Ginevra, Lettera d’amore per Ettore Fieramosca

Il testo dello scrittore e saggista Giuseppe Lagrasta

domenica 13 settembre 2026 9.48
Ginevra di Monreale ha ricevuto una lettera da Ettore Fieramosca. La giovane si trova nel Monastero sull'Isola di Sant'Orsola, situata tra Barletta e il Gargano. E' pensierosa e il silenzio le fa compagnia, come pure il senso dell'attesa, che pian piano la sta divorando. Ma nel primo mattino di un'alba radiosa, Zoraide le consegna una lettera inviata da Ettore Fieramosca. Dopo aver dato lettura della missiva viene colta da una forte emozione e un leggero malore. Zoraide, che non la perde di vista per un istante, interviene in modo veloce, evitandole una brutta caduta. Ginevra dopo essersi ripresa comunica a Zoraide che il suo stato di salute, come avrò avuto modo di notare, è andato sempre peggiorando e vorrebbe nascondersi ancora nel Monastero di Sant'Orsola. Allontanarsi, non serve. Spera tanto che Ettore possa incontrarla, nuovamente. Ma il pessimismo di Ginevra viene subitamente contrastato dall'ottimismo della dama Zoraide che tenta di infonderle fiducia per il futuro, pazienza nell'affrontare i giorni difficili che verranno, certezza che Ettore sarà sempre al suo fianco. Comunque Ginevra, nonostante la sua forza d'animo e la sua resistenza al destino, sta attraversando momenti pieni di insidie e diincertezze, di difficoltà, di disagio emotivo e di sofferenza interiore.
Sono trascorsi già diversi giorni da quando Ginevra ha ricevuto la lettera di Ettore e ancora una volta, tante emozioni e tanti sentimenti albergano nel suo cuore, provocando, così, uno stato d'ansia e di timore per la vita di Ettore alle prese con la sfida con i francesi.
Nel frattempo, Ginevra riceve buone notizie sull'esito della sfida e sul benessere di cui gode il suo Ettore, e in quel momento, con la calma interiore che le accade di sentire nel suo cuore, decide di rispondere alla lettera ricevuta dal suo amato.
In questi giorni è stato pubblicato il testo teatrale di Giuseppe Lagrasta, "Ettore Fieramosca. La notte prima della sfida", Edizioni Oltrevento, in cui si sottolinea la valenza pedagogica del teatro di formazione, sostenuto dalla mappa costitutiva dell'educazione sentimentale, strumento didattico trasversale alle altre educazioni e utile azione metodologica per stimolare l'interesse delle giovani generazioni verso il teatro e la sua funzione culturale.
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​​​​​Isola di sant'Orsola, Febbraio, 1503
Carissimo Ettore, amore mio, ti scrivo perché finalmente mi sento meglio, ma soprattutto perché ho ricevuto la buona notizia: la sfida con i francesi è stata vinta mentre tu sei stato, come al solito, un valente capitano e che godi buona salute. Sì, sì, sono contenta che stai bene e che adesso possiamo, non appena possibile, trovare un giorno adatto e un luogo dove incontrarci. Sai, Ettore, in questi giorni ho pensato al nostro amore, a noi due, a quello che ci aspetta se dovessimo prendere decisioni definitive. Ma io propenderei per una attesa, per una riflessionecomune, in quanto, gli esiti della mia storia, mi fanno sentire una donna sospesa tra gli abissi. Ma certo, non per colpa tua, ma come tu sai, per gli eventi che sono accaduti, per il senso di terribilità a cui la decisione di Grajano d'Asti destinava mio padre.
Confesso che la tua passione, quella che hai espresso nella lettera che mi hai inviato tempo fa, leggendola, mi ha impressionata, positivamente. E con piacere, ancora una volta, sono sbalorditaper questa passione dolce ma anche profonda che nutri per me. E che, devo confessare, sa d'infinito.
E ancora ho da dirti, che nessuno, fino ad ora, dico nessuno, ha dichiarato la gioia che nutri per me, quella gioia che si trasforma in energia propositiva per continuare a vivere. Perché, come sai, in quest'ultimo periodo, ho vissuto delle situazioni molto sgradevoli, situazioni che mi hanno turbata enormemente e che mi hanno devastata interiormente.
Le coincidenze della vita, mio caro Ettore, appaiono e dispaiono e intervenire razionalmente sui fatti e sui contesti, non sempre risulta facile, mentre, la fuga dissipata del tempo, non consente di approdare ai segreti che si nascondono nel ciclo dei giorni. E il ciclo di questi giorni è malsano, e tu sai, che inviperiti uomini mi perseguitano, e mi mettono in fuga, ogni giorno, e tutto ciò mi sconcerta e provoca un'ansia, indicibile. Ma la tua presenza riduce il malessere che s'avventa sulla mia vita quotidiana, anzi ne offre una testimonianza di desideri segreti, che un giorno, spero, possiamo scoprire, insieme.
E non so donde scaturisca la forza di scrivere, e quando questa lettera ti giungerà, non so dove potrò sostare, in quanto, la mia fuga dai miei violenti assalitori, non mi consente di abitare un luogo, con tranquillità e serenità. Desidero restare per qualche altro tempo sull'Isola di Sant'Orsola e aspettarti. Per condividere il tuo trionfo contro i francesi.
Mio amore, mio caro, sai quanto t'amo, e quanti rischi abbiamo dovuto affrontare, pur di abbracciarci per un solo istante, pur di specchiarci nel nostro sguardo. Ma la vita è fatta di sentieri che si biforcano, che si avvicinano e si allontanano, e che non si incroceranno mai; sono strade che apparentemente conducono allo stesso luogo, ma che poi, ad un certo punto, come in un brutto sogno, si disperdono tra la geografia dei paesi.
