Guida sentimentale di Barletta: Teseo, Arianna e la memoria del mare
Il racconto dello scrittore e saggista Giuseppe Lagrasta
domenica 9 agosto 2026
Costruire la mappa della "GUIDA SENTIMENTALE DI BARLETTA", consente di ritrovare le parole e le emozioni degli adolescenti che spesso si sono smarrite durante l'impervio percorso di crescita condiviso nel gruppo dei pari; ma anche per ricostruire la mappa relazionale e sociale, degli anni Settanta-Ottanta del secolo scorso, scaturita dallo svolgersi della vita quotidiana delle cittadine e dei cittadini, all'interno di una società complessa. La mappa indicherà le parole-chiave riguardanti gli aspetti che concernono l'educazione alla creatività, l'educazione sentimentale e l'educazione alla complessità, educazioni interdisciplinari, che non possono essere discoste dalle connessioni con le altre educazioni. E nel cammino per la scoperta della relazione emotiva e della crescita esistenziale in età adolescente, saranno rintracciate le parole-azioni che sostanziano la rete dell'educazione adolescenziale e dell'educazione sentimentale.
La vita esperienziale trascorsa nel gruppo dei pari tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta del secolo scorso è stata decisiva per l'orientamento al futuro delle componenti sociali impegnate nel cambiamento, comunque avvenuto, anche se con grandi difficoltà. Il tempo vissuto in modo silenzioso e personale, e il tempo vissuto in modo diretto, nel contesto articolato della comunità, hanno sostenuto delle duplici occasioni per l'accesso alla vita adulta e alla crescita del bene comune.
Anche se l'itinerario di crescita è stato irto di difficoltà e problemi importanti, la città di Barletta è stata la scena teatrale, la quinta colorata dove si è svolta la crescita esistenziale e spirituale di tanti adolescenti. Gli adulti, comunque, in quel periodo storico, hanno svolto un ruolo determinante, nel condividere la bussola intergenerazionale, al fine di accompagnare, pur tra mille ostacoli, i giovani verso i percorsi di formazione, evitando derive di senso e di significato. Infatti, il periodo è stato foriero di crescita creativa, in quanto ha fatto emergere i diversi ruoli interpretati dall'integrazione della città pedagogica con la città poetica, della città musicale con la città estetica e politica, senza dimenticare la città produttiva. Invece la città ecologica andava maggiormente sostenuta.
Teseo e Arianna, come tanti adolescenti, tra mille dubbi e incertezze, ipotizzarono e individuarono le strategie dinamiche per crescere insieme tra le strade e nelle scuole della città, abitando l'agorà della formazione alla vita e alla politica, con molta passione, e scegliendo di vivere in compagnia di letture gratificanti con Dino Buzzati, Alberto Moravia, Leonardo Sciascia, Elsa Morante, Natalia Ginzburg, Italo Calvino e Albert Camus. E le colonne sonore che accompagnarono quegli anni si animarono con le note dei Pink Floyd, dei Beatles, di Joan Baez e Bob Dylan, in compagnia dei vari cantautori italiani tra cui spiccavano, Lucio Battisti, Francesco Guccini, Lucio Dalla, Antonello Venditti e Francesco De Gregori. E le strade della città e le aule scolastiche furono le quinte teatrali dove si svolsero le loro vite intrecciate a quella della città. E nacque, così, la città dei "felici pochi" e la città degli "infelici molti".
"GUIDA SENTIMENTALE DI BARLETTA", Teseo, Arianna e la memoria del mare, terza puntata
Come da luce nasce altra luce e il tempo lascia, trascorrendo in modo impervio, tracce indelebili per soffuse e spaesate attese, così, il tempo perduto è tempo da ritrovare tra le coincidenze e le parvenze che accadono nell'esercizio esemplare della vita quotidiana. E poi, le strade, i vicoli, le piazze, i viali, e i corsi cittadini, sono fatti di ombre e sogni, di paesaggi e di emozioni attraverso cui le cittadine e i cittadini si orientano, operano, lavorano, si impegnano, e gestiscono i livelli di comunicazione cruciale che alimentano il lievito del transito sociale.
