Barletta 1922: a Scafati una qualificazione tranquilla per una semifinale suggestiva
Archiviato il pari con la Scafatese, ai biancorossi ora c’è il Vado di mister Marco Sesia della prima Coppa Italia
martedì 19 maggio 2026
Nel terzo e ultimo match del mini triangolare valevole per la prima fase della Poule Scudetto di Serie D, Scafatese e Barletta prima si ringhiano (espulsi il gialloblu Maggio e mister Vincenzo Lanotte dopo pochissimi minuti di gioco); poi si annusano per un tempo senza affondare il colpo; poi, nel secondo tempo, nello spazio di un paio di minuti improvvisamente danno vita a un botta e risposta, con Acquadro su rigore per i campani e con il primo gol in biancorosso di Luca Guadalupi; e poi infine procedono entrambe a velocità di crociera fino a una più che tranquilla qualificazione in semifinale.
Dagli agli altri due gironi della poule scudetto non sono invece mancate le sorprese: con il Desenzano, che pur qualificato, non guasta la tradizione del girone B (che ha visto solo successi esterni), facendosi superare in casa dal Grosseto; e poi con il girone Nord, dove la favorita Folgore Caratese - squadra di il cui presidente è il noto giornalista Michele Criscitiello - è stata travolta per 3-0 ed eliminata dal Vado, squadra che nel sorteggio delle semifinali avuto luogo nella mattinata di ieri, è stata sorteggiata come avversaria del Barletta, con gara di andata che, a meno di variazioni, si disputerà domenica 24 maggio al Puttilli, e partita di ritorno prevista in Liguria per domenica 31 maggio.
L'altra semifinale vedrà contrapposti invece la Scafatese e il Desenzano, squadra vincitrice del girone D di Serie D, che tra le sue fila annovera, tra gli altri, Enock Barwuah, ossia il fratello minore di Mario Balotelli.
Avversario del Barletta in semifinale sarà quindi il Vado, squadra invece vincitrice del girone A di Serie D, ma soprattutto squadra allenata da Marco Sesia, l'indimenticato e apprezzatissimo mister dell'ultimo anno di Serie C, tra le pochissime note positive della disgraziata stagione della gestione Perpignano.
Vado che tra l'altro è un nome storico del calcio italiano, in quanto prima squadra vincitrice della Coppa Italia nel 1922, grazie a un gol di Levratto (quello citato nella canzone "che centrattacco" cantata dal Quartetto Cetra) nella finale contro l'Udinese.
Tornando a Scafatese-Barletta, fermo restando l'evidente clima per larghissimi tratti della partita da "due feriti meglio di un morto", della prestazione dei biancorossi è piaciuta la personalità mostrata sul campo di una squadra che, come da noi scritto alla vigilia, ha fatto letteralmente ciò che voleva nel girone campano-sardo-laziale di Serie D, e con in panchina calciatori come ad esempio Palmieri e Molinaro, che farebbero la differenza in qualsiasi squadra di vertice di qualsiasi altro girone della quarta serie nazionale.
Barletta che non si è minimamente scomposto neanche dopo l'espulsione di Esteban Giambuzzi, e che tra l'altro non aveva in campo gente come Laringe, Malagnino e Malcore.
Altra nota positiva, il gol di Luca Guadalupi, giocatore che nelle intenzioni della società avrebbe dovuto prendere in mano il centrocampo biancorosso, ma la cui stagione è stata inevitabilmente condizionata dal serio infortunio al ginocchio nel derby con la Fidelis Andria della seconda giornata.
Adesso avanti con il Vado di mister Sesia, per una piacevolissimo riabbraccio del Puttilli a un tecnico che merita l'eterna stima per quella maledetta stagione, e tutto questo proprio nell'anno del ritorno in C.
Se non è un altro segno del destino questo…
Dagli agli altri due gironi della poule scudetto non sono invece mancate le sorprese: con il Desenzano, che pur qualificato, non guasta la tradizione del girone B (che ha visto solo successi esterni), facendosi superare in casa dal Grosseto; e poi con il girone Nord, dove la favorita Folgore Caratese - squadra di il cui presidente è il noto giornalista Michele Criscitiello - è stata travolta per 3-0 ed eliminata dal Vado, squadra che nel sorteggio delle semifinali avuto luogo nella mattinata di ieri, è stata sorteggiata come avversaria del Barletta, con gara di andata che, a meno di variazioni, si disputerà domenica 24 maggio al Puttilli, e partita di ritorno prevista in Liguria per domenica 31 maggio.
L'altra semifinale vedrà contrapposti invece la Scafatese e il Desenzano, squadra vincitrice del girone D di Serie D, che tra le sue fila annovera, tra gli altri, Enock Barwuah, ossia il fratello minore di Mario Balotelli.
Avversario del Barletta in semifinale sarà quindi il Vado, squadra invece vincitrice del girone A di Serie D, ma soprattutto squadra allenata da Marco Sesia, l'indimenticato e apprezzatissimo mister dell'ultimo anno di Serie C, tra le pochissime note positive della disgraziata stagione della gestione Perpignano.
Vado che tra l'altro è un nome storico del calcio italiano, in quanto prima squadra vincitrice della Coppa Italia nel 1922, grazie a un gol di Levratto (quello citato nella canzone "che centrattacco" cantata dal Quartetto Cetra) nella finale contro l'Udinese.
Tornando a Scafatese-Barletta, fermo restando l'evidente clima per larghissimi tratti della partita da "due feriti meglio di un morto", della prestazione dei biancorossi è piaciuta la personalità mostrata sul campo di una squadra che, come da noi scritto alla vigilia, ha fatto letteralmente ciò che voleva nel girone campano-sardo-laziale di Serie D, e con in panchina calciatori come ad esempio Palmieri e Molinaro, che farebbero la differenza in qualsiasi squadra di vertice di qualsiasi altro girone della quarta serie nazionale.
Barletta che non si è minimamente scomposto neanche dopo l'espulsione di Esteban Giambuzzi, e che tra l'altro non aveva in campo gente come Laringe, Malagnino e Malcore.
Altra nota positiva, il gol di Luca Guadalupi, giocatore che nelle intenzioni della società avrebbe dovuto prendere in mano il centrocampo biancorosso, ma la cui stagione è stata inevitabilmente condizionata dal serio infortunio al ginocchio nel derby con la Fidelis Andria della seconda giornata.
Adesso avanti con il Vado di mister Sesia, per una piacevolissimo riabbraccio del Puttilli a un tecnico che merita l'eterna stima per quella maledetta stagione, e tutto questo proprio nell'anno del ritorno in C.
Se non è un altro segno del destino questo…