«ZES, semplificazione e trasparenza: le istituzioni parlano davvero la stessa lingua?»

La nota dell’imprenditore Aldo Musti

venerdì 15 maggio 2026 0.14
«In questi giorni si parla molto di ZES, semplificazione amministrativa e procedure più rapide per cittadini e imprese». Così l'imprenditore Aldo Musti.

«Anche la stampa nazionale sta raccontando il nuovo orientamento del Governo: estendere il modello ZES e creare strumenti sempre più veloci, capaci di ridurre burocrazia, tempi e passaggi tra uffici pubblici.

L'obiettivo è chiaro: permettere a chi investe, lavora e produce di non restare intrappolato nella complessità amministrativa.

Ed è una direzione condivisibile.

Perché oggi un imprenditore dovrebbe occuparsi di lavoro, investimenti, occupazione e stipendi.
Un cittadino dovrebbe pensare alla propria famiglia e alla propria attività.

Non trasformarsi in un esperto di PEC, diffide, ricorsi e riesami amministrativi.

Eppure, proprio mentre si parla di semplificazione, esistono ancora situazioni in cui ottenere semplici documenti pubblici diventa un percorso lungo e faticoso.

Negli ultimi mesi alcune richieste di accesso agli atti rivolte al Comune di Barletta hanno richiesto addirittura l'intervento della Commissione per l'Accesso ai Documenti Amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Non per ottenere privilegi.
Non per chiedere favori.

Ma semplicemente per conoscere documenti relativi a decisioni pubbliche che incidono sulla città, sulla viabilità e sulla vita quotidiana.

La Commissione, preso atto del silenzio del Comune rispetto alle istanze del cittadino, con decisione del 28/04/2026, ha riconosciuto il diritto ad accedere a gran parte della documentazione richiesta, riaffermando un principio molto semplice: la trasparenza amministrativa non può diventare un ostacolo.

Ma il punto forse ancora più importante è un altro.

La vicenda non riguarda soltanto un singolo cittadino o una singola impresa. Anche il Consiglio comunale di Barletta, attraverso una propria deliberazione (n. 92/2025), aveva chiesto chiarimenti all'amministrazione su questioni considerate di interesse pubblico, tra cui l'attuazione di precedenti indirizzi politici e l'esecuzione di una sentenza amministrativa.

Segno che il tema della trasparenza riguarda il corretto funzionamento delle istituzioni e il rapporto di fiducia tra amministrazione e cittadini.

Ed è qui che il dibattito nazionale sulla semplificazione incontra la realtà quotidiana.

Perché semplificare non significa soltanto accelerare grandi investimenti o ridurre autorizzazioni urbanistiche.
Significa anche rendere più semplice, veloce e naturale il diritto dei cittadini ad ottenere informazioni e documenti pubblici.

Se lo Stato vuole davvero costruire una pubblica amministrazione moderna, allora la trasparenza deve diventare parte della semplificazione.

Perché la fiducia nelle istituzioni nasce anche da questo:
dalla possibilità di capire come vengono prese le decisioni pubbliche, senza dover affrontare mesi di silenzi, attese e procedure complicate.

La trasparenza dovrebbe semplificare la vita ai cittadini, non complicarla».