Lista Emiliano sindaco di Puglia: «Il sottovia tra via Andria e via Vittorio Veneto che affonda alle prime gocce»
La nota di Gennaro Rociola e Antonello Damato
mercoledì 18 marzo 2026
14.51
«È inaccettabile che nel 2026 si debba ancora commentare un'opera pubblica che sembra progettata per un deserto piuttosto che per una città europea. Il sottovia tra Via Andria e Via Vittorio Veneto non è solo un disagio; è il simbolo di un fallimento ingegneristico e manutentivo che rasenta l'insulto verso i cittadini di Barletta». Così il segretario cittadino e il capogruppo consiliare della lista Emiliano Sindaco di Puglia, Gennaro Rociola e Antonello Damato.
«Progettare un sottovia senza un sistema di drenaggio sovradimensionato è un errore da dilettanti. Se l'opera "affonda" alle prime gocce, significa che i calcoli sulle pendenze o sulla portata delle pompe di sollevamento sono stati grossolanamente sottostimati. Non si tratta di eventi climatici eccezionali, ma di fisica elementare: l'acqua segue la gravità e, se non le dai una via d'uscita efficiente, trasforma un'infrastruttura in una piscina.
Siamo di fronte alla classica "politica del nastro tagliato" del Sindaco Cannito. Si dà la priorità all'estetica e alla rapidità di consegna per ottenere il consenso immediato, trascurando i collaudi funzionali sotto stress. Un'opera che non regge un temporale ordinario e non è finita: è un cantiere aperto travestito da opera conclusa, per non parlare di alcuni rivestimenti rotti e/o mancanti sin dal momento della consegna dell'opera e ancora oggi nello stesso stato. Costringere gli studenti del liceo "Cafiero" e della "Fieramosca" a percorsi ad ostacoli tra laghi di fango non è solo scomodo, è pericoloso.
Scivolamenti, cadute e la necessità di invadere la carreggiata stradale per evitare le pozzanghere. L'asfalto che si sgretola al primo contatto con l'acqua indica una posa del manto stradale di pessima qualità, soggetta a rapida erosione.
Ignorare le segnalazioni dei residenti del quartiere Medaglie d'Oro, che già durante i lavori avevano evidenziato le criticità, è l'aggravante finale. Non è "fatalità", è negligenza cosciente. Continuare a rattoppare con interventi tampone è uno spreco di denaro pubblico: ogni toppa che salta è una prova del fatto che manca una visione strutturale».
«Progettare un sottovia senza un sistema di drenaggio sovradimensionato è un errore da dilettanti. Se l'opera "affonda" alle prime gocce, significa che i calcoli sulle pendenze o sulla portata delle pompe di sollevamento sono stati grossolanamente sottostimati. Non si tratta di eventi climatici eccezionali, ma di fisica elementare: l'acqua segue la gravità e, se non le dai una via d'uscita efficiente, trasforma un'infrastruttura in una piscina.
Siamo di fronte alla classica "politica del nastro tagliato" del Sindaco Cannito. Si dà la priorità all'estetica e alla rapidità di consegna per ottenere il consenso immediato, trascurando i collaudi funzionali sotto stress. Un'opera che non regge un temporale ordinario e non è finita: è un cantiere aperto travestito da opera conclusa, per non parlare di alcuni rivestimenti rotti e/o mancanti sin dal momento della consegna dell'opera e ancora oggi nello stesso stato. Costringere gli studenti del liceo "Cafiero" e della "Fieramosca" a percorsi ad ostacoli tra laghi di fango non è solo scomodo, è pericoloso.
Scivolamenti, cadute e la necessità di invadere la carreggiata stradale per evitare le pozzanghere. L'asfalto che si sgretola al primo contatto con l'acqua indica una posa del manto stradale di pessima qualità, soggetta a rapida erosione.
Ignorare le segnalazioni dei residenti del quartiere Medaglie d'Oro, che già durante i lavori avevano evidenziato le criticità, è l'aggravante finale. Non è "fatalità", è negligenza cosciente. Continuare a rattoppare con interventi tampone è uno spreco di denaro pubblico: ogni toppa che salta è una prova del fatto che manca una visione strutturale».