«Tre anni incredibili, il Circolo Tennis Barletta oggi è dove merita di essere»
Intervista al presidente Savino Lapalombella, verso la conclusione del mandato
venerdì 18 settembre 2026
Presidente Lapalombella, il suo mandato è ormai vicino alla scadenza. Che bilancio fa di questi tre anni?
«Sono stati tre anni incredibili, intensi e pieni di soddisfazioni. Abbiamo raggiunto risultati sportivi straordinari, conquistando tre scudetti: uno nel tennis e due nel padel. Ma soprattutto credo che siamo riusciti a riportare il Circolo Tennis Barletta nel posizionamento che merita, facendolo diventare una delle realtà sportive più importanti e riconosciute a livello nazionale».
Qual è il risultato di cui va maggiormente orgoglioso?
«Più che un singolo risultato, sono orgoglioso della crescita complessiva del Circolo. I titoli sono importanti e rimarranno nella storia, ma dietro ogni vittoria c'è un'organizzazione, ci sono persone, programmazione e tanto lavoro. Il mio obiettivo era far crescere il Circolo sotto ogni punto di vista, non soltanto sportivo».
Lei ripete spesso che "il Circolo Tennis non è soltanto sport". Cosa significa?
«Per me un Circolo deve essere soprattutto un luogo di connessioni. Lo sport rimane il cuore, ma intorno allo sport bisogna costruire relazioni, cultura, amicizia e momenti di aggregazione. In questi tre anni abbiamo organizzato tantissimi eventi e ospitato personaggi importanti dello spettacolo e dell'intrattenimento, dai Gemelli di Guidonia a Francesco Paolantoni, Scintilla e tanti altri. Abbiamo cercato di creare un Circolo vivo, nel quale il socio avesse sempre un motivo per sentirsi parte di una comunità».
Quanto conta la squadra che lavora dietro al presidente?
«Conta tutto. Dietro un presidente c'è sempre una squadra. Nessun risultato si raggiunge da soli. Per questo voglio ringraziare profondamente tutto il Consiglio Direttivo, i collaboratori, lo staff, gli atleti e soprattutto i soci che ci hanno dato fiducia. Sono stati tre anni vissuti insieme, con momenti bellissimi e anche con decisioni difficili, ma sempre con l'obiettivo di far crescere il Circolo».
Lei arriva anche da un passato importante nel tennis. Quanto ha inciso nella sua presidenza?
«Moltissimo. Il tennis fa parte della mia vita da sempre. Ho avuto un percorso agonistico importante, ho giocato a livelli molto alti, anche in Serie A, e per tanti anni ho vissuto il tennis in maniera quasi professionistica. Questo mi ha insegnato disciplina, sacrificio, gestione della pressione e soprattutto che il risultato arriva soltanto quando dietro c'è un metodo».
Sport e impresa, quindi, per lei sono mondi molto vicini?
«Assolutamente sì. Nel tennis devi prepararti, avere una strategia, capire l'avversario, gestire i momenti difficili e continuare a giocare anche dopo aver perso un punto. In azienda succede esattamente la stessa cosa. È proprio da questa idea che nasce anche la mia rubrica social "Concetti Chiave", nella quale parlo di leadership, azienda, sport, motivazione, intelligenza emotiva e crescita personale. Sono mondi apparentemente diversi, ma in realtà hanno moltissimo in comune».
Fuori dal Circolo Tennis, chi è Savino Lapalombella?
«Sono prima di tutto un imprenditore. Provengo da una famiglia che opera nel settore vivaistico e continuo a portare avanti questa attività. Produciamo piantine orticole professionali, con un focus particolare sul pomodoro da industria, oltre a broccoli, asparagi e finocchi. Parallelamente opero nel settore finanziario attraverso una società di consulenza e mediazione creditizia dedicata alle imprese. Mi piace lavorare accanto agli imprenditori, comprenderne i progetti e aiutarli a trovare gli strumenti finanziari più adatti per crescere».
C'è anche un nuovo progetto nel settore dell'ospitalità. Di cosa si tratta?
«Sto sviluppando a Trani un progetto al quale tengo particolarmente: una dimora di lusso estremamente esclusiva, composta da otto suite/appartamenti, con spazi di alto livello e un rooftop. L'idea è quella di realizzare qualcosa che vada oltre il concetto tradizionale di hotel: un luogo con una forte identità, capace di offrire un'esperienza di ospitalità di fascia alta e di valorizzare ancora di più Trani».
