Se l’arte cura l’anima: a Barletta la "Bibliofarmacia letteraria" inaugura i laboratori di benessere
Parte il ciclo di incontri dedicati al benessere della persona presso la Biblioteca Comunale "Sabino Loffredo"
venerdì 19 giugno 2026
11.46
"L'arte scuote dall'anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni." Quando Pablo Picasso pronunciava queste parole, forse immaginava proprio quello che oggi, a Barletta, è diventato una realtà concreta. Non solo un concetto astratto, ma un vero e proprio presidio di salute sociale e interiore.
Si inserisce in questa visione profonda il recente workshop di arte terapia che ha inaugurato il ciclo di incontri dedicati al benessere della persona presso la Biblioteca Comunale "Sabino Loffredo". L'appuntamento è il primo di una serie di eventi nati intorno alla Bibliofarmacia letteraria, uno spazio innovativo inaugurato lo scorso 18 maggio 2026. Gestito in collaborazione con Europromos, questo angolo speciale della biblioteca è allestito con scaffalature tematiche, dove i libri non sono semplici oggetti da consultare, ma veri e propri "farmaci dell'anima" consigliati per prendersi cura di sé.
A guidare il primo laboratorio è stata la dottoressa Elena Damato, psicologa e psicoterapeuta in specializzazione, che sta portando avanti un percorso triennale di arte terapia a Roma. Un mondo, il suo, a cavallo tra scienza e creatività.
«Ciò che mi ha colpito di più dell'arte terapia — racconta la dottoressa Damato — è il fatto di riuscire a entrare in contatto molto rapidamente con un piano più emotivo. È qualcosa che ho sperimentato in primis su me stessa". Abbattersi di fronte al "foglio bianco" o sentirsi negati per il disegno è una paura comune, ma il segreto dell'arte terapia sta proprio nel superamento del giudizio estetico. "Io stessa sono arrivata a scuola con un blocco, lo stesso che spesso hanno i partecipanti ai workshop che si ritengono negati per l'arte. Ma più si sperimenta, più si scopre di avere risorse dentro. Tante cose non c'è bisogno di dirle a parole: si comunicano con le immagini. Si lavora sulle risorse di ognuno: alla fine le persone restano sorprese perché scoprono di essere riuscite a creare qualcosa partendo esclusivamente dalle proprie emozioni interne». Un approccio democratico e trasversale, che si rivolge con la stessa efficacia a bambini, adulti e anziani.
Ma come si passa dall'emozione alla forma? Il workshop si è sviluppato attraverso un percorso guidato, tanto intimo quanto collettivo. Dopo una fase iniziale di conoscenza, in cui i partecipanti hanno condiviso il proprio stato emotivo di partenza e le proprie aspettative, si è passati all'azione: lo scarabocchio ad occhi chiusi, eseguito con la mano non dominante. Da quel groviglio di linee libere dal controllo della mente razionale, ognuno ha dovuto identificare una forma, trasformandola in un personaggio con caratteristiche e desideri propri. Il desiderio del personaggio è stato poi rappresentato graficamente, ponendo al creatore una domanda chiave: cosa deve cambiare o modificare il personaggio per poter realizzare il suo obiettivo? Il laboratorio si è poi concluso con un momento di auto-riflessione, una condivisione profonda del significato prima a coppie e poi in cerchio, per un ultimo saluto corale.
Oltre al valore terapeutico, l'incontro ha lanciato un forte messaggio di inclusione sociale, fortemente difeso dalla dottoressa Damato: «Sono felice di aver fatto questo workshop in biblioteca — conclude la psicologa — perché l'idea di proporre attività gratuite permette di far avvicinare chiunque. Viviamo in un mondo in cui siamo tutti schiacciati dai costi; è fondamentale che ci siano eventi promossi gratuitamente affinché la cultura e il benessere non siano un fatto elitario, ma un'opportunità accessibile a tutti».
La Bibliofarmacia letteraria di Barletta dimostra così che le biblioteche moderne non sono più solo templi del silenzio, ma spazi vivi di incontro, cura e rinascita comunitaria.
Si inserisce in questa visione profonda il recente workshop di arte terapia che ha inaugurato il ciclo di incontri dedicati al benessere della persona presso la Biblioteca Comunale "Sabino Loffredo". L'appuntamento è il primo di una serie di eventi nati intorno alla Bibliofarmacia letteraria, uno spazio innovativo inaugurato lo scorso 18 maggio 2026. Gestito in collaborazione con Europromos, questo angolo speciale della biblioteca è allestito con scaffalature tematiche, dove i libri non sono semplici oggetti da consultare, ma veri e propri "farmaci dell'anima" consigliati per prendersi cura di sé.
A guidare il primo laboratorio è stata la dottoressa Elena Damato, psicologa e psicoterapeuta in specializzazione, che sta portando avanti un percorso triennale di arte terapia a Roma. Un mondo, il suo, a cavallo tra scienza e creatività.
«Ciò che mi ha colpito di più dell'arte terapia — racconta la dottoressa Damato — è il fatto di riuscire a entrare in contatto molto rapidamente con un piano più emotivo. È qualcosa che ho sperimentato in primis su me stessa". Abbattersi di fronte al "foglio bianco" o sentirsi negati per il disegno è una paura comune, ma il segreto dell'arte terapia sta proprio nel superamento del giudizio estetico. "Io stessa sono arrivata a scuola con un blocco, lo stesso che spesso hanno i partecipanti ai workshop che si ritengono negati per l'arte. Ma più si sperimenta, più si scopre di avere risorse dentro. Tante cose non c'è bisogno di dirle a parole: si comunicano con le immagini. Si lavora sulle risorse di ognuno: alla fine le persone restano sorprese perché scoprono di essere riuscite a creare qualcosa partendo esclusivamente dalle proprie emozioni interne». Un approccio democratico e trasversale, che si rivolge con la stessa efficacia a bambini, adulti e anziani.
Ma come si passa dall'emozione alla forma? Il workshop si è sviluppato attraverso un percorso guidato, tanto intimo quanto collettivo. Dopo una fase iniziale di conoscenza, in cui i partecipanti hanno condiviso il proprio stato emotivo di partenza e le proprie aspettative, si è passati all'azione: lo scarabocchio ad occhi chiusi, eseguito con la mano non dominante. Da quel groviglio di linee libere dal controllo della mente razionale, ognuno ha dovuto identificare una forma, trasformandola in un personaggio con caratteristiche e desideri propri. Il desiderio del personaggio è stato poi rappresentato graficamente, ponendo al creatore una domanda chiave: cosa deve cambiare o modificare il personaggio per poter realizzare il suo obiettivo? Il laboratorio si è poi concluso con un momento di auto-riflessione, una condivisione profonda del significato prima a coppie e poi in cerchio, per un ultimo saluto corale.
Oltre al valore terapeutico, l'incontro ha lanciato un forte messaggio di inclusione sociale, fortemente difeso dalla dottoressa Damato: «Sono felice di aver fatto questo workshop in biblioteca — conclude la psicologa — perché l'idea di proporre attività gratuite permette di far avvicinare chiunque. Viviamo in un mondo in cui siamo tutti schiacciati dai costi; è fondamentale che ci siano eventi promossi gratuitamente affinché la cultura e il benessere non siano un fatto elitario, ma un'opportunità accessibile a tutti».
La Bibliofarmacia letteraria di Barletta dimostra così che le biblioteche moderne non sono più solo templi del silenzio, ma spazi vivi di incontro, cura e rinascita comunitaria.