Barletta, Fracchiolla si presenta: «L’obiettivo è la salvezza, poi costruire un percorso importante»

In conferenza stampa il nuovo direttore sportivo biancorosso

giovedì 5 novembre 2026 19.44
Il Barletta riparte da Domenico Fracchiolla. Il nuovo direttore sportivo biancorosso si è presentato alla piazza parlando di responsabilità, ambizione e soprattutto di un progetto che non vuole limitarsi all'emergenza del momento. «È una grande responsabilità, ma anche un grande stimolo – ha spiegato Fracchiolla –. Per me è una ripartenza diversa, molto più passionale, dove mi hanno spinto il cuore e la voglia di fare qualcosa di importante in una piazza che spinge, che si sostiene da sola e che trasmette grande passione».

Il nuovo ds non si nasconde dietro le parole della presentazione e rimanda al campo e al lavoro quotidiano ogni giudizio. «Adesso siamo soltanto alle presentazioni. Le presentazioni sono tutte belle, poi saranno il tempo e il lavoro quotidiano a far capire lo spessore della persona». L'immediato impone però di guardare alla classifica e alle sette partite che separano il Barletta dall'apertura del mercato. Fracchiolla non vuole anticipare rivoluzioni e parte dal gruppo già a disposizione.
«Credo che questa squadra abbia dei valori, altrimenti non sarei qui. Ho rifiutato diverse situazioni, perché non cercavo qualcosa di banale, ma un progetto che potesse esprimersi anche nel lungo periodo. Oggi l'obiettivo è chiaramente la salvezza e rimanere in categoria, poi bisognerà costruire un percorso importante».

Prima di pensare alle operazioni di gennaio, dunque, il nuovo direttore vuole conoscere a fondo squadra e ambiente. «Bisogna stare con i ragazzi, viverli e conoscerli meglio. Tanti li conosco già. Dobbiamo dare il nostro supporto a loro e anche al mister. Non abbiamo molto tempo: fra quattro giorni si gioca e quindi adesso dobbiamo pensare soltanto al Foggia».

Un passaggio anche sulla composizione della rosa e sul rapporto fra calciatori esperti e giovani. Fracchiolla individua soprattutto una fascia anagrafica da rinforzare. «Manca un po' l'età di mezzo, quei giocatori di 23-24 anni che possono fare da collante tra i più esperti e i giovanissimi. Gli under sono ragazzi molto giovani per la categoria: un 2006 ha appena vent'anni. Dobbiamo essere bravi a unire questi gruppi». Nessuna chiusura nei confronti dei giovani, anzi, ma con una condizione precisa: la qualità.
«Io amo i giovani, ma amo i giovani di qualità. Non mi interessa utilizzarli soltanto per l'obbligo del minutaggio, altrimenti non avrebbe senso. Se prenderemo dei giovani, dovranno essere giocatori importanti. Però oggi parlare di mercato è prematuro: dobbiamo pensare al Foggia e poi all'Altamura».

Inevitabile, infine, il passaggio sul rapporto con Massimo Paci, dopo che nei giorni precedenti si era discusso anche della posizione del tecnico. Fracchiolla chiarisce che nei primi confronti con la società il tema centrale è stato soprattutto il progetto complessivo. «Con il presidente non abbiamo parlato del mister. Volevo conoscere la persona, capire cosa avesse in testa e quale fosse il progetto. Per me è anche la prima volta che lavoro davvero a casa, perché sono di Bari, e non volevo una situazione che durasse soltanto sei o otto mesi». Da qui l'idea di un percorso che vada oltre la durata formale di un contratto. «Non sono uno attaccato alla poltrona. Mi piacciono i progetti, anche perché sono giovane e molto ambizioso. Era questo che cercavo. Poi, piano piano, parleremo anche con il mister e capiremo tutte le situazioni». Prima il campo, dunque. Poi il mercato e le scelte per il futuro. Ma il messaggio del nuovo direttore sportivo è già chiaro: «Oggi bisogna pensare soltanto al Foggia».