Diabete di tipo 2, la Puglia tra le regioni più colpite d'Italia: perché la primavera è il momento giusto per fare prevenzione

Si stima che almeno un milione di casi non sia ancora stato identificato

lunedì 11 maggio 2026
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Il rapporto annuale PASSI dell'Istituto Superiore di Sanità ha confermato ancora una volta una tendenza che gli endocrinologi pugliesi conoscono da anni: la Puglia è stabilmente tra le cinque regioni italiane con la più alta prevalenza di diabete mellito di tipo 2. Secondo le stime più recenti, in Italia circa 3,5 milioni di persone convivono con una diagnosi di diabete, ma si stima che almeno un milione di casi non sia ancora stato identificato, poiché la malattia può progredire per anni in modo del tutto silenzioso, senza produrre sintomi evidenti fino alle complicanze avanzate. Nelle province pugliesi, e in particolare nella BAT, la combinazione di fattori genetici, abitudini alimentari in trasformazione e una sedentarietà crescente soprattutto tra le fasce adulte della popolazione contribuisce a mantenere l'incidenza al di sopra della media nazionale

I dati dell'Istituto Superiore di Sanità: nel Mezzogiorno l'incidenza cresce più che altrove

Il dato che preoccupa di più non è tanto la prevalenza assoluta quanto il ritardo diagnostico: in Italia, il tempo medio che intercorre tra l'insorgenza del diabete di tipo 2 e la sua diagnosi è stimato intorno ai sette anni. In questo intervallo, gli elevati livelli di glicemia danneggiano progressivamente e silenziosamente i vasi sanguigni, i reni, la retina e i nervi periferici, preparando il terreno per complicanze che in molti casi avrebbero potuto essere evitate o significativamente ridotte con un intervento precoce. La prevenzione, in questo contesto, non è un'astrazione: è la differenza concreta tra una vita sana e una caratterizzata da complicanze invalidanti.

Il prediabete: la condizione che in pochi conoscono e che riguarda milioni di italiani

Prima del diabete conclamato esiste una fase intermedia, clinicamente definita prediabete o alterata glicemia a digiuno, in cui i valori di glucosio nel sangue sono più alti della norma ma non ancora sufficientemente elevati da soddisfare i criteri diagnostici per il diabete. In Italia si stima che questa condizione interessi oltre 6 milioni di persone, la maggior parte delle quali non sa di averla. Il prediabete è clinicamente importante per due ragioni: la prima è che, in assenza di intervento, circa il 25% dei soggetti con prediabete sviluppa il diabete di tipo 2 entro cinque anni; la seconda, altrettanto rilevante, è che con modifiche appropriate dello stile di vita, come un modesto calo ponderale e un aumento dell'attività fisica, il rischio di progressione si riduce di oltre il 50%.

Identificare il prediabete richiede semplicemente un esame del sangue con la misurazione della glicemia a digiuno o dell'emoglobina glicata, esami di routine che vengono spesso inclusi nei controlli annuali di medicina preventiva. Eppure molte persone non li effettuano con la regolarità necessaria, soprattutto in assenza di sintomi che le spingano a rivolgersi a un medico. Nella provincia BAT, come in gran parte del Sud Italia, questa abitudine alla prevenzione attiva è ancora meno radicata rispetto alle regioni del Centro-Nord, con differenze documentate nei tassi di diagnosi precoce che si rispecchiano direttamente nella severità delle complicanze al momento della presa in carico.

Specialisti e accesso alle cure: come superare l'ostacolo delle liste d'attesa nel territorio pugliese

Uno dei problemi strutturali che ostacolano la prevenzione del diabete nel Meridione è la difficoltà di accesso alle visite specialistiche in tempi utili. Endocrinologi e diabetologi sono figure concentrate prevalentemente nei capoluoghi di provincia, e i tempi di attesa per una prima visita in molte strutture pugliesi superano i sei mesi. In questo contesto, la possibilità di prenotare visite specialistiche in tutta Italia attraverso portali come Elty rappresenta un'alternativa concreta: la piattaforma aggrega l'offerta di strutture private e professionisti convenzionati, consente di cercare endocrinologi, diabetologi e internisti disponibili in Puglia e nelle regioni vicine, confrontarne i profili e prenotare direttamente online in pochi minuti. Per chi ha bisogno di un controllo glicemico o di una valutazione del rischio metabolico senza attendere mesi, questo strumento può fare la differenza tra una diagnosi tempestiva e una scoperta tardiva.