E in una delle tante sere di un tramonto d'autunno barlettano, Teseo scrisse dei versi che da tempo echeggiavano nella sua mente e che solo Arianna, avrebbe potuto amare. I versi dicevano: "Scoprire le verità dei giorni/ è un gioco pericoloso/. Sarebbe meglio giocare/con le onde del mare./ Con il suo alfabeto d'amore/liquido gioioso/, un segreto del cuore/per una passione infinita/. E nel fiume, specchio di misteri/Scoprire la luce d'amore della sorte/. E attendere con desiderio/il piacere della vertigine."
Arianna sosteneva che queste immagini fossero il risultato di una vita accecata da dubbi e incertezze, ma che riguardassero, anche, lo stato d'animo denunciato dal male di vivere contemporaneo come avevano appreso da Eugenio Montale e Giuseppe Ungaretti, Amelia Rosselli e Dacia Maraini. E Teseo aveva confessato ad Arianna che si sarebbe impegnato nel seguire i consigli che lei proponeva, con il suo fil rouge da seguire. E quando un giorno Arianna ebbe il modo di discuterne, Teseo, in un primo momento, disse che dei dubbi lo assediavano ma un giorno, durante la passeggiata serale, era d'autunno, le disse che era innamorato mentre la realtà gli faceva scorgere le tracce di un labirinto sociale in cui non vedeva l'ora di entrare, senza paura. E Arianna, ancora una volta, avevano quindici anni entrambi, gli carezzò le mani, facendo un sorriso. Occorre sapere che Arianna aveva un sorriso splendido che incarnava, usando una metafora, i versi delle più belle poesie d'amore di Pablo Neruda. Era un sorriso di luce, illuminante, dolce, profondo e dialogico e tutte le persone lo consideravano un esempio d'amicizia, come il sentirsi in compagnia di un eterno amore spirituale, che trasportava, tra le braccia del cielo. E Teseo, senza perdere un attimo, si convinceva del suo amore che, cresceva, di continuo. E una notte d'autunno scrisse nel suo diario quotidiano: "I poeti segnano la strada, la loro e la nostra. E la malinconia della poesia sarà luce per tutti, per attraversare un sentiero di meraviglia e stupore. E insieme tutti, riconosceremo la gioia del sole, che ci dirà dell'amore per il mare, e per la luna, e per l'umanità, ferita. E insieme leggeremo l'alfabeto delle lunghe notti d'estate, per amare in una sola, e soltanto, lunga notte".
I pensieri appuntati da Teseo condivisi dal gruppo, stimolavano la discussione e il confronto tra l'essere e il non essere, tra avere o essere, tra la maschera del silenzio e i turbamenti emotivi alla giovane Torless. E poi, questi discorsi si prolungavano la sera su Via Ferdinando d'Aragona, sostando sulle scale del Liceo Ginnasio "Alfredo Casardi", discutendo e facendo troppo tardi, in compagnia di una pioggia sottile. Ma passeggiando, si giungeva all'incrocio con Corso Cavour, e da lì, si raggiungevano i giardini del Castello di Federico. E poi, il mare a due passi. Sì, sì, il mare. Teseo non ha mai scelto di vivere in una città senza mare; potrebbe sembrare strano ma non lo è perché ognuno sceglie le sue ombre e le sue armonie, i suoi amori segreti e i fantasmi con cui vivere. E Teseo, con il mare a due passi, aveva le occasioni per sentire il profumo del suo alito, che gli permetteva di abbracciarlo e di baciare le sue labbra, e i suoi occhi, infinitamente. Il Mare Adriatico, per Teseo e Arianna ha rappresentato un fulcro invisibile d'amore verso la natura e ha donato un momento esperienziale di libertà liberata. Nel cerchio dei pensieri di Teseo, la prima immagine che gli sgorgava nella mente era il colore dell'acqua azzurra del mare. L'acqua, sì, l'acqua buona, tenera, vibrante, l'acqua che gli permetteva di sentirsi come un gatto, libero di nuotare nell'acqua adriatica. Teseo e Arianna riuscirono a gustare i frutti della memoria del mare, stagione che dona la meraviglia per la vita e per le cose che si vivono in gioventù. Sempre nuotando tra il frastuono delle emozioni, la musica e i colori dei Luna park delle feste patronali. E, con calma e silenzio, frequentarono le stanze della Biblioteca Comunale, "Sabio Loffredo", dove i libri donavano nuove parole per continuare a sognare, a vivere, e a capire.
