Matteucci : “Barletta trascinata in una pessima figura da una gestione approssimativa. I grandi eventi si fanno, ma si fanno bene”
La nota del presidente di Ambulatorio Popolare OdV sulla cancellazione del Jova Summer Party
mercoledì 12 agosto 2026
18.25
"L'annullamento del Jova Summer Party di Barletta non è soltanto la cancellazione di un concerto. È il punto di arrivo di una gestione amministrativa che ha mostrato tutti i suoi limiti".
Cosimo D. Matteucci interviene così dopo la notizia dello stop all'evento previsto per il 17 agosto nell'area dell'ex cartiera.
"Qui non è in discussione Jovanotti, né il diritto di Barletta ad avere grandi eventi, musica, turismo, lavoro e movimento. Una città deve ambire a tutto questo. Deve pretendere di essere attraversata da occasioni importanti, deve saper attrarre pubblico, economia, attenzione. Ma proprio per questo serve un'amministrazione all'altezza".
Secondo Matteucci, il punto politico è il modo in cui la città è arrivata alla cancellazione dell'evento.
"Un grande evento non si costruisce con i comunicati, con l'entusiasmo a comando e con la speranza che alla fine tutto regga. Si costruisce con programmazione, controlli, autorizzazioni chiare e responsabilità precise. Prima. Non a pochi giorni dall'apertura dei cancelli, quando migliaia di persone hanno già comprato un biglietto, prenotato un viaggio, organizzato una giornata, e quando lavoratori, attività economiche e operatori della città sono già stati messi in moto".
"Sia chiaro: la salute e la sicurezza vengono prima di tutto. Su questo non si discute e non si tratta. Ma proprio perché vengono prima, non si può arrivare all'ultimo momento a scoprire che l'area scelta presenta criticità tali da impedire lo svolgimento dell'evento. La domanda politica è inevitabile: come si è potuti arrivare fin qui? Chi ha verificato? Chi ha deciso? Chi ha rassicurato? Chi ha pensato che si potesse tenere in piedi una macchina così grande senza avere prima tutte le certezze necessarie?".
Matteucci parla di "fallimento politico e amministrativo".
"L'approssimazione, quando si governa una città, non è un difetto di stile. È un problema politico. Barletta non può vivere di annunci enormi e gestione fragile. Non può passare dall'euforia alla cancellazione nel giro di pochi giorni. Non può essere trattata come un esperimento da aggiustare in corsa".
"Ne prendo atto: ancora una volta questa città paga il prezzo di una politica che annuncia prima di programmare, che immagina prima di verificare, che espone Barletta a una figuraccia nazionale e poi prova a raccontarla come fatalità".
"I grandi eventi si fanno. Ma si fanno bene. Con serietà, trasparenza e rispetto: per la città, per chi lavora, per chi partecipa, per l'ambiente e per la salute pubblica. Amministrare non significa sperare che tutto regga fino alla fine. Significa fare in modo che non crolli all'inizio".
Secondo Matteucci, il punto politico è il modo in cui la città è arrivata alla cancellazione dell'evento.
"Un grande evento non si costruisce con i comunicati, con l'entusiasmo a comando e con la speranza che alla fine tutto regga. Si costruisce con programmazione, controlli, autorizzazioni chiare e responsabilità precise. Prima. Non a pochi giorni dall'apertura dei cancelli, quando migliaia di persone hanno già comprato un biglietto, prenotato un viaggio, organizzato una giornata, e quando lavoratori, attività economiche e operatori della città sono già stati messi in moto".
"Sia chiaro: la salute e la sicurezza vengono prima di tutto. Su questo non si discute e non si tratta. Ma proprio perché vengono prima, non si può arrivare all'ultimo momento a scoprire che l'area scelta presenta criticità tali da impedire lo svolgimento dell'evento. La domanda politica è inevitabile: come si è potuti arrivare fin qui? Chi ha verificato? Chi ha deciso? Chi ha rassicurato? Chi ha pensato che si potesse tenere in piedi una macchina così grande senza avere prima tutte le certezze necessarie?".
Matteucci parla di "fallimento politico e amministrativo".
"L'approssimazione, quando si governa una città, non è un difetto di stile. È un problema politico. Barletta non può vivere di annunci enormi e gestione fragile. Non può passare dall'euforia alla cancellazione nel giro di pochi giorni. Non può essere trattata come un esperimento da aggiustare in corsa".
"Ne prendo atto: ancora una volta questa città paga il prezzo di una politica che annuncia prima di programmare, che immagina prima di verificare, che espone Barletta a una figuraccia nazionale e poi prova a raccontarla come fatalità".
"I grandi eventi si fanno. Ma si fanno bene. Con serietà, trasparenza e rispetto: per la città, per chi lavora, per chi partecipa, per l'ambiente e per la salute pubblica. Amministrare non significa sperare che tutto regga fino alla fine. Significa fare in modo che non crolli all'inizio".