“Guida sentimentale di Barletta”, La città a forma d’albero d’ulivo

Il racconto di Giuseppe Lagrasta, scrittore e saggista

domenica 2 agosto 2026 1.33
La "Guida sentimentale di Barletta", di Giuseppe Lagrasta, formulata attraverso la narrazione di luoghi, contesti, miti, persone e relazioni, consente di esplorare luoghi visibili e invisibili della città barlettana: i luoghi visibili contengono la memoria e la storia della città nel corso del tempo; quelli invisibili, invece, sono costituiti dalla grammatica delle immagini interiori delle cittadine e dei cittadini. Tra la città invisibile e la città visibile si stabiliscono reticoli, nodi, geometrie poetiche e relazioni che testimoniano l'approfondimento dei temi, delle ragioni e dei motivi legati alle autobiografie storiche, sociali ed esistenziali delle cittadine e dei cittadini. Così, entrano in gioco, l'antropologia visuale, il gioco degli specchi, i colori della natura, i mondi immaginari e l'antropologia culturale che faranno emergere, tracce, impronte, conversazioni, parole, oggetti e linee d'ombra che si trasformeranno in liste di contesti e oggetti in movimento; nascerà così, l'alchimia dell'incontro intessuta di dialogo, di oscillazioni emotive, e di tensioni viaggianti, tra senso, significato e diversificate visioni del mondo.

Il viaggiatore, insieme a Teseo, entrerà, a piccoli passi, nell'alveo della vita della città, scoprendo le immagini degli Anni Sessanta-Settanta del secolo scorso, che per Barletta, hanno rappresentato uno snodo fondamentale per la sua affermazione culturale e commerciale. E così, la narrazione sentimentale, strutturata tra paesaggio, natura, luoghi e persone, emozioni e impressioni, promuoverà un'armonia, trasferita da anima ad anima, facendo così poesia umana e umanante: le immagini della "poesia umanante" saranno sempre presenti in una guida sentimentale come quella di Giuseppe Lagrasta, che porrà l'attenzione sulle emozioni, le passioni, le educazioni e le creatività che sorreggeranno la vita quotidiana di una città di mare; educazioni che supporteranno le giovani generazioni che si affacceranno all'orizzonte di una città che avrà il bisogno di riconoscere la propria identità, legata alle affinità elettive che ogni cittadina e cittadino sentirà di avere con Barletta, e con la sua memoria poetica ed esistenziale, politica e storica. In compagnia di Teseo e Arianna, il viaggiatore conoscerà la qualità del silenzio poetico e misterioso, l'armonia della felicità espressa dal frastuono vitale e creativo dei giovani, frammisto ai silenzi degli anziani, inseguendo, nella velocità del tempo e della memoria interiore involontaria e della memoria interiore riflessiva, le figurazioni intrise di colpi di scena, di felicità adolescenti, con le urla di gioia dei bambini nei parchi e nei giardini. La "GUIDA SENTIMENTALE DI BARLETTA" di Giuseppe Lagrasta, non potrà dimenticare il Mare Adriatico e il Fiume Ofanto, né potrà scordare i tramonti che dona questa città in primavera e in estate, ma anche i tramonti delle sere invernali che possiedono un fascino maestoso così come non si possono cancellare dalla memoria cittadina i tramonti degli autunni malinconici e pieni d'amore che furono anima e cuore dei primi percorsi poetici adolescenti.


"GUIDA SENTIMENTALE DI BARLETTA", La città a forma d'albero d'ulivo, seconda puntata


L'albero d'ulivo fiorito, rappresenta la metafora di una città accogliente e dialogica; la città che abbiamo ammirato e in cui abbiamo vissuto e tutt'ora viviamo, è una città presente e consapevole. Anche se ci sono periodi in cui si sente il vuoto attorno e occorre sempre essere vivi e creativi, riflessivi e partecipati e partecipanti per continuare a progettare, a costruire percorsi di futuro. E allora, ecco la città pedagogica, con le sue scuole, le strade e i suoi viali che raccontano storie ed eventi significativi da non dimenticare; ed ecco la città poetica, con il fascino delle immagini-parole che albergano, attraverso il ritmo e il suono del verso, nel cuore dei viaggiatori, che non si stancano mai di amare e riconoscere nella poesia dei luoghi e nel cuore delle persone, dolci strumenti di pace. E' la città in cui Teseo ama vivere, che ha bisogno di attraversarla, tra ordine e disordine, caos, poesia, amore inebriante e solitudine accesa che abita strade, piazze e viali. Ma anche i lacerti di vicoli, e quelle chiese, dense di spiritualità, arte e cultura, che hanno visto lo svolgersi della vita di generazioni e generazioni. E a Teseo, nostro eroe viaggiatore, esploratore che conosce l'alfabeto delle pietre, non piace la città vuota, una città che rischia di smarrire i suoi autentici destini e le sue vocazioni. E allora occorre combattere e vivere in quegli spazi dove sono allocati i silenzi e si sente il tremore di un'assenza. Ma la città perenne che ama Teseo, è quella ricca di storia e di memoria, una comunità operosa, dove, gli abitanti, di tutte le età, possano trovare lo spazio per vivere ed esercitare la poesia della loro vita e del loro destino umano e poetico. E la città, questa città, Teseo la sente nel cuore, anche se ogni tanto un dolore agli occhi lo aiuta a respirare il mondo che lo attornia con la convinzione che sarà sempre opportuno, condividere il dolore degli altri. E' una città, comunque, che si racconta a viso aperto, tra aria, acqua, fuoco e terra, mentre il senso della luce apre a nuovi territori di passioni per la città che sopravvive.

