Offese in consiglio comunale, lo sfogo social di Rosa Cascella: «Ho pensato di mollare tutto»
L'intervento della capogruppo consiliare del Partito Democratico
domenica 8 febbraio 2026
«Il PD ha amministrato per molti anni, trasformando questa città. Ha fatto anche errori, alcuni pesanti. Ma ha sicuramente rispettato la politica, i luoghi sacri del dibattito e le donne. Mai prima d'ora si era assistito a una gestione del dibattito pubblico come quella attuale. Bullismo politico, chiamiamo le cose con il loro nome. Gestacci fatti di nascosto, provocazioni, risatine, microfoni che "improvvisamente" smettono di funzionare mentre si parla. Emendamenti ignorati, risposte sgarbate». Così la capogruppo del Partito Democratico Rosa Cascella sui propri canali social.
«Questa non è buona politica. È il frutto di una cultura ignorante e retrograda che sta investendo il Paese e che trova spazio anche nelle istituzioni. Dopo il Consiglio comunale di ieri avevo gli occhi lucidi e una stanchezza che non era fisica, nonostante le otto ore di seduta. Era una stanchezza morale, umana. Una rabbia silenziosa per questo modo vergognoso di gestire il potere. Leggete anche il post della mia collega Michela Diviccaro e capirete meglio il clima che si respira. Ieri ho avuto voglia di mollare tutto, di smettere di accettare l'ipocrisia delle finte dichiarazioni di facciata, a cui seguono puntualmente atteggiamenti da bulletti. «Reit mbecc' a stu c…» mi ha detto un consigliere di maggioranza, per un sorriso venuto fuori spontaneo di fronte alle farneticanti ricostruzioni ascoltate in aula.
E allora mi chiedo: a che serve parlare di quote rosa, di rispetto per le donne, di cambio di cultura, ogni volta che una donna diventa un caso di cronaca? A che serve parlare di rispetto delle donne se poi, nei luoghi della democrazia, si tollerano comportamenti che lo negano ogni giorno? A cosa serve indignarsi per i commenti sessisti sui social se quegli stessi atteggiamenti trovano legittimazione dentro le istituzioni? Chi ricopre ruoli pubblici dovrebbe essere un modello. Oggi, troppo spesso, è un cattivo esempio. Per i colleghi, per i cittadini, per i figli che osservano e imparano. E sì, la stanchezza è tanta ma proprio per quei figli è forse il caso di smascherare l'ipocrisia di un dibattito politico che mostra una faccia pubblica fatta di proclami e una privata segnata da un machismo nostalgico e pericoloso.
La politica che rispetta le idee e le persone è un'altra cosa, e vale la pena difenderla».
«Questa non è buona politica. È il frutto di una cultura ignorante e retrograda che sta investendo il Paese e che trova spazio anche nelle istituzioni. Dopo il Consiglio comunale di ieri avevo gli occhi lucidi e una stanchezza che non era fisica, nonostante le otto ore di seduta. Era una stanchezza morale, umana. Una rabbia silenziosa per questo modo vergognoso di gestire il potere. Leggete anche il post della mia collega Michela Diviccaro e capirete meglio il clima che si respira. Ieri ho avuto voglia di mollare tutto, di smettere di accettare l'ipocrisia delle finte dichiarazioni di facciata, a cui seguono puntualmente atteggiamenti da bulletti. «Reit mbecc' a stu c…» mi ha detto un consigliere di maggioranza, per un sorriso venuto fuori spontaneo di fronte alle farneticanti ricostruzioni ascoltate in aula.
E allora mi chiedo: a che serve parlare di quote rosa, di rispetto per le donne, di cambio di cultura, ogni volta che una donna diventa un caso di cronaca? A che serve parlare di rispetto delle donne se poi, nei luoghi della democrazia, si tollerano comportamenti che lo negano ogni giorno? A cosa serve indignarsi per i commenti sessisti sui social se quegli stessi atteggiamenti trovano legittimazione dentro le istituzioni? Chi ricopre ruoli pubblici dovrebbe essere un modello. Oggi, troppo spesso, è un cattivo esempio. Per i colleghi, per i cittadini, per i figli che osservano e imparano. E sì, la stanchezza è tanta ma proprio per quei figli è forse il caso di smascherare l'ipocrisia di un dibattito politico che mostra una faccia pubblica fatta di proclami e una privata segnata da un machismo nostalgico e pericoloso.
La politica che rispetta le idee e le persone è un'altra cosa, e vale la pena difenderla».