All’Ambulatorio Popolare di Barletta arrivano Consilia e Alberto: una fiaba canina a lieto fine

Una storia che invita ad adottare i cani anziani dai canili

lunedì 17 agosto 2026 10.05
Doveva essere un cane. Un cane anziano, per la precisione. All'Ambulatorio Popolare di Barletta avevano deciso che al Campo dei Miracoli ci sarebbe stato posto anche per uno di quelli che, nei canili, aspettano più degli altri. Perché i cuccioli conquistano subito, mentre la vecchiaia chiede occhi capaci di fermarsi un po' più a lungo.

Così sono andati al canile di Barletta e le volontarie hanno presentato loro Consilia. Consilia ha tredici anni, ma evidentemente nessuno glielo ha spiegato bene. È buona, festosa, affettuosa, di quelle che vengono incontro alla vita ancora con una certa fiducia. E la decisione sembrava già presa: sarebbe stata lei.

Solo che Consilia aveva un particolare che non poteva stare scritto su nessuna scheda. Aveva Alberto. Alberto è anziano anche lui e da tempo non sente più. Per un cane perdere l'udito significa perdere una parte importante del proprio rapporto con il mondo: non sentire un richiamo, un rumore improvviso, un pericolo che arriva.

Ma Alberto, in questi anni, ha avuto Consilia. Lei gli sta accanto, lo orienta, lo avverte, diventa il suo punto di riferimento quando intorno qualcosa accade e lui non può sentirlo. Nessuno glielo ha insegnato. Nessuno l'ha addestrata a farlo. Semplicemente, a un certo punto della loro vita insieme, Consilia ha capito che Alberto aveva bisogno di lei.


E allora quella che doveva essere un'adozione è diventata una domanda molto semplice: come si fa a portare via Consilia e lasciare Alberto? Così la piccola fiaba di questa estate ha avuto il suo finale prima ancora di cominciare: dal canile di Barletta al Campo dei Miracoli non arriverà un cane. Ne arriveranno due.

Consilia e Alberto entreranno insieme nella loro nuova casa, senza dover imparare la cosa più difficile: vivere l'uno senza l'altra. Ad accoglierli ci saranno terra, alberi, spazi da esplorare e le persone dell'Ambulatorio. Ma loro porteranno qualcosa con sé: una di quelle lezioni semplici che gli animali riescono qualche volta a impartire agli esseri umani senza pronunciare una parola. Che la fragilità non rende inutili. Che diventare vecchi non significa smettere di avere diritto a una casa. E che quando qualcuno vede e sente il mondo con più difficoltà, si può scegliere di camminargli accanto.

L'Ambulatorio Popolare ringrazia le volontarie del canile di Barletta, che custodiscono ogni giorno vite, caratteri e legami con una cura che merita di essere conosciuta. E da questa storia arriva anche un invito a chi, magari proprio durante l'estate, sta pensando di accogliere un cane: andate al canile. Non cercate necessariamente il più giovane, il più bello, quello che avevate immaginato.