“Ettore Fieramosca. Lettere familiari”. Lettera d’amore a Ginevra di Monreale.

Il racconto di Giuseppe Lagrasta

domenica 6 settembre 2026 3.07
Lo scrittore Giuseppe Lagrasta usa l'espediente delle lettere manoscritte ritrovate sfogliando un incunabolo del Cinquecento in una biblioteca di Napoli, constatando che sono lettere scritte da Ettore Fieramosca e inviate ai suoi familiari e a Ginevra di Monreale. La finzione letteraria consente all'autore, attraverso le "Lettere familiari" di connotare le figure di Fieramosca e Ginevra di Monreale, in modo concreto e resiliente. Emerge, così un capitano stoico che non ha paura della morte e che possiede un alto profilo morale e volitivo, forte e determinante, ma allo stesso tempo, innamorato, dolce e carezzevole verso la sua amata Ginevra.Da qui, la denominazione delle "Lettere Familiari", in cui il condottiero descrive la sua vita interiore ed esprime, in modo sentito, la sua crescita emotiva ed esistenziale. In questa sede pubblichiamo la prima lettera familiare, tutta immaginaria, composta da Giuseppe Lagrasta, come omaggio a Ettore Fieramosca in occasione del 550° anniversario della nascita del valente Capitano dei Cavalieri della Disfida.

Ettore Fieramosca, dopo aver salutato l'amico Brancaleone, si ritira nella sua tenda per concentrarsi sulle strategie da porre in essere durante lo scontro con i cavalieri francesi. Nella lunga notte che precede la sfida sente il bisogno di scrivere una lettera a Ginevra di Monreale, l'amore che vorrebbe a tutti i costi avere con sé. Così, in un momento di inquietudine scrive alla sua amata una lettera che le sarà consegnata nelle sue mani, da un amico fidato di Fieramosca. Ginevra si trova sull'Isola di Sant'Orsola, posta fra il Monte Gargano e Barletta. La lettera immaginaria che qui presentiamo, sottolinea l'autore, "richiama l'attenzione sullo spessore umano che caratterizza il valente Capitano, e sottolinea la qualità dell'uomo e l'energia interiore del condottiero, espresse attraverso una sensibilità e una forza di volontà, uniche nella loro esemplare testimonianza".

In questi giorni è stato pubblicato il testo teatrale di Giuseppe Lagrasta, "Ettore Fieramosca. La notte prima della sfida", Edizioni Oltrevento, in cui emerge il linguaggio caratteristico del teatro di formazione punteggiato dalla valenza valoriale dell'educazione sentimentale, strumento didattico trasversale alle altre educazioni e utile per stimolare l'interesse delle giovani generazioni verso il teatro e la sua funzione culturale.
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Barletta, senza data, febbraio 1503

