Michele Cianci (Operazioni Aria Pulita): "Jova Summer Party annullato: nessuno festeggi".

"Non perde solo Barletta, perde un intero territorio. Ora servono chiarezza e risposte sull'ex Cartiera"

mercoledì 12 agosto 2026 18.32
"Adesso è ufficiale. Il Jova Summer Party previsto a Barletta per il 17 agosto è stato annullato. L'annuncio è arrivato direttamente da Trident Music: le criticità ambientali riscontrate nell'area dell'ex Cartiera non consentono lo svolgimento dell'evento.
Trentatremila spettatori attesi, una macchina organizzativa già avviata e una città che si preparava ad accogliere uno dei maggiori eventi dell'estate. Al momento si starebbe lavorando all'ipotesi di recuperare il concerto il 19 settembre, probabilmente a Bari. Se così fosse, per Barletta la beffa sarebbe doppia: perdere l'evento e vedere trasferite altrove anche le sue ricadute economiche, turistiche e d'immagine.
Ma non perde soltanto Barletta. Perdono anche le città limitrofe e l'intero territorio, che in queste settimane aveva registrato una straordinaria richiesta di ospitalità, sino a determinare situazioni di overbooking nelle strutture ricettive. Migliaia di persone avrebbero pernottato, mangiato, acquistato e vissuto non soltanto Barletta, ma una parte importante della BAT e dei territori vicini. La cancellazione di un evento da 33.000 spettatori produce quindi conseguenze economiche e d'immagine che superano ampiamente i confini comunali.
E proprio adesso, mentre qualcuno potrebbe essere tentato di intestarsi politicamente l'annullamento, OAP dice con chiarezza: non c'è nulla da festeggiare. Se le condizioni ambientali non consentono di svolgere il concerto, fermarlo è doveroso. La salute, la sicurezza e la tutela dell'ambiente vengono prima di qualsiasi spettacolo. Ma una città e un territorio che perdono un evento da 33.000 spettatori non registrano una vittoria: registrano un problema.
Occorre anche evitare ricostruzioni politicamente comode. La scelta della location e il rapporto per l'utilizzo dell'area dell'ex Cartiera attengono alla società organizzatrice Trident e alla proprietà della location. Non è quindi corretto attribuire automaticamente all'Amministrazione comunale la responsabilità della scelta dell'area. Diversi, naturalmente, sono i compiti che spettano agli enti e alle autorità competenti in materia di autorizzazioni, controlli, salute, sicurezza e tutela ambientale.
Va ricordato, inoltre, che nelle due precedenti occasioni il concerto di Jovanotti a Barletta si era svolto sulla litoranea di Ponente. I due eventi erano stati celebrati anche dalle cronache nazionali, tanto da far tornare una terza volta gli organizzatori. Purtroppo, però quella soluzione oggi ha dovuto confrontarsi con rilevanti esigenze di tutela dell'ecosistema costiero, delle dune e del fratino, specie particolarmente protetta. È anche in questo mutato contesto ambientale che va letta la ricerca di una location alternativa rispetto alla spiaggia.
Ed è proprio qui che emerge un paradosso che merita una spiegazione: si cerca una soluzione diversa dalla litoranea di Ponente anche per salvaguardare un ambiente costiero delicato e ci si ritrova, a pochi giorni dall'evento e quando i lavori preparatori risultano già iniziati, davanti a criticità ambientali dell'ex Cartiera tali da determinare l'annullamento del concerto.
C'è allora una domanda alla quale OAP ritiene indispensabile dare una risposta: se il concerto era programmato da tempo, se la location era stata individuata e se nell'area erano già cominciati i lavori necessari per accogliere migliaia di persone, perché gli accertamenti ambientali decisivi sono arrivati soltanto a pochi giorni dal 17 agosto?
Non si tratta di cercare un colpevole a tutti i costi. Si tratta di ricostruire con trasparenza la successione dei fatti. Quali verifiche ambientali erano previste prima dell'avvio dei lavori? Chi avrebbe dovuto effettuarle? Quando sono state richieste? Quando sono stati eseguiti i sopralluoghi e gli eventuali campionamenti? Quando sono stati conosciuti i risultati?
Sono domande tanto più necessarie perché oggi sappiamo ufficialmente che le criticità ambientali dell'area sono state ritenute tali da impedire lo svolgimento di un evento destinato ad accogliere 33.000 persone. È quindi legittimo chiedersi perché si sia arrivati a questo punto quando organizzazione, investimenti e lavori erano già in corso.
A ciò si aggiunge una circostanza che OAP, proprio perché non dispone al momento di documentazione ufficiale, riferisce con la necessaria prudenza: secondo informazioni apprese informalmente, sembrerebbe essere emersa anche una problematica relativa alla possibile presenza di amianto. Non intendiamo trasformare una notizia informale in una certezza. Chiediamo, però, che gli organismi competenti chiariscano se tale circostanza corrisponda al vero, dove siano state eventualmente riscontrate le criticità e quale ne sia l'effettiva rilevanza.
C'è poi un ulteriore aspetto che merita attenzione. Nell'area erano già presenti lavoratori e mezzi impegnati nelle attività preparatorie. Occorre pertanto conoscere quali zone siano state interessate dagli accertamenti e quali misure di prevenzione e sicurezza siano state adottate. Ciò senza affermare esposizioni o rischi che, allo stato, non risultano accertati e che possono essere valutati esclusivamente dagli organismi tecnici competenti.
Per questo OAP chiede che venga resa pubblica, per quanto consentito e nel rispetto delle competenze, la cronologia degli accertamenti: date delle richieste, sopralluoghi, eventuali campionamenti, risultati delle analisi e provvedimenti conseguenti. La trasparenza, in una vicenda del genere, tutela tutti: cittadini, lavoratori, istituzioni, organizzatori e proprietari.
Da associazione che da anni si occupa delle problematiche ambientali del territorio, OAP non potrebbe mai sostenere che un concerto debba tenersi a qualsiasi costo. Se un'area non presenta le necessarie condizioni di sicurezza e salubrità, l'evento non deve svolgersi. Punto.
Ma proprio per questo non accettiamo che l'annullamento venga trasformato nell'ennesima battaglia tra maggioranza e opposizione. Non è una vittoria dell'opposizione né necessariamente una sconfitta della maggioranza. È un'occasione persa per Barletta e per un intero territorio e, soprattutto, il segnale dell'esistenza di una questione molto più importante del concerto.
Il vero problema è l'ex Cartiera.
Per decenni abbiamo discusso del futuro di un'area enorme, affacciata sul mare e strategica per lo sviluppo della città. Prima ancora di parlare di concerti, turismo, strutture ricettive o grandi progetti di riqualificazione, dobbiamo pretendere certezze sulle condizioni ambientali di quei luoghi e sulla loro effettiva possibilità di essere recuperati e restituiti alla città.
Oggi il problema non è più sapere se Jovanotti salirà sul palco a Barletta: sappiamo che il 17 agostonon accadrà. Il problema è conoscere le reali condizioni dell'ex Cartiera, comprendere perché criticità tanto rilevanti siano emerse soltanto a ridosso dell'evento e sapere cosa si intenda fare per affrontarle.
Il concerto sarebbe durato una sera. La salute dei cittadini, la sicurezza dei lavoratori e il futuro dell'ex Cartiera riguardano Barletta e il nostro territorio per i prossimi decenni".