Regolamento del consiglio comunale, Mele: «Scelta la via della prudenza, necessari approfondimenti per garantire condivisione e contenimento dei costi»
La nota della presidente della I commissione e consigliera di Fratelli d'Italia
sabato 20 giugno 2026
18.40
«Il ritiro del provvedimento riguardante il nuovo testo del Regolamento del Consiglio comunale è stata una scelta ponderata e responsabile, maturata alla luce del confronto politico e tecnico sviluppatosi nelle ultime settimane e, in particolare, nel corso della sospensione della stessa seduta consiliare, quando la maggioranza si è riunita per approfondire i contenuti del provvedimento».
Così il Presidente della I^ Commissione Affari Istituzionali, Stella Mele, che interviene per chiarire le ragioni che hanno portato al ritiro del provvedimento durante la seduta del Consiglio comunale del 18 giugno.
«Desidero innanzitutto sottolineare che la Commissione Affari Istituzionali ha svolto un lavoro intenso e approfondito nella predisposizione di questo testo, dedicando tempo ed energie all'analisi delle norme e al confronto sulle possibili soluzioni. Proprio per rispetto del lavoro svolto e dell'importanza del provvedimento, si è ritenuto necessario procedere con ulteriori verifiche prima della sua approvazione definitiva.
Da quel confronto è emersa l'assenza di una posizione condivisa sul testo, circostanza confermata dal deposito di tre distinti emendamenti.
Il primo, a firma della sottoscritta e dei componenti della I^ Commissione Affari Istituzionali di cui sono Presidente, era finalizzato a mantenere l'attuale composizione delle Commissioni consiliari. Una scelta ispirata a criteri di equilibrio, funzionalità e, soprattutto, di attenzione alla spesa pubblica, evitando possibili incrementi dei costi derivanti dai gettoni di presenza e preservando un assetto che ha consentito finora il regolare svolgimento dell'attività istituzionale.
Un secondo emendamento, presentato da altri consiglieri della maggioranza, proponeva di recepire un orientamento ministeriale secondo cui tutti i gruppi consiliari dovrebbero essere rappresentati in ogni Commissione. Una soluzione che comporterebbe una diversa composizione degli organismi consiliari e che determinerebbe un inevitabile aumento dei costi. Lo stesso emendamento introduceva, inoltre, una disciplina più restrittiva dei tempi dei lavori delle Commissioni, con il rischio di comprimere il pieno esercizio delle funzioni dei consiglieri.
A questi si aggiungeva un terzo emendamento presentato dai gruppi di opposizione, volto ad apportare ulteriori modifiche alla proposta regolamentare e che, per quanto concerne l'assetto delle Commissioni consiliari, si collocava in una linea sostanzialmente coincidente con la proposta emendativa già formulata dai componenti della Commissione Affari Istituzionali.
In presenza di posizioni differenti, e soprattutto in assenza di un approfondimento definitivo sugli effetti che l'approvazione del nuovo Regolamento potrebbe produrre sotto il profilo organizzativo e soprattutto economico, ho ritenuto opportuno, dopo aver informato i componenti della Commissione Affari Istituzionali presenti - ritirare temporaneamente il provvedimento.
La questione, infatti, non riguarda soltanto l'approvazione o meno dei singoli emendamenti, ma anche la necessità di verificare se l'adozione del nuovo Regolamento possa, direttamente o indirettamente, determinare l'obbligo di adeguarsi all'orientamento ministeriale richiamato, con conseguenti effetti sulla composizione delle Commissioni e sui relativi costi.
Ritengo che su temi che incidono sul funzionamento del Consiglio comunale e sull'utilizzo delle risorse pubbliche sia doveroso agire con prudenza, responsabilità e spirito istituzionale, evitando decisioni suscettibili di generare effetti non pienamente valutati.
L'obiettivo rimane quello di dotare il Consiglio comunale di un Regolamento moderno, efficace e condiviso. Ma altrettanto importante è garantire che ogni scelta sia assunta nella massima chiarezza e condivisione, senza aggravare, laddove possibile, i costi a carico della collettività, nel pieno rispetto dell'interesse pubblico che siamo chiamati a tutelare».
Così il Presidente della I^ Commissione Affari Istituzionali, Stella Mele, che interviene per chiarire le ragioni che hanno portato al ritiro del provvedimento durante la seduta del Consiglio comunale del 18 giugno.
«Desidero innanzitutto sottolineare che la Commissione Affari Istituzionali ha svolto un lavoro intenso e approfondito nella predisposizione di questo testo, dedicando tempo ed energie all'analisi delle norme e al confronto sulle possibili soluzioni. Proprio per rispetto del lavoro svolto e dell'importanza del provvedimento, si è ritenuto necessario procedere con ulteriori verifiche prima della sua approvazione definitiva.
Da quel confronto è emersa l'assenza di una posizione condivisa sul testo, circostanza confermata dal deposito di tre distinti emendamenti.
Il primo, a firma della sottoscritta e dei componenti della I^ Commissione Affari Istituzionali di cui sono Presidente, era finalizzato a mantenere l'attuale composizione delle Commissioni consiliari. Una scelta ispirata a criteri di equilibrio, funzionalità e, soprattutto, di attenzione alla spesa pubblica, evitando possibili incrementi dei costi derivanti dai gettoni di presenza e preservando un assetto che ha consentito finora il regolare svolgimento dell'attività istituzionale.
Un secondo emendamento, presentato da altri consiglieri della maggioranza, proponeva di recepire un orientamento ministeriale secondo cui tutti i gruppi consiliari dovrebbero essere rappresentati in ogni Commissione. Una soluzione che comporterebbe una diversa composizione degli organismi consiliari e che determinerebbe un inevitabile aumento dei costi. Lo stesso emendamento introduceva, inoltre, una disciplina più restrittiva dei tempi dei lavori delle Commissioni, con il rischio di comprimere il pieno esercizio delle funzioni dei consiglieri.
A questi si aggiungeva un terzo emendamento presentato dai gruppi di opposizione, volto ad apportare ulteriori modifiche alla proposta regolamentare e che, per quanto concerne l'assetto delle Commissioni consiliari, si collocava in una linea sostanzialmente coincidente con la proposta emendativa già formulata dai componenti della Commissione Affari Istituzionali.
In presenza di posizioni differenti, e soprattutto in assenza di un approfondimento definitivo sugli effetti che l'approvazione del nuovo Regolamento potrebbe produrre sotto il profilo organizzativo e soprattutto economico, ho ritenuto opportuno, dopo aver informato i componenti della Commissione Affari Istituzionali presenti - ritirare temporaneamente il provvedimento.
La questione, infatti, non riguarda soltanto l'approvazione o meno dei singoli emendamenti, ma anche la necessità di verificare se l'adozione del nuovo Regolamento possa, direttamente o indirettamente, determinare l'obbligo di adeguarsi all'orientamento ministeriale richiamato, con conseguenti effetti sulla composizione delle Commissioni e sui relativi costi.
Ritengo che su temi che incidono sul funzionamento del Consiglio comunale e sull'utilizzo delle risorse pubbliche sia doveroso agire con prudenza, responsabilità e spirito istituzionale, evitando decisioni suscettibili di generare effetti non pienamente valutati.
L'obiettivo rimane quello di dotare il Consiglio comunale di un Regolamento moderno, efficace e condiviso. Ma altrettanto importante è garantire che ogni scelta sia assunta nella massima chiarezza e condivisione, senza aggravare, laddove possibile, i costi a carico della collettività, nel pieno rispetto dell'interesse pubblico che siamo chiamati a tutelare».