"Il Jova Summer Party spettacolo del fallimento"
La nota di Progetto Civico Italia sulla cancellazione del Jova Summer Party a Barletta
mercoledì 12 agosto 2026
16.53
"Quello a cui la nostra città sta assistendo non è soltanto l'ennesimo corto circuito amministrativo: è il definitivo fallimento di un modo di fare politica vecchio, superficiale e ossessionato unicamente dai proclami e dalle passerelle elettorali.
Per mesi abbiamo assistito al teatro delle illusioni: annunci in pompa magna, slogan da campagna elettorale permanente e la solita smania di vendere fumo per coprire il vuoto delle idee. Ma la realtà, come sempre, presenta il conto. E quando la propaganda si scontra con i problemi reali del territorio, dalla drammatica fragilità della nostra costa all'erosione che avanza, fino alle ferite ambientali e industriali mai sanate che pesano da decenni sulla salute dei cittadini, il castello di carte crolla miseramente.
Questa classe politica ha dimostrato per l'ennesima volta di vivere scollata dalla realtà. Incapace di programmare, incapace di garantire i requisiti minimi di sicurezza e tutela del territorio, sorda di fronte agli allarmi lanciati da chi il territorio lo vive e lo studia davvero.
Speravano che i decibel dei grandi eventi potessero coprire il degrado e la vulnerabilità della nostra litoranea, l'inquinamento mai bonificato nell'area industriale dismessa, la mancata programmazione del futuro economico, turistico e sociale di Barletta.
Ma le regole della sicurezza, della tutela ambientale e del buon senso non si piegano alle logiche di partito né ai post sponsorizzati sui social network.
L'eventuale annullamento di un evento di questa portata non rappresenta solo un flop organizzativo, ma un vero e proprio disastro economico e reputazionale per Barletta.
In primo luogo, il danno d'immagine è incalcolabile: la nostra città passa dall'essere una vetrina nazionale della cultura e dello spettacolo a caso di studio per l'approssimazione e l'inaffidabilità istituzionale. Barletta viene proiettata sui media nazionali non per la sua bellezza o la sua accoglienza, ma come un territorio incapace di gestire la complessità dei grandi eventi. Questo marchio negativo rischia di allontanare investitori, promoter e grandi produzioni per gli anni a venire.
In secondo luogo, le ripercussioni economiche colpiscono al cuore il tessuto produttivo locale. L'indotto legato a un concerto di tali dimensioni vale centinaia di migliaia di euro:
Per mesi abbiamo assistito al teatro delle illusioni: annunci in pompa magna, slogan da campagna elettorale permanente e la solita smania di vendere fumo per coprire il vuoto delle idee. Ma la realtà, come sempre, presenta il conto. E quando la propaganda si scontra con i problemi reali del territorio, dalla drammatica fragilità della nostra costa all'erosione che avanza, fino alle ferite ambientali e industriali mai sanate che pesano da decenni sulla salute dei cittadini, il castello di carte crolla miseramente.
Questa classe politica ha dimostrato per l'ennesima volta di vivere scollata dalla realtà. Incapace di programmare, incapace di garantire i requisiti minimi di sicurezza e tutela del territorio, sorda di fronte agli allarmi lanciati da chi il territorio lo vive e lo studia davvero.
Speravano che i decibel dei grandi eventi potessero coprire il degrado e la vulnerabilità della nostra litoranea, l'inquinamento mai bonificato nell'area industriale dismessa, la mancata programmazione del futuro economico, turistico e sociale di Barletta.
Ma le regole della sicurezza, della tutela ambientale e del buon senso non si piegano alle logiche di partito né ai post sponsorizzati sui social network.
L'eventuale annullamento di un evento di questa portata non rappresenta solo un flop organizzativo, ma un vero e proprio disastro economico e reputazionale per Barletta.
In primo luogo, il danno d'immagine è incalcolabile: la nostra città passa dall'essere una vetrina nazionale della cultura e dello spettacolo a caso di studio per l'approssimazione e l'inaffidabilità istituzionale. Barletta viene proiettata sui media nazionali non per la sua bellezza o la sua accoglienza, ma come un territorio incapace di gestire la complessità dei grandi eventi. Questo marchio negativo rischia di allontanare investitori, promoter e grandi produzioni per gli anni a venire.
In secondo luogo, le ripercussioni economiche colpiscono al cuore il tessuto produttivo locale. L'indotto legato a un concerto di tali dimensioni vale centinaia di migliaia di euro:
- Settore alberghiero e ricettivo: cancellazioni di massa delle prenotazioni da parte dei visitatori provenienti da fuori regione, con perdite dirette per B&B, hotel e strutture della costa".