“Una città tutta per noi”: a Barletta arte, natura e comunità per il benessere delle donne

Restituito al pubblico il progetto guidato dalla dott.ssa Lucia Anna Rutigliano

lunedì 16 marzo 2026 13.30
A cura di Marco Cassatella
Sabato 14 marzo, Barletta si è tenuto l'evento "Una città tutta per noi" -incontro conclusivo di restituzione del progetto di ricerca "Arte e Natura su Prescrizione: il patrimonio per il benessere delle donne e della comunità".

Il progetto, guidato dalla dott.ssa Lucia Anna Rutigliano, direttrice scientifica e dottoranda in Medical Humanities and Welfare Policies presso l'Università di Foggia, ha sperimentato percorsi di social prescribing, valorizzando il patrimonio locale e favorendo l'inclusione sociale delle partecipanti.
«Il Social Prescribing è una strategia di politica sanitaria nata in UK e consente agli operatori sanitari di mettere in contatto i pazienti con una serie di servizi non clinici, come arte, natura, sport, volontariato» afferma la dott.ssa Rutigliano, precisando che «le attività possono essere adattate a diversi contesti con il supporto di operatori sociali e sanitari e sono indirizzate principalmente a persone con determinanti sociali della salute (età, genere, condizioni abitative e economiche)».

L'avvocata Magdala Spinazzola, assessora ai Servizi Sociali della città di Barletta, ha sottolineato l'importanza delle politiche sociali e il ruolo fondamentale che esse ricoprono all'interno di una comunità per il contrasto dei disagi più comuni, infatti sia il dott. Savino Filannino (Comandante della Polizia Municipale e Dirigente del Settore Cultura) sia il sindaco Cannito hanno rimarcato l'entusiasmo nel sostegno del progetto e il bisogno del costante coordinamento tra il Comune di Barletta e il Comando della Polizia Municipale nel contrasto dei fenomeni di violenza contro le donne.

“Una città tutta per noi”: a Barletta arte, natura e comunità per il benessere delle donne © Marco Cassatella
“Una città tutta per noi”: a Barletta arte, natura e comunità per il benessere delle donne © Marco Cassatella
“Una città tutta per noi”: a Barletta arte, natura e comunità per il benessere delle donne © Marco Cassatella

L'intervento del dott. Filippo Iovine (Direttore del Dipartimento Salute Mentale) ha messo in luce lo sviluppo di un progetto –in collaborazione con un'equipe di medici inglesi- finalizzato alla creazione di programmi per la salute mentale delle persone, «strumenti necessari alla cura, riabilitazione e inclusione sociale delle persone con disagio psichico o disturbi mentali, attraverso percorsi personalizzati, supporto psico-sociale, psico-educazione e servizi residenziali».

Il dott. Lopane (Dipartimento Salute Mentale) invece ha posto un accento importante sull'esistenza di differenti terapie di benessere: «Il bagno di foresta, o Shinrin-yoku, è una pratica giapponese di benessere nata negli anni '80 che consiste nell'immergersi nella natura, attivando tutti i sensi per ridurre lo stress», sottolineando inoltre che «questa pratica in Giappone è parte dalla prevenzione sanitaria per combattere i ritmi di vita frenetici, attraverso lente camminate in aree boschive, e numerosi studi dimostrano ad oggi che questa terapia -riducendo il cortisolo (ormone dello stress), la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna- consente l'innalzamento le difese immunitarie grazie all'aumento delle cellule NK (Natural Killer)».

Importante è stato il contributo della psicologa Marinella Di Gioia (Fondazione Lamacchia ETS), la quale ha portato l'esperienza di sostegno e tutela che la fondazione quotidianamente adopera nei confronti dei soggetti più fragili tramite la gestione di gruppi e strutture del tipo casa-famiglia, senza però tralasciare le difficoltà che ne conseguono: difatti, afferma Di Gioia, che circa la metà delle donne seguite ha deciso di abbandonare la partecipazione ai gruppi di sostegno terapeutico, «eppure tutte quelle donne che invece hanno sfidato le proprie insicurezze, partecipando e aprendosi sempre di più, hanno confermato lo stato di benessere che queste pratiche hanno sulla psiche umana, per questo è importante non chiudersi in sé, primo fondamentale passo per la gestione dei propri disturbi».

La presidente del "Ctg Léontine De Nittis" Antonella Larosa, nel corso del suo intervento, ha parlato della figura di Léontine De Nittis, decostruendo la narrazione dominante che la vedrebbe come una figura secondaria rispetto al ben più celebre marito: «Léontine non era solo moglie e musa per Giuseppe, ma era una donna capace di autodeterminarsi, tant'è vero che, sotto pseudonimo maschile, è stata anche scrittrice. Inoltre, proprio a Léontine si deve la donazione alla nostra città delle opere di suo marito, rendendo così possibile la splendida Pinacoteca che oggi tutte e tutti possiamo ammirare».

In seguito alla passeggiata urbana per la riscoperta del patrimonio femminile cittadino, tappa cardine del progetto, in accordo con l'architetta Rosanna Rizzi e l'associazione "Toponomastica Femminile", è stata inviata al Comune di Barletta una lettera con proposta di intitolazione di spazi pubblici a figure femminili legate alla storia della nostra città: «Partendo dall'Archivio della Resistenza e della Memoria e proseguendo verso il Castello e l'ex Ufficio Postale, i e le partecipanti hanno potuto incontrare figure femminili legate alla nostra città, come Addolorata Sardella e Lucia Corposanto, Maria Grasso Tarantino, Rosaria Cannito e Ivana Haler» afferma l'architetta, specificando che «la tematica dell'accessibilità degli spazi pubblici è stato uno dei punti cardine di questo progetto, per questo contestualmente chiediamo all'Amministrazione anche la riapertura al pubblico dei giardini del Palazzo della Marra, quale luogo di benessere psico-fisico e culturale».

L'evento infine si è concluso con la distribuzione delle capsule del benessere –create dalle partecipanti- e con una performance poetica d'immagine: guidate dalla psicologa e regista teatrale Maria Filograsso, le donne hanno interpretato una poesia di Tiziano Fratus, collegata al tema della "gabbia" -emerso trasversalmente nelle narrazioni di tutte le donne durante le attività del progetto.

Questo incontro è stato un'occasione per condividere il percorso di ricerca e creatività, che ha unito arte, natura e narrazione digitale a scopi inclusivi, sottolineando l'urgenza di sviluppare programmazioni future più strutturate e basate su politiche integrate tra ambito sociale, sanitario e culturale.