Barletta: tra contestazione e mal di gol
Dopo il deludente zero a zero con il Monopoli i biancorossi fanno i conti coi primi evidenti malumori del pubblico
lunedì 2 novembre 2026
12.51
Prima o poi doveva succedere. Parliamo della sonora contestazione con la quale la Curva Nord ha accolto lo scialbo e insoddisfacente zero a zero di Barletta-Monopoli. Conosciamo abbastanza bene la storia del nostro beneamato Barletta, fatta sia nei momenti belli che di momenti bui, così come ne abbiamo vissute tante di contestazioni, persino negli anni ruggenti della Serie B.
Contestazioni che spesso hanno avuto il benefico effetto di svegliare la squadra e di riportarla alla realtà, come del resto avvenuto abbastanza di recente dopo un altro zero a zero: quello in casa della Fidelis Andria dello scorso gennaio in, quando un Barletta grandi firme (Malcore, Da Silva ecc.) non riuscì ad avere ragione di un avversario in evidente difficoltà fisica e tecnica.
Nei giorni successivi, come il lettore ricorderà, arrivò poi la svolta della stagione, nei modi e nei tempi che tutti ricordiamo.
Da allora è stata in pratica una luna di miele continua, con l'esaltante cavalcata verso il ritorno in C, e la prima frizzante parte dell'attuale stagione.
Poi però il luna park ha smesso di girare dopo le affascinanti sfide in serie con le big del girone C di Serie C, ed il Barletta ha finito con lo sbattere duramente il muso contro la dura vera realtà della categoria e della lotta per la sopravvivenza in questa categoria.
Evidentemente aveva ragione chi sosteneva che dopo Barletta-Potenza, per la squadra di Paci sarebbe iniziato un altro campionato.
Che questo concetto non fosse una frase fatta, di quelle che tanto fa figo scrivere e citare, è ormai alla prova dei fatti, e soprattutto dei numeri: può mai essere casuale il fatto che nelle sette giornate che vanno da Casertana-Barletta 3-3 a Barletta-Potenza 1-4 i biancorossi vantano una media gol di 1,57 a partita, mentre nelle cinque partite successive tale media sia drasticamente scesa fino a 0,4 gol a partita?
Del resto il coro "quenn c…. ma s'gnè" proveniente dalla Curva Nord negli ultimi minuti di Barletta-Monopoli rappresenta la perfetta sintesi di quello che è stato il Barletta dell'ultimo mese: una squadra che in spazi stretti - cioè contro avversari alla sua portata - non riesce ad essere efficace in fase di concretizzazione. Una lacuna apparsa sin troppo evidente nelle partite contro Scafatese e Monopoli.
Certo, l'assenza forzata di Anthony Partipilo senza dubbio ha il suo peso, e continuerà ad averlo forse fino al 2027, ma Partipilo a Giugliano e contro la Cavese c'era, e francamente ci è parsa ben poca la differenza con il Barletta delle ultime uscite in termini di produzione offensiva.
E poi c'è Da Silva, che non graffia in zona gol in pratica dalla rete annullata a Catania. Colpa del singolo? Certo, un comprensibile calo fisico del gigante brasiliano c'è stato, però è anche vero che in Serie C gli avversari non stanno certo a guardare, ed è ad esempio del tutto evidente il fatto che da qualche partita, ogni volta che il brasiliano prova la sua classica giocata facendo perno sul suo marcatore per poi girarsi e battere a rete, viene sistematicamente schermato sul suo piede destro dal raddoppio dei difensori avversari.
Certo, come già detto tutto ciò può dipendere essere un fisiologico calo di condizione, ma potrebbe anche fungere da stimolo per provare soluzioni di gioco alternative, e ciò vale per Da Silva, come gli stessi Ferrante, Ongaro e Laringe.
A questo Barletta stanno ad esempio mancando verticalizzazioni e giocate per vie centrali, mentre a nostro avviso si insiste un po' troppo sugli esterni, il che va bene per allargare le difese avversarie, ma diventa soluzione troppo prevedibile se praticata in maniera sistematica in un campionato come quello di Serie C, dove ad essere puntati dagli esterni offensivi non sono gli under come in Serie D, ma molto spesso vecchi marpioni di categoria.
Giocatori esperti come del resto lo è per il Barletta stesso Fabio Tito, quest'ultimo inseritosi abbastanza bene negli schemi difensivi di Paci nonostante mesi di inattività, in quella che per il Barletta rappresenta la classica metà piena del bicchiere, con la media gol presi passata dagli 1,86 a partita delle prime sette giornate, agli 0,6 di media dalla partita di Giugliano al fischiatissimo zero a zero della gara con il Monopoli, cioè proprio nel momento per il Barletta più delicato dal ritorno in Serie C, e che numeri alla mano ci fa capire chiaramente quale in questo momento è il problema principale di una squadra che ha tutte le carte in regola per restare in Serie C, che è l'obiettivo che questa società si è prefissa fin dall'inizio del campionato, e che la stessa Curva Nord chiede a gran voce.
