M5S Barletta: «Ritardo per il Comune di Barletta sull'attuazione del PNRR»
La nota del Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Barletta
martedì 28 luglio 2026
12.42
"Ad un mese esatto dalla scadenza dell'ultima proroga, i dati ufficiali più recenti sull'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), aggiornati al 13 giugno 2026, certificano un grave e inaccettabile ritardo per il Comune di Barletta: con un avanzamento della spesa ferma ad appena il 23,8%, la città si attesta all'ultimo posto tra i comuni capoluogo della Puglia, mettendo a rischio oltre 34 milioni di euro di investimenti strategici per la comunità." Si legge nella nota del M5S Barletta.
"Mentre l'Europa e l'Italia accelerano per centrare le scadenze decisive del Piano, l'Amministrazione Comunale di Barletta mostra un'allarmante lentezza gestionale. Su un monte risorse totale finanziato pari a € 44.692.874,00 ripartito su 30 progetti, le spese effettivamente sostenute e rendicontate ammontano a soli € 10.644.367,00. Il restante 76,2% delle risorse (pari a € 34.048.507,00) rimane ad oggi non speso. Il confronto con le altre realtà urbane pugliesi e con la media regionale rende impietosa la fotografia della situazione amministrativa barlettana: il Comune di Lecce ha certificato ben il 59% di spesa mentre Taranto è arrivata sino al 48%".
"Particolarmente indicativo è il confronto all'interno della stessa provincia BAT: la vicina Andria ha già impegnato ed erogato quasi il doppio in percentuale (48,8%), dimostrando che i ritardi di Barletta non sono dovuti a generali criticità burocratiche sovracomunali, bensì a precise responsabilità e inefficienze politico-gestionali della macchina amministrativa locale. Il PNRR rappresenta un'occasione irripetibile di ammodernamento delle scuole, riqualificazione urbana, sostegno alle fragilità sociali e transizione digitale ed ecologica. Perdere questi fondi o farne disperdere l'efficacia per colpa di ritardi politici sarebbe un danno irreparabile per le generazioni presenti e future di Barletta."
"Pertanto, come Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle chiediamo per l'ennesima volta la convocazione urgente di un Consiglio Comunale monotematico straordinario aperto ai cittadini e alle associazioni per analizzare lo stato di ciascuno dei 30 cantieri PNRR. Il Sindaco e la Giunta chiariscano quali opere rischiano concretamente il taglio dei fondi e quali misure straordinarie si intendano adottare per garantire il completamento degli interventi in corso. Noi attivisti, come la maggior parte dei cittadini, abbiamo ben compreso che saremo costretti a restituire buona parte dei fondi PNRR per l'incapacità dell'Amministrazione Comunale di programmare, spendere ed eseguire le opere entro le scadenze; un'inerzia che sta condannando Barletta ad essere il fanalino di coda della Puglia e che priverà la nostra comunità di investimenti decisivi per il futuro del territorio."
"Arrivati a questo punto, quello che possiamo tentare di fare è concentrare gli sforzi su quelle opere che realisticamente si possono portare a termine. Considerato l'approssimarsi della scadenza europea, proponiamo quindi l'istituzione di una Task Force comunale, l'adozione di un cronoprogramma stringente e la pubblicazione di un report periodico sullo stato di avanzamento di tutti i cantieri. Perché la situazione è indubbiamente critica ma, citando un classico del cinema, "potrebbe essere peggio, potrebbe piovere".
"Mentre l'Europa e l'Italia accelerano per centrare le scadenze decisive del Piano, l'Amministrazione Comunale di Barletta mostra un'allarmante lentezza gestionale. Su un monte risorse totale finanziato pari a € 44.692.874,00 ripartito su 30 progetti, le spese effettivamente sostenute e rendicontate ammontano a soli € 10.644.367,00. Il restante 76,2% delle risorse (pari a € 34.048.507,00) rimane ad oggi non speso. Il confronto con le altre realtà urbane pugliesi e con la media regionale rende impietosa la fotografia della situazione amministrativa barlettana: il Comune di Lecce ha certificato ben il 59% di spesa mentre Taranto è arrivata sino al 48%".
"Particolarmente indicativo è il confronto all'interno della stessa provincia BAT: la vicina Andria ha già impegnato ed erogato quasi il doppio in percentuale (48,8%), dimostrando che i ritardi di Barletta non sono dovuti a generali criticità burocratiche sovracomunali, bensì a precise responsabilità e inefficienze politico-gestionali della macchina amministrativa locale. Il PNRR rappresenta un'occasione irripetibile di ammodernamento delle scuole, riqualificazione urbana, sostegno alle fragilità sociali e transizione digitale ed ecologica. Perdere questi fondi o farne disperdere l'efficacia per colpa di ritardi politici sarebbe un danno irreparabile per le generazioni presenti e future di Barletta."
"Pertanto, come Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle chiediamo per l'ennesima volta la convocazione urgente di un Consiglio Comunale monotematico straordinario aperto ai cittadini e alle associazioni per analizzare lo stato di ciascuno dei 30 cantieri PNRR. Il Sindaco e la Giunta chiariscano quali opere rischiano concretamente il taglio dei fondi e quali misure straordinarie si intendano adottare per garantire il completamento degli interventi in corso. Noi attivisti, come la maggior parte dei cittadini, abbiamo ben compreso che saremo costretti a restituire buona parte dei fondi PNRR per l'incapacità dell'Amministrazione Comunale di programmare, spendere ed eseguire le opere entro le scadenze; un'inerzia che sta condannando Barletta ad essere il fanalino di coda della Puglia e che priverà la nostra comunità di investimenti decisivi per il futuro del territorio."
"Arrivati a questo punto, quello che possiamo tentare di fare è concentrare gli sforzi su quelle opere che realisticamente si possono portare a termine. Considerato l'approssimarsi della scadenza europea, proponiamo quindi l'istituzione di una Task Force comunale, l'adozione di un cronoprogramma stringente e la pubblicazione di un report periodico sullo stato di avanzamento di tutti i cantieri. Perché la situazione è indubbiamente critica ma, citando un classico del cinema, "potrebbe essere peggio, potrebbe piovere".