Degrado in via delle Querce, la denuncia di Coalizione Civica
La nota dell'attivista Michele Napoletano
giovedì 11 giugno 2026
14.21
«Via delle Querce, a Barletta, nel 2026, continua ad assomigliare a una pista sterrata, pur essendo una via cittadina. In questo pezzo di strada vivono da anni decine e decine di famiglie, in palazzi di cooperative edilizie e, nonostante il tempo trascorso e le ingenti somme versate per le opere di urbanizzazione, i/le residenti sono ancora costretti a con-vivere, tra mille disagi quotidiani, in una strada che assume le sembianze di una mulattiera». Così l'attivista di Coalizione Civica, MIchele Napoletano.
«La scena, soprattutto dopo le piogge abbondanti della scorsa stagione, è stata e resta emblematica: enormi pozzanghere che hanno occupato gran parte della carreggiata e scavato ancora di più il terreno, trasformato in una distesa di fango. Raggiungere la propria abitazione, ogni santo giorno, è un percorso ad ostacoli. Le auto sono costrette a procedere tra buche e avvallamenti e i pedoni devono destreggiarsi tra le stesse per evitare, anche, di fare brutte cadute.
Quindi da una parte abbiamo nuove costruzioni, appartamenti acquistati con sacrificio e un quartiere che continua ad espandersi; dall'altra una viabilità che ricorda più una strada di campagna che un'area urbana regolarmente abitata. Le prime palazzine sono abitate, ormai, da oltre sette anni e a queste si sono aggiunti nuovi edifici ultimati proprio nel 2026, aumentando la popolazione del quartiere.
Un tempo, quindi, che dovrebbe essere più che sufficiente per garantire condizioni di viabilità normali e servizi essenziali. Come è possibile che dopo oltre sette anni dall'insediamento delle prime famiglie questa situazione sia ancora irrisolta?
Ancora più sorprendente è il fatto che si tratti di una strada comunale. Non una strada privata, non una viabilità provvisoria di cantiere, ma una strada che ricade sotto la responsabilità dell'ente pubblico. Eppure, chi vive in via delle Querce, continua a fare i conti con condizioni che difficilmente sarebbero tollerate in altre zone della città.
Sul caso pesa poi una questione che merita la massima trasparenza. Le cooperative edilizie avrebbero versato oltre 900 mila euro destinati alle opere di urbanizzazione. Se ciò corrisponde agli atti e alle convenzioni sottoscritte, queste persone hanno il diritto di sapere quali interventi siano stati effettivamente realizzati, quali risultino ancora da completare e per quali ragioni una strada fondamentale per l'accesso alle abitazioni versi ancora in questo stato. Non si parla di un'opera aggiuntiva o di un intervento estetico ma delle condizioni minime che dovrebbero garantirsi a qualsiasi insediamento residenziale: strade, sicurezza, accessibilità e servizi.
Persino il servizio di raccolta dei rifiuti finisce per evidenziare le contraddizioni della vicenda. Sebbene il sistema adottato sia quello del porta a porta, i residenti (che pagano comunque la tari come tutti i cittadini) non possono conferire i rifiuti davanti al proprio portone perché i mezzi della Bar.Sa non possono accedervi e sono costretti a trasportare sacchi e contenitori all' incrocio della via principale, sopportando un ulteriore disagio derivante dall'assenza di una viabilità adeguata. Se le opere pubbliche, che dovrebbero accompagnare lo sviluppo e la crescita della popolazione nel quartiere, restano incompiute il risultato è un quartiere che cresce "sulla carta" ma che continua a vivere condizioni da periferia dimenticata. L'amministrazione spieghi una volta per tutte ai residenti di via delle Querce quando intende intervenire e quali siano i tempi per la definitiva sistemazione della strada, perché dopo sette anni è il tempo delle risposte, no? E soprattutto è il tempo di restituire dignità a chi paga imposte, rispetta le regole e ha investito i risparmi di una vita per acquistare una casa, ma ancora oggi si ritrova a fare i conti con una strada in pieno stato di degrado».
«La scena, soprattutto dopo le piogge abbondanti della scorsa stagione, è stata e resta emblematica: enormi pozzanghere che hanno occupato gran parte della carreggiata e scavato ancora di più il terreno, trasformato in una distesa di fango. Raggiungere la propria abitazione, ogni santo giorno, è un percorso ad ostacoli. Le auto sono costrette a procedere tra buche e avvallamenti e i pedoni devono destreggiarsi tra le stesse per evitare, anche, di fare brutte cadute.
Quindi da una parte abbiamo nuove costruzioni, appartamenti acquistati con sacrificio e un quartiere che continua ad espandersi; dall'altra una viabilità che ricorda più una strada di campagna che un'area urbana regolarmente abitata. Le prime palazzine sono abitate, ormai, da oltre sette anni e a queste si sono aggiunti nuovi edifici ultimati proprio nel 2026, aumentando la popolazione del quartiere.
Un tempo, quindi, che dovrebbe essere più che sufficiente per garantire condizioni di viabilità normali e servizi essenziali. Come è possibile che dopo oltre sette anni dall'insediamento delle prime famiglie questa situazione sia ancora irrisolta?
Ancora più sorprendente è il fatto che si tratti di una strada comunale. Non una strada privata, non una viabilità provvisoria di cantiere, ma una strada che ricade sotto la responsabilità dell'ente pubblico. Eppure, chi vive in via delle Querce, continua a fare i conti con condizioni che difficilmente sarebbero tollerate in altre zone della città.
Sul caso pesa poi una questione che merita la massima trasparenza. Le cooperative edilizie avrebbero versato oltre 900 mila euro destinati alle opere di urbanizzazione. Se ciò corrisponde agli atti e alle convenzioni sottoscritte, queste persone hanno il diritto di sapere quali interventi siano stati effettivamente realizzati, quali risultino ancora da completare e per quali ragioni una strada fondamentale per l'accesso alle abitazioni versi ancora in questo stato. Non si parla di un'opera aggiuntiva o di un intervento estetico ma delle condizioni minime che dovrebbero garantirsi a qualsiasi insediamento residenziale: strade, sicurezza, accessibilità e servizi.
Persino il servizio di raccolta dei rifiuti finisce per evidenziare le contraddizioni della vicenda. Sebbene il sistema adottato sia quello del porta a porta, i residenti (che pagano comunque la tari come tutti i cittadini) non possono conferire i rifiuti davanti al proprio portone perché i mezzi della Bar.Sa non possono accedervi e sono costretti a trasportare sacchi e contenitori all' incrocio della via principale, sopportando un ulteriore disagio derivante dall'assenza di una viabilità adeguata. Se le opere pubbliche, che dovrebbero accompagnare lo sviluppo e la crescita della popolazione nel quartiere, restano incompiute il risultato è un quartiere che cresce "sulla carta" ma che continua a vivere condizioni da periferia dimenticata. L'amministrazione spieghi una volta per tutte ai residenti di via delle Querce quando intende intervenire e quali siano i tempi per la definitiva sistemazione della strada, perché dopo sette anni è il tempo delle risposte, no? E soprattutto è il tempo di restituire dignità a chi paga imposte, rispetta le regole e ha investito i risparmi di una vita per acquistare una casa, ma ancora oggi si ritrova a fare i conti con una strada in pieno stato di degrado».