Cuore, attributi, voglia di vincere: il Barletta di Massimo Paci
Contro l’Afragolese i biancorossi reagiscono in maniera esaltante all'espulsione di Malcore, e ora puntano alla supersfida di Pagani
martedì 24 febbraio 2026
"Tra 4-4-1, e 4-3-2, ho scelto il secondo: proviamola a vincere". "Il pareggio serve a poco: dobbiamo vincere, rischiamo qualcosina". Parole e musica di Massimo Paci nella conferenza stampa post partita di Barletta-Afragolese 2-0. Parole che descrivono, con toni abbastanza pacati e tranquilli quella che è stata la furente reazione della squadra sul campo subito dopo quello che al momento potremmo definire come "affaire Malcore".
Su quanto successo nel tunnel che conduce agli spogliatoi tra l'attaccante del Barletta e il giocatore Torassa dell'Afragolese, l'ultima parola sarà verosimilmente orientata su quanto scritto dal referto del signor Cavacini di Lanciano, soprattutto alla luce di quella che è stata la nota diffusa nella giornata di ieri dalla SSD Barletta 1922, e che - a detta della società biancorossa - ridimensiona di molto quello che è trapelato in merito alla vicenda Malcore-Torassa nelle ore immediatamente successive al "fattaccio".
Molto diversa, come prevedibile, la ricostruzione dei fatti pubblicata dall'AC Afragolese, pubblicata con un post via social nel pomeriggio di ieri, tramite una nota del presidente della società rossoblu Raffaele Mosca.
Tornando però alle vicende di campo, resterà scolpita nella mente del tifo biancorosso il secondo tempo da leoni affamati disputato dai ragazzi di Massimo Paci, per un'impresa che riporta alla mente altre partite semi leggendarie del calcio barlettano, come ad esempio Barletta-Bitonto 2-1 di tre anni fa (quella della sciocchezza di Di Piazza, e della "chilena" vincente sotto la Nord di capitan Pollidori), o come quella del 3-0 all'Avellino in nove contro undici (espulsi Consonni e Strappa) dell'ultimo Barletta di Serie B, nella stagione 1990/91.
Questo è ad oggi il Barletta di mister Massimo Paci: una squadra con un cuore enorme, una smisurata voglia di vincere, e due attributi grandi grandi, guidata da un tranquillo ragazzo marchigiano, arrivato a Barletta quasi tra l'indifferenza, ma che ad oggi pare a tutti gli effetti aver toccato i tasti giusti di un Barletta leonino che forse aveva solo bisogno di essere lasciato libero di sprigionare tutta la sua forza.
Un Barletta che a pochi giorni dal redde rationem di Pagani, lancia un preciso monito a questo girone H di Serie D: chiunque, Paganese capolista in primis, vuol vincere questo campionato e approdare in Serie C, Malcore o non Malcore, dovrà fare i conti con il famelico Barletta di mister Massimo Paci.
Su quanto successo nel tunnel che conduce agli spogliatoi tra l'attaccante del Barletta e il giocatore Torassa dell'Afragolese, l'ultima parola sarà verosimilmente orientata su quanto scritto dal referto del signor Cavacini di Lanciano, soprattutto alla luce di quella che è stata la nota diffusa nella giornata di ieri dalla SSD Barletta 1922, e che - a detta della società biancorossa - ridimensiona di molto quello che è trapelato in merito alla vicenda Malcore-Torassa nelle ore immediatamente successive al "fattaccio".
Molto diversa, come prevedibile, la ricostruzione dei fatti pubblicata dall'AC Afragolese, pubblicata con un post via social nel pomeriggio di ieri, tramite una nota del presidente della società rossoblu Raffaele Mosca.
Tornando però alle vicende di campo, resterà scolpita nella mente del tifo biancorosso il secondo tempo da leoni affamati disputato dai ragazzi di Massimo Paci, per un'impresa che riporta alla mente altre partite semi leggendarie del calcio barlettano, come ad esempio Barletta-Bitonto 2-1 di tre anni fa (quella della sciocchezza di Di Piazza, e della "chilena" vincente sotto la Nord di capitan Pollidori), o come quella del 3-0 all'Avellino in nove contro undici (espulsi Consonni e Strappa) dell'ultimo Barletta di Serie B, nella stagione 1990/91.
Questo è ad oggi il Barletta di mister Massimo Paci: una squadra con un cuore enorme, una smisurata voglia di vincere, e due attributi grandi grandi, guidata da un tranquillo ragazzo marchigiano, arrivato a Barletta quasi tra l'indifferenza, ma che ad oggi pare a tutti gli effetti aver toccato i tasti giusti di un Barletta leonino che forse aveva solo bisogno di essere lasciato libero di sprigionare tutta la sua forza.
Un Barletta che a pochi giorni dal redde rationem di Pagani, lancia un preciso monito a questo girone H di Serie D: chiunque, Paganese capolista in primis, vuol vincere questo campionato e approdare in Serie C, Malcore o non Malcore, dovrà fare i conti con il famelico Barletta di mister Massimo Paci.