«La villa del Castello tra sicurezza e vivibilità»

La nota dell'imprenditore Aldo Musti

sabato 16 maggio 2026 19.41
«Abito in via Duomo e, come tanti cittadini del centro storico, ho sempre vissuto la Villa del Castello come un luogo naturale di passaggio, oltre che uno degli angoli più belli della nostra città. Adesso che siamo alle porte dell'estate, per tanti cittadini tornerà naturale attraversare la villa per raggiungere il mare di Levante: una passeggiata nel verde, respirando aria più pulita e godendo della vista del Castello, lontano dal traffico e dallo smog delle auto che circondano l'area esterna. Un'abitudine semplice, quotidiana, ma che rappresenta una parte importante della qualità della vita nel nostro centro storico. Per questo ho seguito con attenzione il Consiglio Comunale di ieri, nel quale si è tornati a discutere della chiusura dei varchi della villa per motivi di sicurezza». Così l'imprenditore Aldo Musti.

«Comprendo le ragioni dell'amministrazione e del sindaco: la sicurezza è un tema serio e non va sottovalutato. Ma proprio per questo credo che la politica debba trovare soluzioni che tengano insieme sicurezza e vivibilità. Durante lo stesso Consiglio Comunale è stato approvato anche il rendiconto finanziario, il cosiddetto bilancio consuntivo. Ma ogni consuntivo nasce prima da una programmazione preventiva. E allora credo che questa sia anche l'occasione per chiedere all'amministrazione di investire maggiormente nella sicurezza e nella guardiania della Villa del Castello, invece di limitarsi alla chiusura degli accessi. Se il problema è garantire controlli adeguati, allora si possono prevedere maggiori risorse per personale addetto, vigilanza e gestione degli spazi pubblici. Questa è politica amministrativa: programmare spese e servizi per consentire ai cittadini di vivere pienamente i luoghi della città. Anche perché il 2026 rappresenterà l'ultimo anno pieno di questa amministrazione, che giustamente sta puntando molto sulle opere pubbliche e sugli interventi visibili.

Ma accanto alle opere materiali esiste anche la qualità della vita quotidiana dei cittadini, fatta di piccoli percorsi, abitudini e spazi condivisi. Le commissioni consiliari, da quanto emerso, avevano manifestato un orientamento favorevole a una maggiore apertura dei varchi. Segno che il tema è sentito e merita ascolto. In molte città pugliesi e italiane le ville comunali restano aperte e vissute quotidianamente, senza rinunciare alla sicurezza. Noi cittadini spesso possiamo far sentire la nostra voce solo attraverso il web o piccoli interventi pubblici. E allora provo a farlo così, da semplice residente del quartiere: chiedendo che la Villa del Castello torni a essere un luogo aperto, vissuto e attraversato liberamente da chi ama Barletta. Perché il Castello non è soltanto un monumento da guardare. È parte della nostra vita quotidiana».