Fine vita, l’appello di Stella Mele: «Le istituzioni devono accompagnare, non arrendersi»

La nota del dirigente nazionale di Fratelli d’Italia e consigliere comunale

martedì 8 settembre 2026 12.59
Il tema del fine vita torna al centro del dibattito politico regionale. Di fronte alle nuove iniziative legislative sul suicidio medicalmente assistito, Stella Mele, dirigente nazionale di Fratelli d'Italia e consigliere comunale, ribadisce la necessità di mettere sempre al centro la tutela della vita, della dignità della persona e il sostegno a chi vive condizioni di particolare fragilità:

«Esprimo forte preoccupazione e contrarietà rispetto alla proposta di legge presentata in Consiglio regionale della Puglia sul cosiddetto "fine vita", sottoscritta dal consigliere di Forza Italia Marcello Lanotte insieme al consigliere della Lega Napoleone Cera.

Un'iniziativa che, peraltro, arriva a pochissima distanza dall'approvazione di una legge analoga in Veneto e da un'altra proposta sul suicidio medicalmente assistito presentata in Sicilia proprio da due esponenti di Forza Italia. Di fronte al susseguirsi di iniziative di questo tipo sento di ribadire una convinzione per me profonda e irrinunciabile: la vita deve essere sempre difesa, tutelata e accompagnata, soprattutto quando è più fragile.

Fratelli d'Italia ha sempre posto al centro della propria visione politica e culturale la sacralità della vita e la tutela della dignità della persona, dal concepimento fino alla morte naturale. È una posizione che appartiene alla nostra identità e sulla quale ritengo non possano esserci ambiguità. Il dolore e la sofferenza delle persone affette da patologie gravissime meritano rispetto, ascolto e risposte concrete. Ma la risposta delle istituzioni non può essere quella di accompagnare verso la morte: deve essere quella di non lasciare mai solo nessuno, garantendo cure, assistenza, sostegno alle famiglie, terapia del dolore e pieno accesso alle cure palliative. È proprio nei momenti di maggiore fragilità che una comunità e le sue istituzioni sono chiamate a dimostrare il proprio grado di umanità, facendosi carico della sofferenza e riaffermando il valore di ogni esistenza.

Su temi così delicati e profondi non servono scorciatoie, ma responsabilità, prudenza e una cultura capace di mettere sempre al centro la persona. Difendere la vita significa difendere soprattutto chi, nella fragilità e nella sofferenza, ha più bisogno di sentire accanto a sé lo Stato, le istituzioni e la comunità. La vita non perde mai il proprio valore.»