“Ettore Fieramosca. Lettere familiari. Ginevra di Monreale, “Diario Segreto”

di Giuseppe Lagrasta, scrittore e saggista

sabato 19 settembre 2026 11.30
Il "Diario Segreto" di Ginevra di Monreale, che qui presentiamo, è stato ricavato dal ritrovamento di alcuni fogli dispersi, facenti parte delle "Lettere Familiari" che lo scrittore Giuseppe Lagrasta ha immaginato di ritrovare, per pura coincidenza, in un incunabolo del Cinquecento catalogato in una biblioteca di Napoli. Tra questi fogli l'autore ha scoperto, inoltre, un gruppo di fogli di diario firmati da Ginevra di Monreale e che Giuseppe Lagrasta, ha denominato, "Diario Segreto". Alcuni appunti sono scritti con calligrafia chiara e trasparente, altri con una calligrafia poco leggibile e con cancellature che rendono il testo poco comprensibile. Spesso gli appunti sono senza data, oppure con date cancellate e illeggibili. Così le "Lettere familiari" di Ettore Fieramosca si arricchiscono di un ulteriore tassello, qual' è il "Diario Segreto", costituito da narrazioni che tra loro intrecciate, definiscono la grammatica interiore, etica ed emotiva dei protagonisti della Disfida di Barletta.
La scoperta di queste pagine, non deturpate dal tempo, ma con leggere fioriture, ha consentito di riunire i testi diaristici ed offrire ai lettori una continuità di materiali di scorrevole descrizione in modo da scoprire le emozioni dei giovani capuani. Nel "Diario Segreto", Ginevra di Monreale descrive la relazione vissuta con Ettore Fieramosca, e il rapporto stabilito con la madre e il padre, il Conte Bosio, responsabile, tra l'altro, del presidio della città di Capua. Inoltre, Ginevra racconta le sue avventure di crescita e maturazione intellettuale connesse alla storia d'amore vissuta con Ettore Fieramosca. Ginevra, però, prova, dentro di sé, un dolore indicibile, quando, ripensa al momento in cui Graiano d'Asti decise di ammazzare suo padre, Conte Bosio, ma la giovane Ginevra lo impedì, dichiarandosi disponibile a sposarlo. E immolò, così, la sua vita a Graiano D'Asti, pur di salvare il padre dall'assassinio del violento soldato di ventura.
Dalle "Lettere Familiari".

"Diario Segreto" di Ginevra di Monreale, prima parte

Isola di sant'Orsola, 9 Febbraio, 1503
Il Monastero di Sant'Orsola mi protegge con le sue alte mura. Ma la mia solitudine non è tranquilla e le ore del mattino, mi danno requie e quiete interiore. Ma la sera le mie ansie per il futuro appaiono sul palcoscenico della mia mente e non reggo all'impatto di un racconto teatrale che mi crea un travaglio ma che mi spinge anche alla lotta.
Febbraio, senza data, 1503
La memoria e il ricordo sono lo scandalo, le visioni e le parole di speranza che mi aiutano a sopravvivere. Tu non sei qui, Ettore. Sei lontano, non molto. Ma ciò che mi strugge riguarda il colore dei tuoi occhi. Perché? Ma perché lo ricordo bene il colore dei tuoi occhi azzurri. E poi, la bellezza del tuo volto, sempre felice, mai scuro, mai preoccupato, contrariamente a quanto sostengono gli altri. Per un Capitano di ventura è un atteggiamento encomiabile che preserva la sua donna dalle complicanze provocate dai problemi della vita quotidiana.

Febbraio, senza data, 1503
Ettore, con il sorriso aperto al mondo, avvolto nel mio mantello azzurro con fregi d'ora e con gli occhi rivolti all'orizzonte, con lo sguardo volitivo e senza paura, in attesa del futuro. L'atteggiamento di Ettore mi ha sempre impressionata. E se qualche volta, scrivendo il diario mi rivolgo a lui, è perché sento una tale vicinanza da desiderare di parlargli, direttamente. Ma tutto ciò, per ora, è impossibile.

Febbraio, senza data, 1503
Sai Ettore, qualche volta, in serate che si disperdono nella memoria occupata da sentimenti poco costruttivi, mi sento talmente stanca che l'abbaiare di un cane oppure lo scoppio di un fuoco di artificio, mi rendono spaventevole. Ma non sempre è così. Ci sono notti che prima dell'alba esco dal Monastero e mi ritrovo tra i giardini dell'isola a sognare una libertà mancata e a vivere una vera libertà mai provata prima.