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© Riproduzione Riservata. "Guida Sentimentale di Barletta", terza puntata, Giuseppe Lagrasta, Copyright, Tutti i diritti riservati, 2026.
La vita esperienziale trascorsa nel gruppo dei pari tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta del secolo scorso è stata decisiva per l'orientamento al futuro delle componenti sociali impegnate nel cambiamento, comunque avvenuto, anche se con grandi difficoltà. Il tempo vissuto in modo silenzioso e personale, e il tempo vissuto in modo diretto, nel contesto articolato della comunità, hanno sostenuto delle duplici occasioni per l'accesso alla vita adulta e alla crescita del bene comune.
Anche se l'itinerario di crescita è stato irto di difficoltà e problemi importanti, la città di Barletta è stata la scena teatrale, la quinta colorata dove si è svolta la crescita esistenziale e spirituale di tanti adolescenti. Gli adulti, comunque, in quel periodo storico, hanno svolto un ruolo determinante, nel condividere la bussola intergenerazionale, al fine di accompagnare, pur tra mille ostacoli, i giovani verso i percorsi di formazione, evitando derive di senso e di significato. Infatti, il periodo è stato foriero di crescita creativa, in quanto ha fatto emergere i diversi ruoli interpretati dall'integrazione della città pedagogica con la città poetica, della città musicale con la città estetica e politica, senza dimenticare la città produttiva. Invece la città ecologica andava maggiormente sostenuta.
Teseo e Arianna, come tanti adolescenti, tra mille dubbi e incertezze, ipotizzarono e individuarono le strategie dinamiche per crescere insieme tra le strade e nelle scuole della città, abitando l'agorà della formazione alla vita e alla politica, con molta passione, e scegliendo di vivere in compagnia di letture gratificanti con Dino Buzzati, Alberto Moravia, Leonardo Sciascia, Elsa Morante, Natalia Ginzburg, Italo Calvino e Albert Camus. E le colonne sonore che accompagnarono quegli anni si animarono con le note dei Pink Floyd, dei Beatles, di Joan Baez e Bob Dylan, in compagnia dei vari cantautori italiani tra cui spiccavano, Lucio Battisti, Francesco Guccini, Lucio Dalla, Antonello Venditti e Francesco De Gregori. E le strade della città e le aule scolastiche furono le quinte teatrali dove si svolsero le loro vite intrecciate a quella della città. E nacque, così, la città dei "felici pochi" e la città degli "infelici molti".
"GUIDA SENTIMENTALE DI BARLETTA", Teseo, Arianna e la memoria del mare, terza puntata
Come da luce nasce altra luce e il tempo lascia, trascorrendo in modo impervio, tracce indelebili per soffuse e spaesate attese, così, il tempo perduto è tempo da ritrovare tra le coincidenze e le parvenze che accadono nell'esercizio esemplare della vita quotidiana. E poi, le strade, i vicoli, le piazze, i viali, e i corsi cittadini, sono fatti di ombre e sogni, di paesaggi e di emozioni attraverso cui le cittadine e i cittadini si orientano, operano, lavorano, si impegnano, e gestiscono i livelli di comunicazione cruciale che alimentano il lievito del transito sociale.
E in una delle tante sere di un tramonto d'autunno barlettano, Teseo scrisse dei versi che da tempo echeggiavano nella sua mente e che solo Arianna, avrebbe potuto amare. I versi dicevano: "Scoprire le verità dei giorni/ è un gioco pericoloso/. Sarebbe meglio giocare/con le onde del mare./ Con il suo alfabeto d'amore/liquido gioioso/, un segreto del cuore/per una passione infinita/. E nel fiume, specchio di misteri/Scoprire la luce d'amore della sorte/. E attendere con desiderio/il piacere della vertigine."