La prima visita diabetologica comprende in genere una valutazione clinica completa, la revisione degli esami ematochimici, la misurazione della pressione arteriosa e del peso corporeo, e la costruzione di un profilo di rischio individuale che tenga conto della storia familiare, delle abitudini alimentari e del livello di attività fisica del paziente. In base a questo profilo, lo specialista definisce un piano di follow-up personalizzato, che può includere controlli periodici della emoglobina glicata, della funzionalità renale, del profilo lipidico e, nei casi indicati, una valutazione oftalmologica per lo screening della retinopatia diabetica.

La dieta pugliese tra risorsa e rischio: come cambia l'alimentazione e cosa significa per la salute metabolica

La tradizione alimentare pugliese è riconosciuta a livello internazionale come uno degli esempi più virtuosi di dieta mediterranea: legumi, verdure di stagione, grano duro, olio extravergine d'oliva, pesce, e un consumo moderato di carne rossa costituiscono un modello nutrizionale che la letteratura scientifica associa da decenni a una riduzione significativa del rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e alcune forme di tumore. Eppure anche in Puglia, come nel resto d'Italia, si assiste negli ultimi vent'anni a una progressiva erosione di queste abitudini alimentari tradizionali, sostituita da pattern sempre più occidentalizzati caratterizzati da un elevato consumo di alimenti ultra-processati, zuccheri aggiunti, grassi saturi e bevande zuccherate.

Il cambiamento è particolarmente marcato nelle generazioni più giovani, dove i dati ISTAT mostrano un aumento preoccupante della prevalenza di sovrappeso e obesità già in età scolastica, con tassi che nel Sud Italia superano significativamente quelli del resto del Paese. Il sovrappeso addominale è uno dei principali fattori di rischio per il diabete di tipo 2 e per la sindrome metabolica, una costellazione di alterazioni che include ipertensione arteriosa, iperglicemia, dislipidemia e adiposità viscerale, e che aumenta in modo esponenziale il rischio cardiovascolare complessivo. Intervenire sullo stile di vita prima che questi fattori si consolidino è molto più efficace, e significativamente meno costoso per il paziente e per la società, che trattarne le conseguenze.

Complicanze del diabete: cosa succede quando la malattia non viene gestita adeguatamente

Le complicanze croniche del diabete di tipo 2 rappresentano alcune delle condizioni più debilitanti della medicina contemporanea. La neuropatia diabetica, che colpisce i nervi periferici, causa dolore, formicolio e perdita di sensibilità agli arti inferiori, aumentando il rischio di ulcere al piede che nei casi più gravi possono richiedere amputazione. La nefropatia diabetica è la prima causa di insufficienza renale cronica nei paesi industrializzati. La retinopatia diabetica è la principale causa di cecità negli adulti in età lavorativa in Europa. E il diabete raddoppia il rischio di infarto del miocardio e triplica quello di ictus cerebrale, anche in pazienti che non presentano altri fattori di rischio cardiovascolare.

Questo quadro, apparentemente scoraggiante, deve essere letto in chiave propositiva: tutte queste complicanze si sviluppano lentamente nel tempo, e la gestione ottimale della glicemia, della pressione arteriosa e del profilo lipidico riduce in modo molto significativo la probabilità che si manifestino. Un paziente diabetico seguito regolarmente da uno specialista, che mantiene i propri parametri metabolici entro i target terapeutici e si sottopone ai controlli periodici indicati, ha un'aspettativa di vita e una qualità della vita sostanzialmente sovrapponibili a quelle di una persona non diabetica. La differenza la fa la diagnosi precoce e la presa in carico adeguata, non la malattia in sé.

Primavera, il momento ideale per un check-up metabolico: come prendersi cura della salute con consapevolezza

Con l'arrivo della bella stagione e il ritorno a ritmi di vita più attivi, la primavera è tradizionalmente il periodo in cui molte persone si ritrovano più motivate a fare il punto sulla propria salute. Un semplice check-up metabolico, che comprende glicemia a digiuno, emoglobina glicata, profilo lipidico completo, funzionalità renale e misurazione della pressione arteriosa, fornisce un quadro dettagliato del rischio cardiometabolico individuale e permette di intervenire precocemente su eventuali alterazioni. Per chi ha più di 45 anni, per chi ha una storia familiare di diabete o malattie cardiovascolari, per chi è in sovrappeso o conduce uno stile di vita sedentario, questo tipo di valutazione non dovrebbe essere rimandato.

Elty permette di trovare internisti, endocrinologi e medici dello sport disponibili nella propria area, semplificando un percorso che troppo spesso viene rimandato per ragioni organizzative più che per mancanza di volontà. Investire qualche ora in una visita preventiva oggi può evitare anni di terapia e complicanze domani. Per chi vive nel Barlettano e in tutta la provincia BAT, dove l'accesso agli specialisti è storicamente più complesso che nelle grandi città, disporre di strumenti digitali che facilitano la prenotazione è un vantaggio concreto da non sottovalutare. La salute metabolica non aspetta: inizia ora.