Azione legale contro il Consiglio dei Ministri, l'assessore Troia sul ricorso al Tar

«Riordino delle province totalmente illegittimo». Affidato il mandato a due legali per assistere l'ente

venerdì 21 settembre 2012
La Provincia di Barletta - Andria - Trani ha dato mancato ai legali Francesco Bruno del Foro di Trani e Federico Tedeschini del Foro di Roma per assistere l'ente ad intraprendere ogni eventuale azione legale contro la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio 2012 sul riordino delle Province. Sull'argomento è intervenuto l'Assessore all'Attuazione del Programma, Trasparenza e Legalità, Rapporti con gli Enti Istituzionali e Contenzioso della Provincia di Barletta - Andria - Trani, Sabino Troia.

«Al netto delle varie iniziative che la Provincia, forte dell'indirizzo espresso qualche giorno fa in Consiglio provinciale, sta assumendo nell'ottica della difesa e dell'ampliamento del proprio territorio, crediamo sia doveroso verificare se ci sono i presupposti per procedere per vie legali contro la delibera del Consiglio dei Ministri sul riordino delle Province, che riteniamo totalmente illegittima - ha spiegato l'Assessore Troia [ricordiamo essere anche vicepresidente del consigio provinciale dopo le dimissioni del sindaco di Andria Giorgino ndr]. Come noto, la nostra Provincia possiede solo uno dei due requisiti fissati dal Governo per la sopravvivenza (riferito al numero degli abitanti) ma non quello sull'estensione territoriale. Tuttavia, le Province sono enti costituzionalmente garantiti: i soli criteri dell'estensione territoriale e del numero degli abitanti non sono sufficienti a giustificarne l'abolizione, risultando oltremodo rigidi e non idonei a favorire un equilibrato riordino che tenga conto delle peculiarità degli enti interessati. Nelle prossime ore - ha poi concluso l'Assessore provinciale Sabino Troia - incontrerò, unitamente al Dirigente del Settore Contenzioso della Provincia, i legali individuati dalla Giunta, per valutare tutte le iniziative giurisdizionali utili a difendere gli interessi della nostra Provincia ed a neutralizzare gli effetti di una delibera che non condividiamo e che potrebbe causare gravi ripercussioni sul nostro territorio».