Arianna sosteneva che queste immagini fossero il risultato di una vita accecata da dubbi e incertezze, ma che riguardassero, anche, lo stato d'animo denunciato dal male di vivere contemporaneo come avevano appreso da Eugenio Montale e Giuseppe Ungaretti, Amelia Rosselli e Dacia Maraini. E Teseo aveva confessato ad Arianna che si sarebbe impegnato nel seguire i consigli che lei proponeva, con il suo fil rouge da seguire. E quando un giorno Arianna ebbe il modo di discuterne, Teseo, in un primo momento, disse che dei dubbi lo assediavano ma un giorno, durante la passeggiata serale, era d'autunno, le disse che era innamorato mentre la realtà gli faceva scorgere le tracce di un labirinto sociale in cui non vedeva l'ora di entrare, senza paura. E Arianna, ancora una volta, avevano quindici anni entrambi, gli carezzò le mani, facendo un sorriso. Occorre sapere che Arianna aveva un sorriso splendido che incarnava, usando una metafora, i versi delle più belle poesie d'amore di Pablo Neruda. Era un sorriso di luce, illuminante, dolce, profondo e dialogico e tutte le persone lo consideravano un esempio d'amicizia, come il sentirsi in compagnia di un eterno amore spirituale, che trasportava, tra le braccia del cielo. E Teseo, senza perdere un attimo, si convinceva del suo amore che, cresceva, di continuo. E una notte d'autunno scrisse nel suo diario quotidiano: "I poeti segnano la strada, la loro e la nostra. E la malinconia della poesia sarà luce per tutti, per attraversare un sentiero di meraviglia e stupore. E insieme tutti, riconosceremo la gioia del sole, che ci dirà dell'amore per il mare, e per la luna, e per l'umanità, ferita. E insieme leggeremo l'alfabeto delle lunghe notti d'estate, per amare in una sola, e soltanto, lunga notte".
I pensieri appuntati da Teseo condivisi dal gruppo, stimolavano la discussione e il confronto tra l'essere e il non essere, tra avere o essere, tra la maschera del silenzio e i turbamenti emotivi alla giovane Torless. E poi, questi discorsi si prolungavano la sera su Via Ferdinando d'Aragona, sostando sulle scale del Liceo Ginnasio "Alfredo Casardi", discutendo e facendo troppo tardi, in compagnia di una pioggia sottile. Ma passeggiando, si giungeva all'incrocio con Corso Cavour, e da lì, si raggiungevano i giardini del Castello di Federico. E poi, il mare a due passi. Sì, sì, il mare. Teseo non ha mai scelto di vivere in una città senza mare; potrebbe sembrare strano ma non lo è perché ognuno sceglie le sue ombre e le sue armonie, i suoi amori segreti e i fantasmi con cui vivere. E Teseo, con il mare a due passi, aveva le occasioni per sentire il profumo del suo alito, che gli permetteva di abbracciarlo e di baciare le sue labbra, e i suoi occhi, infinitamente. Il Mare Adriatico, per Teseo e Arianna ha rappresentato un fulcro invisibile d'amore verso la natura e ha donato un momento esperienziale di libertà liberata. Nel cerchio dei pensieri di Teseo, la prima immagine che gli sgorgava nella mente era il colore dell'acqua azzurra del mare. L'acqua, sì, l'acqua buona, tenera, vibrante, l'acqua che gli permetteva di sentirsi come un gatto, libero di nuotare nell'acqua adriatica. Teseo e Arianna riuscirono a gustare i frutti della memoria del mare, stagione che dona la meraviglia per la vita e per le cose che si vivono in gioventù. Sempre nuotando tra il frastuono delle emozioni, la musica e i colori dei Luna park delle feste patronali. E, con calma e silenzio, frequentarono le stanze della Biblioteca Comunale, "Sabio Loffredo", dove i libri donavano nuove parole per continuare a sognare, a vivere, e a capire.
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