Ma ci sono questioni e ragioni, che la "GUIDA SENTIMENTALE DI BARLETTA", dovrà marcare, e riguardano la presenza del silenzio e la presenza dell'assenza, sempre pervasivi, perché ovunque si andrà, si sentirà il dolore provocato dal desiderio di tornare, del nostos, del ritorno. Perché? Forse è il destino che caratterizza le città marinare, le città costiere? Senza dubbio vi è una questione culturale da dirimere e Teseo, attraversando la città ha sempre scorto, in alcuni pomeriggi o particolari ore del giorno, un silenzio che cattura di poi, l'attenzione sul paesaggio urbano e dintorni. E poi, il viaggio, l'andare e il tornare.
E poi, il cuore della sabbia, il colore del tempo, l'amore per le clessidre, il Castello e i Sotterranei, la Piazza d'Armi, la Biblioteca Comunale "Sabino Loffredo", Eraclio e il Palazzo della Marra che richiamano il fiume degli anni, il trascorrere dei secoli. E sono le immagini che scorrono nel tempo a dare il colore agli occhi e alla luce, a maturare le storie che si sono alternate nella vita della città di Barletta. Ma resta il sole, i giardini del Castello e Federico II, le ombre e le figurazioni e le matrici del tempo, che segnano il teatro delle pietre, con i volti e le storie, i cuori e le avventure, con l'alea di un tempo sospeso che invita ad approfondire le esperienze legate alla città del mare Adriatico e alle sue pietre antiche. Finalmente Teseo giunge nel Borgo marinaro dove incontra Giuseppe De Nittis in compagnia di Ettore Fieramosca, con il piccolo Jacques che gioca con i raggi del sole, mentre Léontine e Ginevra discutono del più e del meno, mentre si fa sera. Teseo e Arianna ascoltano i discorsi degli ospiti e sono lieti di vivere questa esperienza comunitaria. Teseo e Arianna, in compagnia dei nostri eroi, sentono lo sprigionarsi di tanto ossigeno dalla storia, con tanta aria buona, mentre il piccolo Jacques corre a dismisura, nascondendosi e perdendosi, per poi, ritrovarsi tra i vicoli del Borgo marinaro tra le braccia di Léontine, già preoccupata per la sua assenza.

E' la bellezza degli spazi aperti, dove c'è il mare, la luce, la sabbia, il sole, la salute ed Ettore che racconta a Giuseppe cosa gli è accaduto durante la disfida mentre Jacques ascolta attentamente il racconto, con Léontine e Ginevra che lo tengono per mano. E poi, arriva la gioventù della città a salutare gli ospiti, tra urla di gioia e accoglienza festosa. E così, il tempo avrà ragione nel raccontare la dolcezza delle voci e la profondità delle emozioni. Arianna e Teseo guideranno gli ospiti verso l'Osteria del Sole per la cena. E il sole al tramonto, dominerà la città con i suoi raggi d'oro, intrecciati dai profumi degli orizzonti garganici, con il cuore del mare già gonfio di tenerezza per i suoi navigatori.

Teseo, dopo mesi di silenzio e solitudine, sentendo la mancanza di Arianna e la lontananza dell'amico Orfeo, preso d'amore per la parola poetica, scrisse nel suo "Taccuino Segreto": "Senza niente/con una goccia/d'acqua nel corpo/con un livido sangue nelle vene/. Senza la forza per reagire/mi spengo così/velato di lacrime/io una spugna/ nuda arsa dal sole/". Queste immagini poetiche raccontano di quanto Teseo tenesse ad Arianna e all'amicizia con Orfeo ed Euridice; mentre il senso della libertà e della poesia, potavano i rami degli alberi d'ulivo, per poter offrire nuova felicità e nuova linfa culturale agli adolescenti e ai giovani maturi, sempre più coinvolti nelle difficoltà quotidiane. Ecco la città a forma d'ulivo che Teseo sente dentro di sé mentre in fondo all'orizzonte scorge Virgilio e Ovidio che lo invitano per una passeggiata, ecco la città verde che sogniamo, fatta di luce e di ossigeno lieve e poetico e nutriente e festoso come le foglie verdi dell'ulivo murgiano, come gli occhi giovani della pace, tutt'ora dimenticata.

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