Addio a mister Marchioro. L'uomo del Barletta in B
Il condottiero biancorosso di quel magico 1987 ci ha lasciato in mattinata all'età di novant'anni.
giovedì 6 agosto 2026
15.21
Se n'è andato stamane nella "sua" Cesena mister Pippo Marchioro, nella città dove più di ogni altra ha lasciato il segno con lo storico sesto posto in Serie A e la qualificazione alla Coppa UEFA nella stagione 1975/76 suggellata al vecchio Comunale di Torino in casa dei granata di Gigi Radice e dei gemelli del gol Pulici e Graziani, che proprio al termine di quella partita festeggiarono il loro ultimo storico scudetto al culmine di un'esaltante rimonta sugli odiati cugini della Juventus.
Se n'è andato proprio nell'anno del cinquantesimo anniversario di quella straordinaria impresa con i bianconeri di Romagna Pippo Marchioro, e forse non è un caso che l'ex tecnico anche di Milan, Como, Avellino, Foggia e Reggiana ci abbia lasciato proprio alla vigilia del quarantennale di un'altra sua impresa storica: la promozione in Serie B del Barletta al termine della stagione 1986/87.
Pippo Marchioro arrivò a Barletta per sostituire Romano Fogli, misteriosamente esonerato da Di Cosola (si disse per contrasti con alcuni big dello spogliatoio biancorosso) dopo la vittoria per 2-1 sul Martina arrivata grazie anche al primo gol di Roberto Scarnecchia in maglia biancorossa.
Pippo Marchioro fa il suo esordio sulla panchina del Barletta il 9 novembre 1986, in occasione del 1-1 in casa della Nocerina, primo di tre pareggi consecutivi con il medesimo punteggio (gli altri con Casertana al Comunale e a Licata), prima dell'inatteso scivolone interno contro il Benevento ultimo in classifica.
Dopo il rocambolesco pareggio di Foggia (da 2-0 per il Barletta a 2-2, il 14 dicembre del 1986 arriva la prima vittoria della gestione Marchioro, al Comunale, contro il Monopoli, e cioè soltanto alla sesta partita dal cambio di guida tecnica.
Ma da quel momento in poi Marchioro seppe dare sostanza e continuità ad una squadra che doveva soltanto ingranare la marcia giusta, se è vero che a partire proprio dal successo sul Monopoli, il Barletta prese a viaggiare quasi in perfetta media inglese, dal momento che la squadra passò da una media punti di 1,09 a un'andatura di 1,45 punti a partita (ricordiamo, la vittoria allora valeva 2 punti).
Non era un Barletta spettacolare quello di Marchioro (a differenza di quello bello ma incompiuto dell'anno precedente), ma cinico, pratico, esperto ed essenziale al punto giusto, dal momento che l'unica gara nella quale il Barletta realizzò più di due reti fu in occasione della sofferta vittoria sul Licata per 3-2 della ventisettesima giornata.
Quello di Pippo Marchioro fu un Barletta che fece della continuità il suo marchio di fabbrica, fino a quella fantastica e indimenticabile domenica di giugno del 1987, quando alla guida di un manipolo di vecchie volpi di categoria mister Marchioro rese realtà quello che per troppo tempo era stato un sogno, un miraggio, qualcosa di inarrivabile.
Uno dei tanti capolavori di un uomo di calcio che a un certo punto della sua carriera si era trovato al posto giusto (Milan), ma in un momento che più sbagliato non poteva essere, quando al capezzale di un povero diavolo fu chiamato il vecchio Nereo Rocco ad evitare una clamorosa retrocessione in B.
Mister Marchioro però è stato anche colui che in due anni seppe portare il Como dalla serie C alla Serie A, completando l'opera nel 1981 con un'esaltante salvezza all'ultima giornata. Impresa che seppe ripetere (questa volta non partendo dalla C) sulla panchina della Reggiana nel 1994, in quella che ad oggi resta l'unica salvezza in A dei granata emiliani.
Grazie di tutto mister Marchioro. Barletta non ti dimenticherà mai.
Se n'è andato proprio nell'anno del cinquantesimo anniversario di quella straordinaria impresa con i bianconeri di Romagna Pippo Marchioro, e forse non è un caso che l'ex tecnico anche di Milan, Como, Avellino, Foggia e Reggiana ci abbia lasciato proprio alla vigilia del quarantennale di un'altra sua impresa storica: la promozione in Serie B del Barletta al termine della stagione 1986/87.
Pippo Marchioro arrivò a Barletta per sostituire Romano Fogli, misteriosamente esonerato da Di Cosola (si disse per contrasti con alcuni big dello spogliatoio biancorosso) dopo la vittoria per 2-1 sul Martina arrivata grazie anche al primo gol di Roberto Scarnecchia in maglia biancorossa.
Pippo Marchioro fa il suo esordio sulla panchina del Barletta il 9 novembre 1986, in occasione del 1-1 in casa della Nocerina, primo di tre pareggi consecutivi con il medesimo punteggio (gli altri con Casertana al Comunale e a Licata), prima dell'inatteso scivolone interno contro il Benevento ultimo in classifica.
Dopo il rocambolesco pareggio di Foggia (da 2-0 per il Barletta a 2-2, il 14 dicembre del 1986 arriva la prima vittoria della gestione Marchioro, al Comunale, contro il Monopoli, e cioè soltanto alla sesta partita dal cambio di guida tecnica.
Ma da quel momento in poi Marchioro seppe dare sostanza e continuità ad una squadra che doveva soltanto ingranare la marcia giusta, se è vero che a partire proprio dal successo sul Monopoli, il Barletta prese a viaggiare quasi in perfetta media inglese, dal momento che la squadra passò da una media punti di 1,09 a un'andatura di 1,45 punti a partita (ricordiamo, la vittoria allora valeva 2 punti).
Non era un Barletta spettacolare quello di Marchioro (a differenza di quello bello ma incompiuto dell'anno precedente), ma cinico, pratico, esperto ed essenziale al punto giusto, dal momento che l'unica gara nella quale il Barletta realizzò più di due reti fu in occasione della sofferta vittoria sul Licata per 3-2 della ventisettesima giornata.
Quello di Pippo Marchioro fu un Barletta che fece della continuità il suo marchio di fabbrica, fino a quella fantastica e indimenticabile domenica di giugno del 1987, quando alla guida di un manipolo di vecchie volpi di categoria mister Marchioro rese realtà quello che per troppo tempo era stato un sogno, un miraggio, qualcosa di inarrivabile.
Uno dei tanti capolavori di un uomo di calcio che a un certo punto della sua carriera si era trovato al posto giusto (Milan), ma in un momento che più sbagliato non poteva essere, quando al capezzale di un povero diavolo fu chiamato il vecchio Nereo Rocco ad evitare una clamorosa retrocessione in B.
Mister Marchioro però è stato anche colui che in due anni seppe portare il Como dalla serie C alla Serie A, completando l'opera nel 1981 con un'esaltante salvezza all'ultima giornata. Impresa che seppe ripetere (questa volta non partendo dalla C) sulla panchina della Reggiana nel 1994, in quella che ad oggi resta l'unica salvezza in A dei granata emiliani.
Grazie di tutto mister Marchioro. Barletta non ti dimenticherà mai.