E tutto questo non ci sembra chiedere la luna.
Contestazioni che spesso hanno avuto il benefico effetto di svegliare la squadra e di riportarla alla realtà, come del resto avvenuto abbastanza di recente dopo un altro zero a zero: quello in casa della Fidelis Andria dello scorso gennaio in, quando un Barletta grandi firme (Malcore, Da Silva ecc.) non riuscì ad avere ragione di un avversario in evidente difficoltà fisica e tecnica.
Nei giorni successivi, come il lettore ricorderà, arrivò poi la svolta della stagione, nei modi e nei tempi che tutti ricordiamo.
Da allora è stata in pratica una luna di miele continua, con l'esaltante cavalcata verso il ritorno in C, e la prima frizzante parte dell'attuale stagione.
Poi però il luna park ha smesso di girare dopo le affascinanti sfide in serie con le big del girone C di Serie C, ed il Barletta ha finito con lo sbattere duramente il muso contro la dura vera realtà della categoria e della lotta per la sopravvivenza in questa categoria.
Evidentemente aveva ragione chi sosteneva che dopo Barletta-Potenza, per la squadra di Paci sarebbe iniziato un altro campionato.
Che questo concetto non fosse una frase fatta, di quelle che tanto fa figo scrivere e citare, è ormai alla prova dei fatti, e soprattutto dei numeri: può mai essere casuale il fatto che nelle sette giornate che vanno da Casertana-Barletta 3-3 a Barletta-Potenza 1-4 i biancorossi vantano una media gol di 1,57 a partita, mentre nelle cinque partite successive tale media sia drasticamente scesa fino a 0,4 gol a partita?
Del resto il coro "quenn c…. ma s'gnè" proveniente dalla Curva Nord negli ultimi minuti di Barletta-Monopoli rappresenta la perfetta sintesi di quello che è stato il Barletta dell'ultimo mese: una squadra che in spazi stretti - cioè contro avversari alla sua portata - non riesce ad essere efficace in fase di concretizzazione. Una lacuna apparsa sin troppo evidente nelle partite contro Scafatese e Monopoli.
Certo, l'assenza forzata di Anthony Partipilo senza dubbio ha il suo peso, e continuerà ad averlo forse fino al 2027, ma Partipilo a Giugliano e contro la Cavese c'era, e francamente ci è parsa ben poca la differenza con il Barletta delle ultime uscite in termini di produzione offensiva.
E poi c'è Da Silva, che non graffia in zona gol in pratica dalla rete annullata a Catania. Colpa del singolo? Certo, un comprensibile calo fisico del gigante brasiliano c'è stato, però è anche vero che in Serie C gli avversari non stanno certo a guardare, ed è ad esempio del tutto evidente il fatto che da qualche partita, ogni volta che il brasiliano prova la sua classica giocata facendo perno sul suo marcatore per poi girarsi e battere a rete, viene sistematicamente schermato sul suo piede destro dal raddoppio dei difensori avversari.
Certo, come già detto tutto ciò può dipendere essere un fisiologico calo di condizione, ma potrebbe anche fungere da stimolo per provare soluzioni di gioco alternative, e ciò vale per Da Silva, come gli stessi Ferrante, Ongaro e Laringe.
A questo Barletta stanno ad esempio mancando verticalizzazioni e giocate per vie centrali, mentre a nostro avviso si insiste un po' troppo sugli esterni, il che va bene per allargare le difese avversarie, ma diventa soluzione troppo prevedibile se praticata in maniera sistematica in un campionato come quello di Serie C, dove ad essere puntati dagli esterni offensivi non sono gli under come in Serie D, ma molto spesso vecchi marpioni di categoria.
Giocatori esperti come del resto lo è per il Barletta stesso Fabio Tito, quest'ultimo inseritosi abbastanza bene negli schemi difensivi di Paci nonostante mesi di inattività, in quella che per il Barletta rappresenta la classica metà piena del bicchiere, con la media gol presi passata dagli 1,86 a partita delle prime sette giornate, agli 0,6 di media dalla partita di Giugliano al fischiatissimo zero a zero della gara con il Monopoli, cioè proprio nel momento per il Barletta più delicato dal ritorno in Serie C, e che numeri alla mano ci fa capire chiaramente quale in questo momento è il problema principale di una squadra che ha tutte le carte in regola per restare in Serie C, che è l'obiettivo che questa società si è prefissa fin dall'inizio del campionato, e che la stessa Curva Nord chiede a gran voce.
E tutto questo non ci sembra chiedere la luna.