Jova Summer Barletta annullato, Trimigno: «Serve chiarezza»
La nota del capogruppo di Barletta al Centro
mercoledì 9 settembre 2026
11.37
«Il Jova Summer Party era stato annunciato mesi fa nell'area dell'ex Cartiera. E non era certo un evento calato dal cielo: l'Amministrazione comunale lo aveva presentato pubblicamente come una grande scommessa per la città, rivendicando di averlo voluto fortemente». Così il capogruppo di Barletta al Centro, Michele Trimigno.
«Poi, a pochi giorni dal concerto, è arrivato lo stop per la presenza di frammenti di amianto nell'area. E qui arriva il punto.
Dopo l'annullamento, Maurizio Salvadori, amministratore delegato di Trident, ha detto una cosa molto precisa: il Comune non c'entra con la decisione di fermare il concerto. La responsabilità dello stop è legata agli accertamenti sull'area e al parere negativo dell'ASL.
Quindi attenzione a scaricare tutto sull'Amministrazione comunale. Il Comune può essere criticato — e certamente ci sono domande politiche alle quali dovrà rispondere: perché scegliere quell'area? Quando sono stati fatti i controlli? Perché si è arrivati a verificare la presenza di amianto così tardi? — ma una cosa è la responsabilità politica, un'altra è attribuire al Comune una decisione che è stata assunta dagli organismi competenti sulla sicurezza.
E c'è un'altra domanda che dovrebbe essere fatta.
Se la stessa Trident ha riconosciuto che il Comune non è responsabile dello stop, perché oggi assistiamo a una narrazione nella quale sembra che la colpa sia tutta dell'Amministrazione?
Barletta ha perso un grande evento. Ha perso una straordinaria occasione di promozione. Migliaia di persone hanno organizzato viaggi e soggiorni e il territorio subirà inevitabilmente un danno economico.
Ma proprio per questo servono chiarezza, responsabilità e rispetto per la città, non lo scaricabarile. E soprattutto servono risposte.
Perché il problema vero non è difendere a prescindere il Comune o Jovanotti.
Il problema è capire come sia stato possibile arrivare a cinque giorni dal concerto con un'area destinata ad accogliere 33 mila persone ancora alle prese con una questione ambientale così seria».
«Poi, a pochi giorni dal concerto, è arrivato lo stop per la presenza di frammenti di amianto nell'area. E qui arriva il punto.
Dopo l'annullamento, Maurizio Salvadori, amministratore delegato di Trident, ha detto una cosa molto precisa: il Comune non c'entra con la decisione di fermare il concerto. La responsabilità dello stop è legata agli accertamenti sull'area e al parere negativo dell'ASL.
Quindi attenzione a scaricare tutto sull'Amministrazione comunale. Il Comune può essere criticato — e certamente ci sono domande politiche alle quali dovrà rispondere: perché scegliere quell'area? Quando sono stati fatti i controlli? Perché si è arrivati a verificare la presenza di amianto così tardi? — ma una cosa è la responsabilità politica, un'altra è attribuire al Comune una decisione che è stata assunta dagli organismi competenti sulla sicurezza.
E c'è un'altra domanda che dovrebbe essere fatta.
Se la stessa Trident ha riconosciuto che il Comune non è responsabile dello stop, perché oggi assistiamo a una narrazione nella quale sembra che la colpa sia tutta dell'Amministrazione?
Barletta ha perso un grande evento. Ha perso una straordinaria occasione di promozione. Migliaia di persone hanno organizzato viaggi e soggiorni e il territorio subirà inevitabilmente un danno economico.
Ma proprio per questo servono chiarezza, responsabilità e rispetto per la città, non lo scaricabarile. E soprattutto servono risposte.
Perché il problema vero non è difendere a prescindere il Comune o Jovanotti.
Il problema è capire come sia stato possibile arrivare a cinque giorni dal concerto con un'area destinata ad accogliere 33 mila persone ancora alle prese con una questione ambientale così seria».