Gestione rifiuti agroalimentari: la Bat cambia passo
Istituzioni, imprese e consorzi riuniti al Castello di Barletta per affrontare il tema del corretto smaltimento di rifiuti
venerdì 19 giugno 2026
14.49
Si è svolto ieri mattina - nella della Sala Rossa del Castello di Barletta - l'incontro formativo dedicato alla gestione dei rifiuti nel comparto agricolo e produttivo, promosso dalla Prefettura di Barletta Andria Trani in collaborazione con la Procura della Repubblica di Trani.
L'iniziativa, inserita nel percorso di prevenzione dei reati ambientali avviato dalla Prefettura, ha riunito istituzioni, tecnici, associazioni di categoria e imprese, chiamati a confrontarsi su un tema che nella BAT continua a rappresentare una criticità strutturale: l'abbandono dei rifiuti e la corretta gestione dei materiali in polietilene, soprattutto nel settore agricolo, uno dei motori economici più importanti del territorio.
La Vice-prefetta Panella ha aperto i lavori richiamando l'impegno della Prefettura nel coordinare azioni di prevenzione e nel promuovere una cultura della legalità all'interno delle filiere produttive, affermando che «le istituzioni non operano mai contro l'imprenditoria agricola, anzi, mediante incontri e sessioni formative come quella odierna la finalità ultima è quella di sensibilizzare la filiera circa l'utilizzo di metodologie di smaltimento rifiuti ecosostenibili e legalizzate, che siano allo stesso tempo economicamente sostenibili da parte dei lavoratori e delle lavoratrici del settore».
Il procuratore della Repubblica di Trani, Renato Nitti, ha invece sottolineato come l'abbandono dei rifiuti, anche quando non riconducibile a fenomeni criminali organizzati, costituisca comunque un reato ambientale che incide sulla qualità del territorio, compromette la sicurezza dei cittadini e penalizza le imprese virtuose. Nitti ha richiamato l'importanza del nuovo quadro sanzionatorio e della collaborazione stabile tra istituzioni, forze dell'ordine e mondo produttivo, ricordando che la prevenzione non può più essere considerata un elemento accessorio ma un pilastro della competitività territoriale.
Accanto alle istituzioni, la giornata ha visto gli interventi della direttrice generale del Consorzio Polieco, Claudia Salvestrini, e dell'ingegnere Andrea Pugliese, esperto in materia ambientale. La dott.ssa Salvestrini ha illustrato le criticità legate alla gestione dei rifiuti in polietilene, materiali ampiamente utilizzati nelle coltivazioni intensive e troppo spesso oggetto di smaltimento irregolare: una gestione corretta non rappresenta soltanto un obbligo normativo, ma anche un'opportunità per ridurre costi, migliorare la sostenibilità delle filiere e prevenire fenomeni di degrado e inquinamento ambientale. L'ing. Pugliese ha altresì approfondito gli aspetti tecnici e normativi, chiarendo procedure, responsabilità e obblighi per le imprese agricole, con particolare attenzione alla tracciabilità dei materiali e alla necessità di una formazione continua degli operatori.
Presente all'incontro anche la CNA Bari BAT con una delegazione guidata dal presidente provinciale Michele Piccione e dal presidente cittadino, Domenico Piccolo. Piccione ha colto l'occasione per trasformare gli stimoli normativi in azioni concrete, annunciando l'avvio di un percorso condiviso con il Consorzio Polieco per organizzare una giornata di formazione dedicata agli imprenditori associati, con l'obiettivo di supportarli nei processi di transizione ecologica e conformità ambientale. Piccolo ha rinnovato il ringraziamento alla Prefettura per aver acceso i riflettori su un tema così cruciale, ribadendo la piena disponibilità della CNA a partecipare a ogni tavolo di lavoro utile a risolvere una problematica complessa che affligge l'intero territorio provinciale, tutelando al contempo l'ambiente e il tessuto sano delle imprese.
L'incontro ha confermato un dato evidente ed inequivocabile: la BAT non può più permettersi ritardi nella gestione dei rifiuti. L'abbandono indiscriminato, che attraversa campagne, aree industriali e zone periurbane, non è un'emergenza episodica ma un fenomeno strutturale che richiede un cambio di passo culturale e operativo. La prevenzione sia parte integrante dei processi produttivi, non mero adempimento formale e normativo. Occorrono tracciabilità rigorosa dei materiali, controlli costanti, formazione obbligatoria degli operatori e delle operatrici del settore, filiere di smaltimento realmente accessibili e un'applicazione coerente delle sanzioni amministrative –e penali nei casi di maggior danno. Così il territorio della Bat potrà uscire dalla spirale dell'illegalità diffusa e costruire un modello di gestione dei rifiuti che sia all'altezza delle sue ambizioni economiche e della sua responsabilità ambientale.