Febbraio, senza data, 1503
Il tormento e la volontà, la forza dei sentimenti e l'orgoglio utile nella vita quotidiana, le passioni per le esperienze della vita e per la conoscenza, per le scienze e per la poesia. E' questa la vita mia. Mentre il cuore, per non soffrire a dismisura, spesso mi chiede, disciplina. Impossibile accordarlo. E allo, amiche, serve l'allegria, un po' di allegria per questi naufraghi!

Febbraio, senza data, 1503
Ecco, la guerra, le battaglie, le sfide, il rancore, l'invidia, l'odio, la disperazione. E l'amore abusato, quello che io sto vivendo. Un amore deciso in modo irrimediabile per salvare mio padre dalla vendetta di Graiano d'Asti. Ma poi? Cosa resta delle azioni che irrompono, irrazionali, nella nostra vita? Non resta nulla.

Isola di Sant'Orsola, senza data 1503
Ecco, Ettore, a te mi rivolgo. Quanto leggerai il mio diario, non avere nessun timore nel giudicarmi. Ma pensa. Non ho mai paura. Se ho timori lo faccio per prepararmi alla battaglia. Sono timori di avvicinamento alla lotta, alla difesa e al combattimento. Credici pure, sono diventata guerriera. Come mi descrivevi nella lettera che mi hai inviato. Quando mi definivi una guerriera, una amazzone. Lo hai dimenticato? Io no! Sono una guerriera. E vedrai non potrò mai soccombere a due meschini idioti e imbonitori, violenti e sanguinari.

Isola Sant'Orsola, data illeggibile
L'isola di Sant'Orsola, per me, è un luogo di solitudine, di rabbia, di poesia e di rivoluzione interiore. Da sola, con l'aiuto di Zoraide dovrò pensare alle situazioni violente che si presentano. Allora? Pensare, non smarrirsi. Non dimenticare. Le ombre, le maschere degli idioti, le azioni dei violenti non posso dimenticarle. Allora? Fermarsi. Immaginare. Sognare. Costruire, stabilire strategie, conoscere il nemico, studiarlo, non perderlo di vista, annientarlo e sconfiggerlo. Sarò capace? Le mie certezze si fondano su alcune persone amiche e su un grande amore, Ettore. E per questo non ho paura. Ma quando Ettore andrà via da Barletta mi dirà dove potrò raggiungerlo? Faremo in tempo ad organizzarci con tutte queste trappole e tagliole?

Isola Sant'Orsola, data illeggibile
I valori, la rabbia, il silenzio, il buio e una fioca luce. Mi chiedo a cosa conduce questa mia veglia in solitudine e quale tradimento, peccato oppure omissioni, ho commesso, io che per salvare mio padre ho accettato di offrirmi quale preda di scambio? Ma ho fatto bene e non mi pento della decisione intrapresa. Vedremo, vedrò. E non farò scelte improvvisate. Il conto da pagare è salato. E attendo con ansia la resa dei conti.

Isola Sant'Orsola, 10 Febbraio 1503
La memoria si ferma, riparte. Le immagini sono opache. Ma appari tu. Ettore. E mi fermo per raccogliere le forze, controllare le emozioni, essere contenta per la tua presenza, ascoltare le tue parole. E godere del tuo fiato, dei tuoi baci, della tua presenza e condividere i tuoi discorsi. Appare tutto semplice, ma per persone che non si incontrano da tanto tempo, posso dire, che c'è sempre un sentimento forte che vaga e vorrebbe trovare una sua condizione di equilibrio per esprimere tutta la sua gioia. Non è semplice. Appena incontri il tuo amore, cosa succede, in pochi istanti? Scoppia l'istante della poesia. E l'amore quello vero, non quello tossico, è vera poesia. Buona notte Ettore, ovunque tu sia, mio grande amore.

Febbraio, senza data, 1503
Ricordo quando mi parlavi del tuo futuro, e quando cominciasti a parlare del nostro futuro. All'inizio nonostante avessi tanto amore e desiderio di te, avevo notato ch'eri troppo preso dalle tue passioni, quasi quasi, dimenticando che la vita è fatta d'amore. Poi, ti accorgesti della mia passione e corrispondesti con nutrimento d'atti e gesti che mi resero felice, anzi felicissima. Sono felice per i tuoi successi. Mi chiedo, però, quando sarà possibile, condividerli. Ma lo stesso ti sento vicino. Mi è bastato incontrarti qualche notte fa e il mio dolce pensiero per te si è vivificato. E tu che ai saluti mi dicesti di non temere e perché i violenti saranno sconfitti. E io credo in te. Scrivo per viaggiare nell'alto mare aperto, in compagnia del sole quotidiano e delle lune notturne che vengono a visitarmi, quando mi vedono, infelice.

