Referendum sulla giustizia: le ragioni del 'no' illustrate dal magistrato barlettano Francesco Messina

L'incontro si è tenuto nella serata di ieri presso il Saint Patrick's Beer Shop

mercoledì 4 febbraio 2026 9.41
A cura di Cosimo Campanella
Si è svolta nella serata di ieri, presso il St. Patrick's Beer Shop, l'iniziativa promossa da Rete Civica Barletta e dall'associazione Libera. L'incontro, moderato da Giuseppe Calabrese, ha avuto come relatore il magistrato barlettano Dott. Francesco Messina, attualmente consigliere presso la Corte di Appello di Lecce.

"Questa riforma impatterà sui cittadini per i prossimi cinquant'anni". Ha esordito il Dott. Messina, il quale ha posto l'accento sul fatto che la separazione tra magistratura inquirente e giudicante, esiste già di fatto, in quanto ad oggi risulta del tutto irrilevante il numero di magistrati passati dalla funzione inquirente a quella giudicante e viceversa. Passaggio che comunque è reso molto complicato da requisiti molto stringenti sulla territorialità.

Successivamente il Dott. Messina, si è soffermato su quelle che a suo avviso sarebbero le storture che porterebbe una giustizia divisa in due CSM, l'elezione per sorteggio dei suoi componenti togati, e sul ruolo poco chiaro della costituenda Alta Corte, il nuovo organo disciplinare che andrebbe ad agire sulla magistratura sia inquirente che giudicante.

Il Dott. Messina si è infine soffermato su quello che è un rapporto di reciproco completamento professionale tra Pubblico Ministero, GIP-GUP e Magistrato giudicante.

"La riforma costituzionale non abbrevia di un solo secondo i tempi dei processi", è un'altra delle considerazioni enunciate dal Dott. Messina, prima di definire la riforma costituzionale in questione come "punitiva nei confronti del giudice", e atta a privare i magistrati del diritto di scegliere i propri rappresentanti in seno al CSM.


Il magistrato barlettano si è inoltre soffermato sulla totale assenza di dibattito durante i quattro passaggi parlamentari necessari per l'approvazione delle riforme costituzionali, rivendicando inoltre quella che sin dal 1991 è stata la sua terzietà di giudizio, ritenendo come offensiva e denigratoria la vulgata sulle "toghe rosse", e illustrando al pubblico convenuto esempi di pareri opposti in sede di udienza preliminare nei quali PM e GUP (Giudice per l'Udienza Preliminare) nei casi di richieste di rinvio a giudizio: tutto questo, sempre a detta del Dott. Messina, l'esistenza di una sorta di connubio tra Pubblici Ministeri e magistrati giudicanti.
Magistrato Francesco Messina
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