Lista Emiliano sindaco di Puglia: «Barletta ha davvero bisogno dell'ennesimo discount?»

La nota del segretario cittadino Gennaro Rociola

mercoledì 25 febbraio 2026 0.05
«L'annuncio della definitiva risoluzione della "vicenda LIDL", con lo spostamento del punto vendita nella zona 167 e la promessa di un anfiteatro nell'area del Castello, viene presentato in questi giorni come un grande successo amministrativo. Eppure, osservando la realtà quotidiana della nostra città, resta un retrogusto amaro. Ci si chiede se la priorità di Barletta sia davvero l'apertura di un altro colosso della grande distribuzione, o se i bisogni dei cittadini non giacciano altrove, ignorati da troppo tempo». Così il segretario della lista Emiliano Sindaco di Puglia, Michele Grimaldi.

«Mentre si tagliano nastri e si firmano delibere per nuove colate di cemento commerciale, le strade di Barletta versano in condizioni pietose. Buche profonde come crateri, marciapiedi dissestati e una segnaletica spesso carente rendono la viabilità cittadina un percorso a ostacoli per automobilisti e pedoni. È questa la "città moderna" che abbiamo in mente? Un luogo dove è più facile comprare prodotti in offerta che percorrere un chilometro senza rischiare danni al proprio mezzo o alla propria incolumità?

Ma non è solo una questione di asfalto. Una città vive di visione e di futuro, elementi che passano inevitabilmente per la cultura e la socialità. Barletta soffre di una cronica carenza di centri di ritrovo per i giovani e spazi culturali accessibili. Non bastano gli eventi sporadici o i grandi annunci: servono luoghi aperti tutto l'anno, biblioteche di quartiere, centri polifunzionali che sottraggano i ragazzi alla strada e offrano un'alternativa al mero consumo. L'anfiteatro del mare è un'opera attesa, certo, ma non può essere l'unica risposta a un deserto culturale che sta inaridendo l'anima della nostra comunità. C'è poi il tema, delicatissimo, del lavoro. Si parla con enfasi dei "nuovi posti di lavoro" che la LIDL porterà con sé. Ma di che tipo di lavoro stiamo parlando? In una terra dove lo sfruttamento e i bassi salari sono purtroppo una realtà consolidata, non possiamo permetterci di esultare per la creazione di nuovi "schiavi moderni". Non abbiamo bisogno di contratti precari o di impieghi da pochi euro l'ora che non garantiscono dignità né futuro. Barletta ha bisogno di investimenti che valorizzino le competenze, che rispettino i diritti dei lavoratori e che non si limitino a riempire scaffali, ma a costruire benessere reale per le famiglie.

In conclusione, accogliamo con civiltà ogni sviluppo che eviti scempi urbanistici vicino ai nostri monumenti storici, ma non possiamo restare in silenzio di fronte a una scala di priorità che sembra premiare sempre il commercio e mai la qualità della vita. Prima delle insegne luminose, ridateci strade sicure, spazi per la cultura e, soprattutto, un lavoro che possa essere chiamato tale».