Luogo di nascita di Pietro Mennea, una replica a firma del fratello

«Spettacolarizzare la sofferenza di una persona e la falsa miseria di una famiglia»

lunedì 4 luglio 2022 10.04
Riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata dall'avv. Vincenzo Mennea, che replica all'articolo pubblicato qualche giorno fa.

Scrivo la presente nella spiegata qualità di avvocato e come prossimo congiunto dei miei genitori, per comunicarvi quanto segue: faccio seguito alle vicende intercorse in questi giorni relativa alla lapide di PIETRO PAOLO MENNEA, su diverse testate giornalistiche e alle dichiarazioni e asserzioni non veritiere del Sig. Vinella Vitantonio nei confronti dei miei genitori defunti. Si afferma che viene meno l'interesse pubblico rispetto a una notizia a fini giornalistici (la cui eventuale diffusione lesiva per la riservatezza e la reputazione dei miei genitori)quando questo non corrisponde a un reale interesse della collettività mancando lo stesso del carattere dell'attualità. Così come non deve essere riproposta una vecchia notizia(lesiva) quando non veritiera e mancando del carattere dell'attualità, oltre a non avere mai avuto e non ha un'attuale esigenza informativa per di più non rispondente al vero, risultando contraddittorie la rievocazione dei fatti divulgati dal VINELLA Vitantonio. Pertanto, le vicende personali dei miei genitori non possono e non devono interessare nessuno né tanto meno il sig. VINELLA. Gli stessi hanno il diritto a essere dimenticati, così come va rispettato il diritto costituzionalmente garantito di ogni persona a non restare indeterminatamente esposto a danni ulteriori che sicuramente una continua esposizione mediatica arrecherebbe all'onore e alla reputazione di persone defunte. Non corrisponde al vero la seguente notizia diffusa dal VINELLA: Sulla questione del numero civico, contestata dal fratello del Campione, Vincenzo Mennea, è stata data lettura ed esibita la scansione ufficiale dell'atto di nascita di Pietro Paolo Mennea, dove il padre Salvatore ne denuncia la nascita in Via Porta Reale numero 20. Da qui, dove la famiglia si era insediata dividendo i ristretti spazi fra il laboratorio di sarto di papà Mennea e l'abitazione, il nucleo si trasferì come abitazione al numero 45, poco più avanti, lasciando solo il laboratorio al civico 20». Si ripete al Sig. Vinella che l'abitazione era al n. 45 contestualmente al n. 20 cui era ubicata la sartoria, infatti, se si legge bene il certificato storico di residenza, è chiaro nel riportare due numeri civici n. 20 e n. 45 dal 28/06/1952. Il Sig. Vinella nel reiterare questa notizia non veritiera, continua a offendere la memoria dei miei genitori, ridicolizzare, disprezzare mortificare la memoria dei defunti e l'altrui dignità e reputazione. Il tutto si traduce in una preordinata volontà di ledere l'immagine e la memoria altrui oltre ad risultare evidente l'animus diffamandi sotteso a qualsiasi iniziativa giornalistica del genere.

Pertanto s'invita ancora una volta il Sig. Vinella di porre fine e di evitare il ripetersi di una siffatta propalazione, meramente insinuante e non rispondente al vero oltre ad essere diffamatorio nei confronti di persone defunte che non si possono più difendere e,di rispettare l'onore e la reputazione delle stesse. La storiella fantasiosa che Pietro Mennea è nato al n. 20, significa una sola cosa, che si è voluta creare una falsa immagine del povero ragazzo cresciuto di stenti da una famiglia povera del profondo sud, senza risorse e senza pista, oltre a vivere con la famiglia in uno scantinato, questo è il fine falso posto in essere dal Vinella, e da terze persone e/oda altri giornalisti che sono stati fuorviati da notizie non corrispondenti al vero, oltre a ridicolizzare, spettacolarizzare la sofferenza di una persona e la falsa miseria di una famiglia. Questa falsa immagine il Sig. Vinella l'ha ripetuto molte volte anche quando è venuto a Barletta il giornalista Vanni Loriga.

I miei genitori «non si sono insediati da nessuna parte dividendo i ristretti spazi fra il laboratorio di sarto di papà Mennea e l'abitazione» oltre a non aver mai vissuto in uno scantinato. Per quanto riguarda l'atto di nascita ribadisco che è sbagliato, c'è stato un errore materiale di scrittura commesso (se pure effettuati in passato da persona diversa) nella redazione di un atto, o nella dichiarazione nel denunciare la nascita da parte di papà Salvatore. Pertanto invito il sig. Vinella a desistere dallo scrivere e dal divulgare notizie riconducibili ai miei genitori, queste notizie non portano a nulla e non interessano nessuno, ma arrecano danno solo alla memoria di persone defunte.

Tanto dovevo. Cordiali saluti
Avv. Vincenzo Mennea