Carissima Ginevra, mio amore dedicato, sono sicuro che sei la prima stella del firmamento, che ogni notte osservo e scruto e con cui, spesso dialogo; come questa notte prima della sfida, in piena solitudine, e senza nessun rimpianto e rancore, per il passato e per chi ha sempre tentato di farmi del male, ora, delicatissimo amore mio, penso a te, alla bellezza dei tuoi occhi, al mare azzurro che illumina il tuo cielo interiore, alla tua voce.
Sì, amore, alla tua voce, alla musicalità delle tue parole, ai sentimenti che esprimi con i tuoi discorsi quando, spesse volte, abbiamo discusso dei nostri sogni e del nostro futuro, da vivere insieme, come è accaduto l'altra notte sull'Isola di Sant'Orsola, ove giunsi per salutarti e darti ulteriori notizie. Quante e quante volte il destino ci ha uniti, dandoci ragioni per amarci e per volerci bene, quante volte, abbiamo visto l'ombra scura della sera scendere sui nostri visi presi dall'inquietudine per il futuro, quante e quante volte abbiamo ascoltato l'ombra scura descriverci il nostro destino come se fosse un viaggio errabondo, fatto di incertezze e, di attese.
E credo e credo ancora, che la nostra vita, almeno per il tempo che verrà, saprà donarci la felicità, ma una felicità silenziosa, dono d'armonia per la nostra umanità, per il nostro amore irrequieto che non trova luogo dove ritrovarsi.
Ma io so, che tra le pallide brume della nostra vita, io so, che un po' di sole ci verrà incontro, per parlarci di quello che fummo e di ciò che ora siamo, per alimentare la passione per le parole della poesia, per disegnare il nostro futuro e per istillare ancora il seme della fiducia e della speranza, in un mondo, come il nostro, fatto di compromessi, di spie, di traditori e soprattutto di violenze gratuite.
E il problema delle violenze gratuite e dei compromessi e degli infami che ti circondano, mi tiene con l'anima sospesa, con il fiato corto, perché ogni giorno ascolto cose inverosimili e inaudite. Provocatrici di ferite, di agitazioni e di timori per il nostro futuro.
Io so che il tempo avrà le sue buone ragioni, quando, ancora tutt'oggi, ci dà la forza per lottare e continuare a credere in una società migliore, e questo mio credere, da te condiviso, mi tiene legato a quella linea d'ombra che è il nostro amore che ancora ci lega, perché, se ci costringeranno a oltre passare quella linea d'ombra, Ginevra, dobbiamo farlo con maturità e responsabilità, altrimenti la nostra vita avrà risvolti e sfaccettature e destini, diversi.
E ti scrivo, carissima mia Ginevra, amore mio dedicato, perché pur non avendo ragioni immediate da comunicarti, ti invito a oltrepassare, con circospezione, la linea d'ombra, e di non fidarti di nessuno, e di affrontare le difficoltà, senza cadere nelle sabbie mobili dell'imbroglio, delle falsità e dell'indifferenza. E di combattere ad oltranza, soltanto come tu sai fare.
Carissima mia amata, conosco le tue beltà e lo spirito di sacrificio con cui operi nelle tue silenziose giornate e conosco la tua forza di volontà, le tue energie volte a dissuadere chiunque voglia reprimere il tuo desiderio di libertà e di autonomia. E soprattutto per questo che io t'amai e t'amo.
Conosco la tua gioia di vivere, che credo, in questi ultimi tempi stia subendo degli attacchi frontali, ma credo, e ne sono convinto, che riusciremo, insieme, unendo le nostre forze, a superare questa linea d'ombra senza subire violenze altrui, anzi, scoprendo, dopo il passaggio, che oltre quella linea, c'è un'altra vita, un'altra sorte, altri sogni, per noi, che fino ad ora ne abbiamo vissuto, ben pochi.
E mi riferisco ai sogni d'amore, all'energia dell'amore, a quella linfa vitale che dà ragione al bisogno delle carezze, delle tenerezze e degli abbracci e dei baci, e degli infiniti silenzi, dove gli occhi parlano come il cuore comanda e come la felicità della passione, desidera.
Carissima Ginevra, ricordo i tuoi capelli e il colore azzurro dei tuoi occhi, e la tua giuliva tenerezza nel guardarmi quando ti parlavo e mi ascoltavi con dedizione amorosa, ben sapendo, che avremmo avuto difficoltà nel vederci, nel prossimo futuro. Ma questo desiderio d'amore aiutava a dimenticare, e faceva sorgere in noi, la folgorante passione, immaginando la nostra vita insieme, anche se dopo quei momenti di gioia, la linea d'ombra, tornava a possedere la luce della nostra stanza.
E vorrei dirti, come ho ingaggiato la mia lotta contro i pensieri che offendono la mia speranza e mi inducono a cedere alla rete delle delusioni a cui vado incontro. Ma io non desisto. E questi pensieri aumentano il mio desiderio di dolcezza d'amore per te. E vado, attraversando la natura, e sillabando con il ritmo delle onde adriatiche, e vado con le parole che dicono dell'amore per te e che un giorno ti leggerò, vado con il mio pensiero che mi stringe il respiro, incontro vado all'ombra scura che mi chiede indulgenza, ma io so che il suo male mi rapina, e mi allontano senza darle udienza, senza paura ma senza aprire una diatriba, inutile.
Mia carissima Ginevra, prima di andare in battaglia penserò a te, ai tuoi occhi generosi d'amore per me, ai tuo baci e ai tuoi abbracci, ma allo stesso tempo, credo che tu sarai l'anima delle mie strategie di lotta, sarai la mia amazzone, la mia amica guerriera, la bussola che mi aiuterà a sconfiggere i nemici. E con me, porterò un segreto. Un segreto che ti rivelerò, appena insieme.
Carissima Ginevra, mia amata gioia, meno male che non inciampo nelle musiche dei rimpianti, perché il rimpianto trascina con sé nemici invisibili, difficili da intercettare, nascosti come sono tra le ombre della nostra linea d'ombra. E in questa sera di luce, con la tua luce che splende nei miei occhi, sento un sentimento d'abbandono, una malinconia che ha un nome, il tuo, ma che per gioco e per gioia si trasforma, in teneri momenti di strana felicità e tale emozione mi aiuta a resistere. Resistere per lottare, resistere per scuotersi, resistere per vincere e trionfare sulle cose della vita, sul nemico nascosto nell'ombra oscura e contro i nemici in battaglia.
E nel silenzio della notte, ancora tu mi appari, nobile donna delicata, dolce passione illuminata come una stella, la più lucente tra le stelle del firmamento, in questa notte oscura ma con un cielo terso che mi parla di universo, di stagioni della vita, delle ore vissute con te, dei giorni trascorsi insieme e sognare, così, la vita nuova. Domani, all'alba, prima della battaglia, amore, penserò a te,
Tuo Ettore, per sempre.
Nota di lettura

1. M. D'Azeglio, Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta, per Vincenzo Ferrario, Milano, prima edizione 1833;
2. M. D'Azeglio, Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta, Bastia, a spese dell'Editore, 1839;
3. G. Lagrasta, Ettore Fieramosca. La notte prima della sfida, Oltre Vento Edizioni, Bari, 2026;
4. G. Procacci, La disfida di Barletta. Tra storia e romanzo, Bruno Mondadori, Milano, 2001.
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