Le lezioni sono alle porte, ma la scuola in via Morelli ancora non è pronta

Aule, sicurezza e diritto allo studio continuano a fare i conti con ritardi e ostacoli

venerdì 4 settembre 2026
A cura di Marco Cassatella
Nel corso degli anni numerose sono state le emergenze che nella nostra città gli istituti scolastici hanno dovuto affrontare: dalla carenza di aule dell''IISS "Léontine e Giuseppe De Nittis", ai problemi strutturali dei tre edifici dell'ITET "Cassandro-Fermi-Nervi", fino allo spostamento presso il Monastero di San Ruggiero di quattro sezioni del Liceo delle Scienze Umane, precedentemente ubicate al plesso "Sandro Botticelli".

Gli studenti e le studentesse della città da anni denunciano con assemblee di piazza e manifestazioni collettive le pessime condizioni delle aule, sprovviste di adeguati impianti di riscaldamento o malfunzionanti, i disagi relativi alla pericolosità di alcune strutture, ovvero il disinteresse politico e scarsità di investimenti della Provincia BAT per garantire il diritto allo studio e alla sicurezza di numerose e numerosi studenti.

Ciò è stato di recente sottolineato anche dalle organizzazioni sindacali afferenti all'area della dirigenza scolastica, i quali in un comunicato indirizzato al Presidente della Provincia BAT, Bernardo Lodispoto, hanno espresso forti preoccupazioni per la situazione delle istituzioni scolastiche della Provincia di Barletta-Andri-Trani, sollecitando le istituzioni competenti a fornire risposte urgenti e a garantire il diritto costituzionale all'istruzione, che chiaramente non può essere subordinato all'incertezza organizzativa, né può essere compromesso da ritardi nell'individuazione delle soluzioni necessarie.

Una delle possibili soluzioni per porre fine all'Odissea delle centinaia di ragazze e ragazzi dell'IISS "Léontine e Giuseppe De Nittis" e Scienze Umane "A. Casardi" fu individuata nella scuola situata nella zona 167 in via Morelli, la quale può ospitare circa 780 studenti per un totale di 36 aule, ad oggi ancora non utilizzabile a distanza di quasi vent'anni dall'inizio della sua costruzione.

A dirla tutta, la complessa vicenda del plesso di via Morelli rappresenta un'impasse burocratico-amministrativa, tra la Provincia BAT e la Città Metropolitana di Bari (subentrata all'allora Provincia di Bari), che dopo ben 18 anni ancora non ha visto la propria conclusione. Approvato il progetto nel 2008 dalla Provincia di Bari, questa stipulò con la ditta costruttrice Matarrese un contratto di leasing in costruendo per la realizzazione del plesso scolastico. Il contratto prevedeva che volta ultimata l'opera, la Provincia BAT avrebbe preso possesso dell'immobile pagando un canone annuale di locazione finanziaria e con diritto di riscatto al termine del periodo di leasing concordato. Nel 2011 con il trasferimento del patrimonio dalla Provincia di Bari alla provincia di Barletta-Andria-Trani, venne trasferito anche il diritto di superficie –legato per contratto ancora alla provincia barese- del terreno sul quale sarebbe dovuta sorgere la scuola e ciò impedì alla ditta la prosecuzione dei lavori a causa della perdita del possesso giuridico dell'area, non essendo possibile per legge costruire un'opera in leasing su un terreno che apparteneva a un ente, il questo caso il Comune di Bari, diverso da quello che avrebbe pagato la locazione, la Provincia BAT.

Per circa 10 anni poi i lavori sono rimasti fermi, finché il Comune di Barletta non ha stipulato una serie di accodi transattivi, nonché strumenti giuridici usati dagli enti pubblici per cercare di risolvere il blocco legale: le parti si sono impegnate a rinunciare ai contenziosi in corso, rideterminando i costi del vecchio leasing finanziario e ridefinito le scadenze dei futuri canoni che la Provincia BAT avrebbe pagato.

Dopo anni di buio e scaricabarili amministrativi, il 27 aprile 2023 la vicenda sembrava terminata grazie alla firma di un accordo istituzionale, contenente la donazione modale dei terreni da parte della città di Barletta a favore della città Metropolitana di Bari, la quale si è impegnata a concedere il bene in sub-locazione alla stessa Provincia BAT (in cambio di un prezzo di fitto per riscattarlo), per cui la ditta Matarrese avrebbe potuto finalmente terminare i lavori dell'opera, già completata al 70%, entro il periodo di un anno. Mediante queste operazioni, il Comune di Barletta ha anticipato 772 mila euro di fondi cittadini per conto della città di Bari, la quale a pena nullità si è obbligata a restituire l'intero importo alle casse del Comune di Barletta, con lo scopo di acquistare la proprietà del suolo e cedere definitivamente il diritto di superficie e la proprietà dell'area alla Provincia BAT, agevolando la ripresa dei lavori con la riattivazione del contratto iniziale. Nel 2026, terminati i lavori e con l'ennesimo anno scolastico alle porte, le studentesse e gli studenti continuano però a non poter usufruire della struttura: il trasferimento dei 772 mila euro da parte della città di Bari, ancora non è avvenuto e in quanto onere tassativo della donazione modale ciò osta alla consegna dell'opera, mentre la Provincia BAT ha comunque predisposto una gara d'appalto per gli arredi -indispensabile per l'apertura della struttura.

Difatti, a margine della Commissione "Lavori Pubblici" di qualche settimana fa il Sindaco Cannito ha parlato di una possibile apertura per settembre o ottobre, "sperando" che gli ultimi aspetti burocratici vengano risolti, come ancora non si sa.

La vicenda della scuola di via Morelli, arrivata ormai al suo diciottesimo anno di attesa, non è soltanto l'emblema di un cantiere infinito: è la fotografia nitida di un sistema istituzionale che ha smarrito il senso della responsabilità pubblica.

In una Provincia dove ogni settembre si ripete la stessa liturgia di emergenze, soluzioni tampone, trasferimenti forzati, aule improvvisate e studentesse e studenti costretti a vivere la scuola come un ostacolo piuttosto che come un luogo di crescita e formazione, le famiglie non sono più disposte ad accettare di sacrificare o adattare a qualsiasi soluzione provvisoria la vita scolastica di migliaia di ragazze e ragazzi.

A due settimane quasi dall'inizio delle lezioni, le studentesse e gli studenti –gli stessi che hanno dovuto lottare per ottenere dalla Provincia BAT riscaldamenti funzionanti, soffitti stabili e servizi igienici quantomeno sufficienti- meritano più trasparenza e dignità: dopo 18 anni in cui la sicurezza e il diritto ad una vita scolastica dignitosa sono stati subordinati ai tempi logoranti di una macchina amministrativa che procede ormai per inerzia, non è più accettabile far dipendere il futuro dei giovani e delle giovani da "auspici" politici o speranzosi atti di fede. È tempo che le istituzioni ritrovino i propri passi e pongano un rimedio ai numerosi disagi causati dal proprio lassismo a dispetto di una comunità scolastica che fino ad ora ha già pagato un prezzo troppo alto per restare ancora inascoltata.