È anche presidente del Club della BAT Millionaire. Qual è l'obiettivo di questa esperienza?
«Anche qui la parola fondamentale è "connessioni". L'obiettivo è mettere insieme imprenditori, professionisti e persone che abbiano voglia di crescere, confrontarsi e creare opportunità. Credo moltissimo nella contaminazione delle idee: spesso un incontro, una conversazione o una relazione giusta possono generare nuovi progetti e nuovi business».
Da dove nasce questa continua voglia di intraprendere?
«Credo dalla curiosità. Quando ero molto giovane ho deciso che il mio percorso sarebbe stato quello imprenditoriale e da allora non ho mai smesso di studiare. Mi sono laureato, ho seguito numerosi percorsi di specializzazione e diversi master, tra cui due MBA. Per me la formazione non finisce mai. Più responsabilità hai, più devi continuare ad aggiornarti».
Ha ancora nuovi progetti nel cassetto?
«Sì, diversi. Mi considero un imprenditore a tutto tondo e nei prossimi anni vorrei sviluppare altri business. Ma cerco sempre di partire dallo stesso principio: avere una visione chiara, costruire un metodo e circondarsi delle persone giuste. Le idee da sole non bastano, bisogna trasformarle in progetti concreti».
Tornando al Circolo, che cosa le resterà maggiormente di questa esperienza da presidente?
«Le persone. Le vittorie, gli scudetti, gli eventi e i risultati resteranno negli albi e nelle fotografie, ma ciò che rimane davvero sono i rapporti costruiti in questi tre anni. Essere Presidente del Circolo Tennis Barletta è stato per me un grandissimo onore. Ringrazio il Consiglio Direttivo, tutti coloro che hanno collaborato con noi e soprattutto i soci. Abbiamo cercato di lasciare un Circolo più forte, più conosciuto e più ambizioso di quello che avevamo trovato. E credo che questa sia la soddisfazione più grande».
Se dovesse riassumere questi tre anni con una sola parola?
«Orgoglio. Orgoglio per quello che abbiamo costruito insieme e gratitudine verso tutte le persone che hanno fatto parte di questo percorso».
«Sono stati tre anni incredibili, intensi e pieni di soddisfazioni. Abbiamo raggiunto risultati sportivi straordinari, conquistando tre scudetti: uno nel tennis e due nel padel. Ma soprattutto credo che siamo riusciti a riportare il Circolo Tennis Barletta nel posizionamento che merita, facendolo diventare una delle realtà sportive più importanti e riconosciute a livello nazionale».
Qual è il risultato di cui va maggiormente orgoglioso?
«Più che un singolo risultato, sono orgoglioso della crescita complessiva del Circolo. I titoli sono importanti e rimarranno nella storia, ma dietro ogni vittoria c'è un'organizzazione, ci sono persone, programmazione e tanto lavoro. Il mio obiettivo era far crescere il Circolo sotto ogni punto di vista, non soltanto sportivo».
Lei ripete spesso che "il Circolo Tennis non è soltanto sport". Cosa significa?
«Per me un Circolo deve essere soprattutto un luogo di connessioni. Lo sport rimane il cuore, ma intorno allo sport bisogna costruire relazioni, cultura, amicizia e momenti di aggregazione. In questi tre anni abbiamo organizzato tantissimi eventi e ospitato personaggi importanti dello spettacolo e dell'intrattenimento, dai Gemelli di Guidonia a Francesco Paolantoni, Scintilla e tanti altri. Abbiamo cercato di creare un Circolo vivo, nel quale il socio avesse sempre un motivo per sentirsi parte di una comunità».
Quanto conta la squadra che lavora dietro al presidente?
«Conta tutto. Dietro un presidente c'è sempre una squadra. Nessun risultato si raggiunge da soli. Per questo voglio ringraziare profondamente tutto il Consiglio Direttivo, i collaboratori, lo staff, gli atleti e soprattutto i soci che ci hanno dato fiducia. Sono stati tre anni vissuti insieme, con momenti bellissimi e anche con decisioni difficili, ma sempre con l'obiettivo di far crescere il Circolo».
