Domani Barletta-Fasano: la resa dei conti con undici anni di sofferenze

Con una vittoria i biancorossi di Paci avrebbero un piede e oltre in Serie C

sabato 11 aprile 2026
A cura di Cosimo Campanella
Da Barletta-Fasano 2-3 del 28 aprile 2024, che riaprì ai biancorossi le porte di un inferno chiamato Eccellenza, a Barletta-Fasano di domani, 12 aprile 2026, ore 15:30. Una partita che, alla luce di un calendario tutt'altro che impossibile nelle ultime tre partite, soprattutto in caso di successo biancorosso, potrebbe voler dire in pratica ritorno in Serie C.

Il tutto dopo undici lunghissimi anni fatti spesso di solitudine mista a indifferenza (per informazioni, chiedere a quelle poche decine di irriducibili presenti a Novoli il 13 settembre 2015…); di una squadra senza stadio dal 2015 al 2022; di organigrammi societari a dir poco ballerini e di speranze andate ben presto deluse; di baratro Promozione letteralmente a un passo, di Covid e di UC Bisceglie che non si riusciva a battere; di Manzi-Chiapulin e San Sabino; di campionati dominati e poi incredibilmente persi ai playoff di un giugno 2021 decisamente azzurro; di "triplete" fariniano e di "Cosa ha fatto la Cavese…"; di grandi "progetti" e grandi nomi costati una mortificante retrocessione; e infine di grandissime rincorse come quella di quest'anno da -7 a +5.

Eh si, non poteva che essere Barletta-Fasano la resa dei conti finale, non tanto tra biancorossi e biancazzurri, quanto tra tutto l'ambiente calcistico barlettano e un qualcosa di omerico che ebbe inizio in quel tristissimo giugno 2015.

Certo, come direbbe mister Massimo Paci, e come avrebbe detto a suo tempo mister Francesco Farina: "non abbiamo ancora fatto niente".

Però le condizioni per chiudere quel malefico cerchio aperto undici anni fa ci sono tutte: dal rientro di Malcore dopo le cinque giornate di squalifica ai due risultati su tre a disposizione; dalla voglia matta di riscattare il mortale 2-3 di due anni fa, a un Puttilli che si annuncia sold out per quella che a inizio stagione era data da tutti come la partitissima dell'anno, ma che ad oggi si presenta a tutti gli effetti come il primo di quattro "championship point" per il Barletta.

Ovvio, guai domani a ritenere il Fasano (che non avrà a disposizione lo squalificato Barranco) come una semplice comparsa, anche perchè per quanto residue possano essere le speranze promozione degli uomini di Pasquale Padalino, quella biancazzurra resta pur sempre squadra ricca di giocatori da categoria superiore, laddove per un bomber Barranco assente, vi sono comunque elementi come Corvino (in gol a Barletta nel 2018 in Eccellenza, e nel 2022 in Serie D), Banegas, Falzerano e Pinto.

Senza contare poi il duo di centrocampo tutta qualità composto da Penza e Salzano, con Tangorre, Blondett, Garcia Tena a contendersi due maglie da titolare al centro della difesa a protezione del portiere Piras, e i giovani interessantissimi esterni De Mori e Lambiase.

Da segnalare, inoltre, la presenza in rosa di quel Tato Diaz, che in quello sportivamente tragico 28 aprile 2024 firmò per il Barletta il gol del momentaneo 1-2, e che potrebbe anche trovare domani una maglia da titolare.

Quanto al Barletta, i dubbi di formazione per Massimo Paci dovrebbero essere essenzialmente tre: chi al posto dello squalificato Ragone nel ruolo di esterno basso a sinistra; chi tra Cancelli e Piarulli partirà titolare a centrocampo accanto a Domenico Franco; e infine chi tra Malcore, Lattanzio e Da Silva partirà dalla panchina.

Un occhio di riguardo per Barletta-Fasano lo avrà sicuramente il Martina, che prima dello scontro diretto di Fasano di domenica prossima, ospita domani pomeriggio una Real Normanna in gran forma, ma sempre a caccia di punti salvezza.

Per il resto, la trentunesima giornata del girone H di Serie D ha in calendario incroci in chiave playoff come Paganese-Afragolese, Virtus Francavilla-Fidelis Andria, e un Sarnese-Nardò con i padroni di casa, tra le grandi delusioni del torneo, forse nel miglior momento della stagione.

Gran bagarre infine in zona playout, dove spicca un Manfredonia-Nola da dentro o fuori, con il Francavilla in Sinni che ospita al Fittipaldi la già retrocessa Acerrana, e poi con le sfide Pompei-Heraclea e Ferrandina-Gravina che vedono le squadre ospitanti giocarsi le ultime speranze di evitare la retrocessione diretta in Eccellenza.