi, scrittori e professionisti, offrendo uno spazio di dialogo aperto alla cittadinanza e alle scuole.

PROGRAMMA EVENTI

Sabato 7 marzo 2026
Ore 11.00 – 13.00 | Palazzo San Domenico Ore 17.00 | Sotterranei del Castello
Sabato 28 marzo 2026
Ore 17.00 – 19.00 | Sala Rossa
Martedì 7 aprile 2026
Ore 17.00 – 19.00 | Sala Rossa All'interno del Festival Donne, uno spazio di ascolto e consapevolezza dedicato alla forza trasformativa delle storie femminili. Il progetto intreccia le voci e i volti di 14 donne che hanno scelto di raccontare cosa significa affrontare una diagnosi che cambia improvvisamente la vita, incrinando corpo, identità e certezze. Un attraversamento fatto di paura, smarrimento e resistenza quotidiana.

Il titolo richiama l'antica arte giapponese del kintsugi: riparare con l'oro ciò che è rotto, rendendo la frattura parte del valore dell'oggetto. Allo stesso modo, le cicatrici diventano segni visibili di rinascita, testimonianza di una bellezza che resiste.

Un incontro che si trasforma in occasione di riflessione collettiva, empatia e coraggio, rompendo il tabù della malattia e restituendo voce e dignità all'esperienza.
Giovedì 9 aprile 2026
Talk con Roberta Bruzzone
Un dialogo aperto con cittadinanza e scuole sui temi della violenza di genere e della prevenzione: Un momento fondamentale per trasformare la conoscenza in responsabilità collettiva.
Sabato 11 aprile 2026
Sala Rossa

ESPOSIZIONI E INSTALLAZIONI

7 marzo – 12 aprile 2026
Sotterranei del Castello di Barletta
Installazione light art
OCULUCIS – Hermes Mangialardo
Due occhi luminosi di 4 metri di diametro, opera pluripremiata esposta nei principali festival internazionali di light art (Germania, Paesi Bassi, Irlanda, Francia, Polonia, Portogallo, Finlandia, Slovenia, Cina). Un simbolo potente di sguardo, coscienza e presenza.

Installazione in bronzo
Da Donna a Dea – Olga Donati
I bronzi di Olga Donati nascono da un'urgenza espressiva profonda: trasformare un vissuto emozionale inconscio in forma plastica. Dalla rappresentazione del corpo femminile alla sublimazione dell'essenza del femminile come energia cosmica, le opere raccontano un percorso evolutivo che va dalla Donna alla Dea, incarnazione della forza creatrice e della Grande Madre.

Altre installazioni e progetti

"Donne, plurale femminile" è un invito ad attraversare storie, linguaggi e visioni diverse. Un festival che celebra la complessità dell'essere donna oggi, trasformando arte e cultura in strumenti di dialogo, consapevolezza e cambiamento.

Le riflessioni dell'Art Director Maria Lanotte

Nelle parole di Maria Lanotte, art director del festival:

Donne plurale femminile è un VENTO.
Un vento che soffia per la prima volta sulla città della Disfida e ne attraversa le pietre, la memoria, le coscienze.
Non è una brezza leggera: è una forza che scuote, che chiama, che non permette indifferenza.
È un vento da cui non si fugge, che non si arresta. Ti prende, ti solleva, ti conduce in territori sensibili alla cultura, dove lo sguardo si apre e il pensiero si espande.
È movimento, è respiro collettivo, è consapevolezza che diventa incontro e dialogo."
Promosso da Fidia Factory ETS, il festival nasce dall'esperienza di team di professionisti visionari, che porta con sé un percorso di eventi e riconoscimenti nazionali e internazionali. Protagonista lo scorso novembre del più importante festival in Cina, Fidia Factory ETS ha siglato un accordo di interscambio culturale che apre orizzonti nuovi, ponti tra territori lontani, connessioni tra linguaggi e identità.
È una sfida nella città delle sfide.
Una sfida accolta con entusiasmo e già vinta grazie alla partecipazione numerosa di artiste, artisti, da tutte le Regioni italiane.
È la prova tangibile che il bisogno di cultura, confronto e visione non solo esiste, ma pulsa con forza.
È un atto di coraggio collettivo."
E quel VENTO non si fermerà a Barletta.
È pronto a spostarsi nella città di Giovinazzo, che ha accolto il progetto con apertura e sensibilità, confermandone la vocazione itinerante e la capacità di radicarsi ovunque trovi ascolto.
Un vento che soffia, nonostante tutto.
Un vento che attraversa confini e resistenze.
Un vento che lascia parlare le donne — ma che appartiene a tutti.