Barletta finalmente in testa: l’obiettivo ora è restarci
A Gravina, una vittoria di maturità e consapevolezza della propria forza
martedì 24 marzo 2026
Al termine di una partita accorta, poi portata a casa nel segno della maturità e della piena consapevolezza dei propri mezzi, il Barletta ha finalmente conquistato quella tanto agognata vetta solitaria della classifica del girone H di Serie D, per mesi anelata non senza momenti di affanno e delusione, soprattutto nella prima fase della stagione.
Certo, sono appena due i punti di vantaggio sulla Paganese seconda in classifica , e soltanto tre quelli sulla coppia Martina-Fasano, con ancora sei partite da giocare di qui a fine campionato, e con Barletta-Fasano del prossimo 12 aprile che, in caso di vittoria biancorossa, sarà probabilmente decisivo ai fini della promozione in C.
Quel che è più confortante del Barletta visto a Gravina, oltre alla ritrovata solidità, unita alla debordante autostima di questa fase decisiva della stagione, è la netta sensazione che il divario tra la squadra di Paci e le proprie dirette concorrenti sia ben maggiore rispetto al risicato vantaggio in classifica, anche alla luce di quelle che sono state le prestazioni negli scontri diretti con Paganese e Martina, laddove solo un Resouf in formato Lamine Yamal è stato in grado di impensierire la corazzata biancorossa.
A balzare inoltre allo sguardo di tifosi e addetti ai lavori, vi è poi l'altro fattore potenzialmente determinante che si è visto nel match del"Vicino " di Gravina: la maturità.
Dopo i fuochi d'artificio di Barletta-Martina, non era infatti né facile né scontato per il Barletta ritrovare quella proverbiale solidità tattica e mentale messa in mostra ad esempio nei sei clean sheets consecutivi, visti tra l'altro i precedenti e vistosi cali della concorrenza, seguiti a filotti di vittorie più o meno lunghi, di quelli che il Barletta - a differenza delle dirette rivali - non aveva ancora conosciuto prima dell'avvento del due Paci-Lanotte.
La differenza, facendo tutti gli scongiuri, il Barletta l'ha iniziata a fare vincendo bene a Gravina, un match che alla vigilia aveva tutti prerequisiti per diventare la classica partita trappola, soprattutto se non approcciata nel modo giusto.
La mission per il Barletta, a partire dalla ripresa degli allenamenti di oggi, come direbbe Massimo Paci, è concentrarsi sui prossimi due match contro Real Normanna e Nola, in modo da presentarsi il 12 aprile a Barletta-Fasano con due risultati su tre rispetto ai biancazzurri messapici (che nel frattempo avranno un calendario decisamente agevole, rispetto a Martina e Paganese), con la prospettiva di un finale di campionato in discesa verso la Serie C.
Certo, sono appena due i punti di vantaggio sulla Paganese seconda in classifica , e soltanto tre quelli sulla coppia Martina-Fasano, con ancora sei partite da giocare di qui a fine campionato, e con Barletta-Fasano del prossimo 12 aprile che, in caso di vittoria biancorossa, sarà probabilmente decisivo ai fini della promozione in C.
Quel che è più confortante del Barletta visto a Gravina, oltre alla ritrovata solidità, unita alla debordante autostima di questa fase decisiva della stagione, è la netta sensazione che il divario tra la squadra di Paci e le proprie dirette concorrenti sia ben maggiore rispetto al risicato vantaggio in classifica, anche alla luce di quelle che sono state le prestazioni negli scontri diretti con Paganese e Martina, laddove solo un Resouf in formato Lamine Yamal è stato in grado di impensierire la corazzata biancorossa.
A balzare inoltre allo sguardo di tifosi e addetti ai lavori, vi è poi l'altro fattore potenzialmente determinante che si è visto nel match del"Vicino " di Gravina: la maturità.
Dopo i fuochi d'artificio di Barletta-Martina, non era infatti né facile né scontato per il Barletta ritrovare quella proverbiale solidità tattica e mentale messa in mostra ad esempio nei sei clean sheets consecutivi, visti tra l'altro i precedenti e vistosi cali della concorrenza, seguiti a filotti di vittorie più o meno lunghi, di quelli che il Barletta - a differenza delle dirette rivali - non aveva ancora conosciuto prima dell'avvento del due Paci-Lanotte.
La differenza, facendo tutti gli scongiuri, il Barletta l'ha iniziata a fare vincendo bene a Gravina, un match che alla vigilia aveva tutti prerequisiti per diventare la classica partita trappola, soprattutto se non approcciata nel modo giusto.
La mission per il Barletta, a partire dalla ripresa degli allenamenti di oggi, come direbbe Massimo Paci, è concentrarsi sui prossimi due match contro Real Normanna e Nola, in modo da presentarsi il 12 aprile a Barletta-Fasano con due risultati su tre rispetto ai biancazzurri messapici (che nel frattempo avranno un calendario decisamente agevole, rispetto a Martina e Paganese), con la prospettiva di un finale di campionato in discesa verso la Serie C.