L'iniziativa, inserita nel percorso di prevenzione dei reati ambientali avviato dalla Prefettura, ha riunito istituzioni, tecnici, associazioni di categoria e imprese, chiamati a confrontarsi su un tema che nella BAT continua a rappresentare una criticità strutturale: l'abbandono dei rifiuti e la corretta gestione dei materiali in polietilene, soprattutto nel settore agricolo, uno dei motori economici più importanti del territorio.
La Vice-prefetta Panella ha aperto i lavori richiamando l'impegno della Prefettura nel coordinare azioni di prevenzione e nel promuovere una cultura della legalità all'interno delle filiere produttive, affermando che «le istituzioni non operano mai contro l'imprenditoria agricola, anzi, mediante incontri e sessioni formative come quella odierna la finalità ultima è quella di sensibilizzare la filiera circa l'utilizzo di metodologie di smaltimento rifiuti ecosostenibili e legalizzate, che siano allo stesso tempo economicamente sostenibili da parte dei lavoratori e delle lavoratrici del settore».
Il procuratore della Repubblica di Trani, Renato Nitti, ha invece sottolineato come l'abbandono dei rifiuti, anche quando non riconducibile a fenomeni criminali organizzati, costituisca comunque un reato ambientale che incide sulla qualità del territorio, compromette la sicurezza dei cittadini e penalizza le imprese virtuose. Nitti ha richiamato l'importanza del nuovo quadro sanzionatorio e della collaborazione stabile tra istituzioni, forze dell'ordine e mondo produttivo, ricordando che la prevenzione non può più essere considerata un elemento accessorio ma un pilastro della competitività territoriale.
Accanto alle istituzioni, la giornata ha visto gli interventi della direttrice generale del Consorzio Polieco, Claudia Salvestrini, e dell'ingegnere Andrea Pugliese, esperto in materia ambientale. La dott.ssa Salvestrini ha illustrato le criticità legate alla gestione dei rifiuti in polietilene, materiali ampiamente utilizzati nelle coltivazioni intensive e troppo spesso oggetto di smaltimento irregolare: una gestione corretta non rappresenta soltanto un obbligo normativo, ma anche un'opportunità per ridurre costi, migliorare la sostenibilità delle filiere e prevenire fenomeni di degrado e inquinamento ambientale. L'ing. Pugliese ha altresì approfondito gli aspetti tecnici e normativi, chiarendo procedure, responsabilità e obblighi per le imprese agricole, con particolare attenzione alla tracciabilità dei materiali e alla necessità di una formazione continua degli operatori.
Presente all'incontro anche la CNA Bari BAT con una delegazione guidata dal presidente provinciale Michele Piccione e dal presidente cittadino, Domenico Piccolo. Piccione ha colto l'occasione per trasformare gli stimoli normativi in azioni concrete, annunciando l'avvio di un percorso condiviso con il Consorzio Polieco per organizzare una giornata di formazione dedicata agli imprenditori associati, con l'obiettivo di supportarli nei processi di transizione ecologica e conformità ambientale. Piccolo ha rinnovato il ringraziamento alla Prefettura per aver acceso i riflettori su un tema così cruciale, ribadendo la piena disponibilità della CNA a partecipare a ogni tavolo di lavoro utile a risolvere una problematica complessa che affligge l'intero territorio provinciale, tutelando al contempo l'ambiente e il tessuto sano delle imprese.
L'incontro ha confermato un dato evidente ed inequivocabile: la BAT non può più permettersi ritardi nella gestione dei rifiuti. L'abbandono indiscriminato, che attraversa campagne, aree industriali e zone periurbane, non è un'emergenza episodica ma un fenomeno strutturale che richiede un cambio di passo culturale e operativo. La prevenzione sia parte integrante dei processi produttivi, non mero adempimento formale e normativo. Occorrono tracciabilità rigorosa dei materiali, controlli costanti, formazione obbligatoria degli operatori e delle operatrici del settore, filiere di smaltimento realmente accessibili e un'applicazione coerente delle sanzioni amministrative –e penali nei casi di maggior danno. Così il territorio della Bat potrà uscire dalla spirale dell'illegalità diffusa e costruire un modello di gestione dei rifiuti che sia all'altezza delle sue ambizioni economiche e della sua responsabilità ambientale.