Lei arriva anche da un passato importante nel tennis. Quanto ha inciso nella sua presidenza?
«Moltissimo. Il tennis fa parte della mia vita da sempre. Ho avuto un percorso agonistico importante, ho giocato a livelli molto alti, anche in Serie A, e per tanti anni ho vissuto il tennis in maniera quasi professionistica. Questo mi ha insegnato disciplina, sacrificio, gestione della pressione e soprattutto che il risultato arriva soltanto quando dietro c'è un metodo».
Sport e impresa, quindi, per lei sono mondi molto vicini?
«Assolutamente sì. Nel tennis devi prepararti, avere una strategia, capire l'avversario, gestire i momenti difficili e continuare a giocare anche dopo aver perso un punto. In azienda succede esattamente la stessa cosa. È proprio da questa idea che nasce anche la mia rubrica social "Concetti Chiave", nella quale parlo di leadership, azienda, sport, motivazione, intelligenza emotiva e crescita personale. Sono mondi apparentemente diversi, ma in realtà hanno moltissimo in comune».
Fuori dal Circolo Tennis, chi è Savino Lapalombella?
«Sono prima di tutto un imprenditore. Provengo da una famiglia che opera nel settore vivaistico e continuo a portare avanti questa attività. Produciamo piantine orticole professionali, con un focus particolare sul pomodoro da industria, oltre a broccoli, asparagi e finocchi. Parallelamente opero nel settore finanziario attraverso una società di consulenza e mediazione creditizia dedicata alle imprese. Mi piace lavorare accanto agli imprenditori, comprenderne i progetti e aiutarli a trovare gli strumenti finanziari più adatti per crescere».
C'è anche un nuovo progetto nel settore dell'ospitalità. Di cosa si tratta?
«Sto sviluppando a Trani un progetto al quale tengo particolarmente: una dimora di lusso estremamente esclusiva, composta da otto suite/appartamenti, con spazi di alto livello e un rooftop. L'idea è quella di realizzare qualcosa che vada oltre il concetto tradizionale di hotel: un luogo con una forte identità, capace di offrire un'esperienza di ospitalità di fascia alta e di valorizzare ancora di più Trani».
È anche presidente del Club della BAT Millionaire. Qual è l'obiettivo di questa esperienza?
«Anche qui la parola fondamentale è "connessioni". L'obiettivo è mettere insieme imprenditori, professionisti e persone che abbiano voglia di crescere, confrontarsi e creare opportunità. Credo moltissimo nella contaminazione delle idee: spesso un incontro, una conversazione o una relazione giusta possono generare nuovi progetti e nuovi business».
Da dove nasce questa continua voglia di intraprendere?
«Credo dalla curiosità. Quando ero molto giovane ho deciso che il mio percorso sarebbe stato quello imprenditoriale e da allora non ho mai smesso di studiare. Mi sono laureato, ho seguito numerosi percorsi di specializzazione e diversi master, tra cui due MBA. Per me la formazione non finisce mai. Più responsabilità hai, più devi continuare ad aggiornarti».
Ha ancora nuovi progetti nel cassetto?
«Sì, diversi. Mi considero un imprenditore a tutto tondo e nei prossimi anni vorrei sviluppare altri business. Ma cerco sempre di partire dallo stesso principio: avere una visione chiara, costruire un metodo e circondarsi delle persone giuste. Le idee da sole non bastano, bisogna trasformarle in progetti concreti».
Tornando al Circolo, che cosa le resterà maggiormente di questa esperienza da presidente?
«Le persone. Le vittorie, gli scudetti, gli eventi e i risultati resteranno negli albi e nelle fotografie, ma ciò che rimane davvero sono i rapporti costruiti in questi tre anni. Essere Presidente del Circolo Tennis Barletta è stato per me un grandissimo onore. Ringrazio il Consiglio Direttivo, tutti coloro che hanno collaborato con noi e soprattutto i soci. Abbiamo cercato di lasciare un Circolo più forte, più conosciuto e più ambizioso di quello che avevamo trovato. E credo che questa sia la soddisfazione più grande».
Se dovesse riassumere questi tre anni con una sola parola?
«Orgoglio. Orgoglio per quello che abbiamo costruito insieme e gratitudine verso tutte le persone che hanno fatto parte di questo percorso».