Barletta, tempo di numeri per il futuro del calcio biancorosso

Domani la presentazione del consorzio, a breve contatto Comune-Perpignano?

martedì 26 maggio 2015 17.01
A cura di Luca Guerra
«Vogliamo metterci alle spalle le continue emergenze con cui abbiamo dovuto convivere nelle ultime stagioni sportive, ponendo le basi per un futuro che dovrà basarsi sempre mirando all'ottenimento dei migliori risultati possibili sul campo, ma non tradendo mai i principi di lealtà e trasparenza che troppo spesso sono stati calpestati negli ultimi tempi. È il momento di ricostruire un nuovo Barletta più forte, più coinvolgente per l'intero territorio, un Barletta che ora più che mai ha bisogno di tutti noi!». E' un asserto contenuto tra le righe del comunicato congiunto diffuso nelle scorse ore da Barletta Club "I Biancorossi", Cucs e Gruppo Erotico 1987 al fine di presentare la formazione di un "consorzio" a tutela e a sostegno del Barletta Calcio, che oggi vive il patibolo del futuro tra l'incudine dell'inchiesta "Dirty Soccer" e il martello di un monte debitorio pari a 900mila euro al 28 febbraio, con massa prospettica di un milione e 300mila euro di qui al 30 giugno. Il messaggio è chiaro: Barletta vuole ripartire, a prescindere dalla categoria, e conservare l'immagine pulita che il suo calcio ha offerto in oltre 90 anni di storia.

Alla data utile per iscriversi al prossimo campionato, salvo deroghe da non escludere, manca dunque poco più di un mese. Al netto delle possibili sanzioni che potrebbero derivare dagli studi e dalle indagini della Dda di Catanzaro, che hanno coinvolto quattro tesserati biancorossi, la piazza è concentrata sull'affaire economico: al momento le casse di via Vittorio Veneto necessiterebbero di un apporto di circa 1,5 milioni di euro per mantenere la categoria, numeri aggravati dal mancato pagamento di una delle tranche in cui era stato dilazionato il debito di circa 400mila euro con Inps, Inail e Enpals, che ha di fatto annullato la rateizzazione e anche la possibilità di concretizzare il preliminare di cessione del 31% delle quote, con scadenza al 4 giugno. Al netto di possibili operazioni quali la risoluzione contrattuale con i calciatori e componenti dello staff tecnico (il Barletta ha tre direttori sportivi a libro paga e due allenatori) e la rinuncia di questi ai loro crediti, per continuare l'attività la società biancorossa dovrebbe far fronte, nel breve periodo al pagamento di stipendi, debiti previdenziali, IVA e iscrizione al prossimo campionato. Le casse piangono e lo spettro del fallimento va considerato tra le ombre presenti: in quest'ottica sarà presentato domani pomeriggio alle 19 presso lo studio del notaio Napolitano un "consorzio" di imprenditori e tifosi finalizzato a raccogliere fondi che spingano investitori ad avvicinarsi al titolo sportivo del club, una sorta di "cassaforte" da cui far ripartire il pallone a tinte biancorosse. La singola quota prevista ammonta ad € 5.000 e al momento della costituzione e i soci costituenti dovranno versare il 10% (€ 500).

Ai piccoli ma concreti passi svolti dalla città, che ha incassato nell'arco degli ultimi mesi diversi "tradimenti" alle promesse ricevute e in ultimo ha dovuto affrontare l'onta dell'ombra del calcioscommesse, fa da contraltare l'assoluto silenzio maturato negli ambienti biancorossi: le stanze societarie sono deserte da giorni e il telefono resta muto. I rumors nati in città nelle ultime ore raccontano di un imminente ritorno a Barletta del presidente Giuseppe Perpignano, forse al fine di rimettere la squadra nelle mani del sindaco Cascella: mere ipotesi, al momento non confermate negli ambienti comunali.
(Twitter: @GuerraLuca88)