«Via dei Muratori, richiesta al Tar per la nomina di un commissario ad acta: tre indizi che diventano una prova»
La nota dell'imprenditore Aldo Musti
giovedì 9 aprile 2026
«In data 24 marzo, in camera di consiglio, è stata chiesta al Tribunale Amministativo Regionale (T.A.R.) la nomina di un commissario ad acta, tornando dinanzi al giudice amministrativo dopo una sentenza del 2024 passata in giudicato e una successiva azione di ottemperanza. L'obiettivo è dare finalmente attuazione a una vicenda che da anni attende una soluzione concreta». Così l'imprenditore Aldo Musti.
La richiesta nasce da una constatazione ormai inevitabile: non è più possibile attendere oltre. Nel tempo, sulla questione di via dei Muratori, si sono accumulati elementi che mettono in discussione l'affidabilità dell'azione dei settori comunali.
Si dice che tre indizi fanno una prova.
Il primo indizio risale all'indirizzo politico del 2011: il Consiglio comunale stabilisce di completare le parti dell'opera non realizzate con progettazione del 2004, tra cui anche il tratto di circa 50 metri di via dei Muratori rimasto incompiuto. Nonostante ciò, negli anni successivi, quello stesso tratto viene addirittura considerato edificabile in atti trasmessi al T.A.R., generando una evidente contraddizione amministrativa. Il secondo indizio risale all'indirizzo politico del 2019: il Consiglio comunale approva il progetto e individua proprio via dei Muratori come primo stralcio da realizzare, includendo quindi anche quei 50 metri.
Nonostante una decisione chiara e recente, l'opera non viene comunque realizzata. Il terzo indizio riguarda le pronunce della giustizia amministrativa: una sentenza del 2024 accerta l'obbligo del Comune di procedere e impone di determinarsi entro termini precisi. A fronte della mancata esecuzione, nella camera di consiglio del 24 marzo è stata chiesta al T.A.R. la nomina di un commissario ad acta.
Tre elementi distinti, ma coerenti tra loro, che evidenziano un operato dei settori comunali non conforme, alla luce degli atti e delle pronunce richiamate, agli indirizzi politici adottati e alle sentenze passate in giudicato. Da qui la decisione di rivolgersi al T.A.R. L'obiettivo è chiaro: ottenere ciò che non è stato finora attuato. In particolare, si chiede di dare esecuzione all'autorizzazione del 2010, che prevedeva la realizzazione di un tratto di circa 50 metri, in via provvisoria.
A distanza di anni, e nonostante indirizzi politici e sentenze passate in giudicato, quella soluzione temporanea non ha ancora trovato compimento. Per questo si chiede oggi che un soggetto terzo, nominato dal Tribunale Amministrativo, garantisca il rispetto delle regole, delle decisioni politiche e delle pronuncie giudiziarie. Nel frattempo, la realtà quotidiana continua a evidenziare le criticità della viabilità nell'area. Il tema non è più rinviabile.
Si resta ora in attesa delle determinazioni del TAR».
La richiesta nasce da una constatazione ormai inevitabile: non è più possibile attendere oltre. Nel tempo, sulla questione di via dei Muratori, si sono accumulati elementi che mettono in discussione l'affidabilità dell'azione dei settori comunali.
Si dice che tre indizi fanno una prova.
Il primo indizio risale all'indirizzo politico del 2011: il Consiglio comunale stabilisce di completare le parti dell'opera non realizzate con progettazione del 2004, tra cui anche il tratto di circa 50 metri di via dei Muratori rimasto incompiuto. Nonostante ciò, negli anni successivi, quello stesso tratto viene addirittura considerato edificabile in atti trasmessi al T.A.R., generando una evidente contraddizione amministrativa. Il secondo indizio risale all'indirizzo politico del 2019: il Consiglio comunale approva il progetto e individua proprio via dei Muratori come primo stralcio da realizzare, includendo quindi anche quei 50 metri.
Nonostante una decisione chiara e recente, l'opera non viene comunque realizzata. Il terzo indizio riguarda le pronunce della giustizia amministrativa: una sentenza del 2024 accerta l'obbligo del Comune di procedere e impone di determinarsi entro termini precisi. A fronte della mancata esecuzione, nella camera di consiglio del 24 marzo è stata chiesta al T.A.R. la nomina di un commissario ad acta.
Tre elementi distinti, ma coerenti tra loro, che evidenziano un operato dei settori comunali non conforme, alla luce degli atti e delle pronunce richiamate, agli indirizzi politici adottati e alle sentenze passate in giudicato. Da qui la decisione di rivolgersi al T.A.R. L'obiettivo è chiaro: ottenere ciò che non è stato finora attuato. In particolare, si chiede di dare esecuzione all'autorizzazione del 2010, che prevedeva la realizzazione di un tratto di circa 50 metri, in via provvisoria.
A distanza di anni, e nonostante indirizzi politici e sentenze passate in giudicato, quella soluzione temporanea non ha ancora trovato compimento. Per questo si chiede oggi che un soggetto terzo, nominato dal Tribunale Amministrativo, garantisca il rispetto delle regole, delle decisioni politiche e delle pronuncie giudiziarie. Nel frattempo, la realtà quotidiana continua a evidenziare le criticità della viabilità nell'area. Il tema non è più rinviabile.
Si resta ora in attesa delle determinazioni del TAR».