E in questo avvicinarsi e allontanarsi delle nostre esistenze, i tentativi operati segretamente dai nostri nemici, per allontanarci e impedirci di amarci, non hanno avuto ancora esiti nefasti, ed io caro Ettore, ho lottato e tutt'ora lotterò, contro questi turbamenti e minacce provocati dalla cattiveria umana. Perché i sogni possono avverarsi, perché le passioni aiutano a sopravvivere alle miserie dell'esistenza, perché il coraggio aumenta quando si affrontano le contraddizioni e se ne abbattono gli ostacoli più feroci.
Caro Ettore, forse non sai che ho qui con me tante lettere che non ti ho mai spedito, non sapendo dove tu ti trovassi in quei periodi. Chiusa nella mia stanza, impedita di comunicare con l'esterno ho dovuto fare l'esperienza delle porte murate e delle finestre chiuse. E questa condizione, ancora una volta, mi ha posto contro mille difficoltà e la mia esistenza, rileggendo quelle lettere non spedite, ritrovava luce, forza e vigore e volontà di reagire, combattere e affrontare il nemico. Le lettere non spedite sono la traccia del mio diario segreto, scritto per il nostro amore. E un giorno ti donerò, pagine e pagine del mio diario segreto. Appunti, desideri, passioni e turbamenti, e tanto tanto amore profondo per te.
Ma sapessi quante volte mi sono dovuta fermare, per riflettere, per non andare oltre la linea d'ombra che tu, nella lettera precedente hai così ben descritto. Ed io ho condiviso il tuo desiderio di oltrepassare la linea d'ombra, quando accadrà, e di farlo insieme, con l'ardore che ci ha contraddistinto fin dall'infanzia, quando a Capua i nostri destini sembravano tanto legati e stretti, da immaginare di non smarrirsi mai più.
E in una di queste lettere non spedite ti raccontavo dell'amore di Paolo e Francesca, e del dolore da loro provato, per una serie di dannose circostanze e poiché noi siamo una comunità di destini, il destino a loro ha riservato una dolorosa disperazione finale. Ti parlo di questa storia perché mi ha contristata e mi ha deluso, mi ha amareggiata e mi ha reso pessimista. Ma la loro storia è diversa dalla nostra, eppure, un rumore di fondo, una nostalgia per un amore puro, ancora, lo sogno e lo desidero, infinitamente. E anche se siamo così lontani, e coinvolti in tante derive esistenziali, soltanto con la nostra passione d'amore, credo, riusciremo a sopportare i nemici invisibili che attentano al nostro destino.
Non posso non dirti però della mia contentezza e della mia felicità nel saperti vincitore della sfida con i francesi e sono vieppiù stordita di felicità per gli esiti finali di questa battaglia. Ho sempre sentito che dentro di te fosse presente il sentimento di patriota e condottiero, il tuo essere fedele al Re e tutto ciò mi ha spinto, ancor di più, a pregare per te, per la tua vita e per la tua salute, com'io so che anche tu lo fai per me, senza confessarlo. Ma questa dimensione d'amore, ancor più tenera e profonda, più appassionata e più eterna e intima, non fa che aiutarmi a non dimenticare e a ricordare l'amore per l'amore che abbiamo vissuto e che noi viviamo e vivremo, per sempre.
Ettore, qualche notte fa, mentre Zoraide dormiva, lasciai la stanza del monastero e mi diressi verso il mare, sì, Ettore, senza paura andai verso il mare, certo ebbi timori, perché d'un tratto, apparve un fantasma, ma non mi fermai, andai verso lo stesso senza paura, era il Borgia e mentre urlavo per scacciarlo e allontanarlo, nel cielo, agli orizzonti, apparve una luce, e poi, giù verso il basso apparve una barca. Quella luce nel cielo indicava la presenza di un bambino accarezzato dai raggi della luna, che raggiungendomi mi abbracciava e nella barchetta, c'eri tu che venivi a trovarmi. Che felicità, quando approdasti e mi abbracciasti come non avevi mai fatto prima, mentre il bambino dormiva, rannicchiato sul mio grembo, stanco per il lungo viaggio.
Caro Ettore, la luce possiede a volte una felicità senza nome. Così, il sogno si ravviva nel cuore gioioso e la realtà, imprime un suono di libertà. Caro Ettore, forse era un sognopremonitore, e forse voleva significarmi che tu questa notte tornerai a trovarmi? Non so, non so, ma non ho paura. Di nessuno. Ti aspetto.
Una persona fidata consegnerà la mia lettera al tuo amico Brancaleone, che avrà, lo spero, più possibilità di raggiungerti. Attendo con ansia il momento di rivederti, e di sentirti tutto mio,
Tua Ginevra, nell'infinito dei giorni.

Nota di lettura

1. M. D'Azeglio, Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta, per Vincenzo Ferrario, Milano, prima edizione 1833;
2. M. D'Azeglio, Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta, Bastia, a spese dell'Editore, 1839;
3. G. Lagrasta, Ettore Fieramosca. La notte prima della sfida, Oltre Vento Edizioni, Bari, 2026;
4. G. Procacci, La disfida di Barletta. Tra storia e romanzo, Bruno Mondadori, Milano, 2001;
5. R. Russo, Barletta nel '500 al tempo della Disfida di Barletta, Rotas, Barletta, 2004;
6. R. Russo, La Disfida di Barletta nelle fonti storiche e letterarie, Rotas, Barletta, 2004;
7. R. Russo, Ettore Fieramosca. Vita e imprese di un capitano di ventura, Rotas, Barletta, 2019.
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