Offese in consiglio comunale, la solidarietà di Michele Trimigno a Rosa Cascella
La nota del capogruppo di Barletta al Centro
domenica 8 febbraio 2026
«Esprimo piena solidarietà alla consigliera comunale Rosa Cascella per le parole offensive ricevute da un consigliere di maggioranza durante l'ultima seduta consiliare. Condanno fermamente ogni forma di linguaggio denigratorio e atteggiamento irrispettoso, soprattutto all'interno dell'Aula consiliare, che dovrebbe essere luogo di confronto civile e democratico». Così il capogruppo di Barletta al Centro, Michele Trimigno.
«Prendo le distanze da tali comportamenti, che nulla hanno a che vedere con la buona politica e con il rispetto che si deve ad ogni rappresentante eletto, a maggior ragione quando si tratta di una donna impegnata con serietà e passione nella vita amministrativa della città. Il Consiglio comunale deve essere il luogo del confronto democratico, del rispetto reciproco e dell'ascolto, non certo teatro di aggressioni verbali, atteggiamenti provocatori e offese personali. Offendere una donna, una mamma, una rappresente delle istituzioni è un'offesa all'intera comunità democratica. Episodi del genere non devono mai accadere e chi ha responsabilità istituzionali deve assumersi l'onere di dare il buon esempio, ristabilendo la dignità del ruolo che ricopre».
«Prendo le distanze da tali comportamenti, che nulla hanno a che vedere con la buona politica e con il rispetto che si deve ad ogni rappresentante eletto, a maggior ragione quando si tratta di una donna impegnata con serietà e passione nella vita amministrativa della città. Il Consiglio comunale deve essere il luogo del confronto democratico, del rispetto reciproco e dell'ascolto, non certo teatro di aggressioni verbali, atteggiamenti provocatori e offese personali. Offendere una donna, una mamma, una rappresente delle istituzioni è un'offesa all'intera comunità democratica. Episodi del genere non devono mai accadere e chi ha responsabilità istituzionali deve assumersi l'onere di dare il buon esempio, ristabilendo la dignità del ruolo che ricopre».