Febbraio, senza data, 1503
Quando sono venuta in possesso della tua ultima lettera, ho scoperto di possedere una gioia al mio fianco, ma anche una forza amorosa e generosa, un sostegno per combattere Graiano d'Asti e le altre ingiurie che mi perseguitano. Ora son ferma, qui, a leggere un libro, una storia di cavalieri e dame che penso se tu leggessi, troveresti bella, fantasiosa ma anche oltremodo, realistica e non strettamente immaginaria. Punto, virgola, due punti, puntini sospensivi, scrittura lettura, frastuono, giovinezza perduta, giovinezza ritrovata, amore scomparso, amore ritrovato. Tempo perduto e mai più ritrovato, sì, Ettore, mai più ritrovato.

Febbraio, senza data, 1503
Nessuno spirito di vendetta potrà mai ripagarmi il male subito e la violenza consumata da un essere vigliacco. Mai perdonerò. Nessuno. Per il male fattomi.

Febbraio, senza data, 1503
Scrivo per riflettere e meditare. Il pensare, anche se mi stringe il respiro e mi calma il cuore, osa sempre spingermi oltre le diverse situazioni che vedo oggi giorno, e che ho vissuto. Anche se Ettore per me è un grande amore e per me nutre un grande rispetto, come donna, sfuggendo alle grinfie maligne di Graiano d'Asti, vorrei più rispetto e maggiore dignità umana nelle relazioni sociali e quotidiane. Invece, dalla violenza che ho vissuto insieme a Graiano non mi rimane che deserto, dolore e delusione.

Isola di Sant'Orsola, data illeggibile
Tu, che tra le pallide rocce, mi appari, mi fai compagnia. Era da tanto tempo che desideravo questo incontro. Io non so se i sentimenti puri possono ancora coesistere in questo mondo di vigliacchi e farabutti. Ma tu Ettore, adesso che ti sento vicino, potresti aiutarmi a capire dove mi trovo, cosa mi succede e cosa mi accadrà?

Isola di Sant'Orsola, 11 febbraio, 1503
Ti scriverò una lettera e spero che ti raggiunga dove trascorri tempo per le tue battaglie e per i tuoi pericolosi impegni dovuti al tuo lavoro. Io non so, se quell'ombra che mi appare, con gli occhi azzurri e con il viso puro d'amore sei tu! Ora lascio di scrivere. Sono esausta per la giornata piena di contrattempi, di allarmi e di falsi allarmi.

Isola di sant'Orsola, data cancellata
Quando la giovinezza fioriva tra le stanze della mia casa a Capua, in me ardeva la fiamma della conoscenza e leggevo e studiavo. Ma il fatto di essere sempre sola mi impediva di scambiare opinioni. Con mio padre e mia madre, impossibile. E allora cominciai a industriarmi, a inventarmi delle ombre con cui conversare e giocare, sorridere e scambiare idee sulla vita e sulla sorte. Ma non bastò a sedare il desiderio di conoscenza che creava in me, un perturbamento senza requie. La prima ombra a cui diedi un nome e con cui cominciai a comunicare fu Anastasia (Resurrezione, rinnovamento). Comunicare con le ombre mi destava una gioia indicibile ma nello stesso tempo, a tratti, generava in me una malinconia senza ragioni accertate. Fu così che interpellai una seconda ombra, a cui diedi il nome di Caterina. E dei miei genitori, però, neppure un respiro.

Isola di sant'Orsola, senza data 1503
Oggi piove, l'inverno ancora reagisce alle sue perturbazioni innamorate delle nuvole. Il mare è tempestoso. Le onde, alte. Ettore non potrà, almeno fino a quando il mare non riduce le sue tempeste, approdare al porticciolo. E dovrò aspettare per avere altre notizie su Ettore. La mia stanza è vuota. Nel ripostiglio ci sono cianfrusaglie. Cerco qualche libro che possa tenermi compagnia. Ce ne sono tanti. E invece, la mia mente gioca ad allenarsi al cambiamento.

Isola di Sant'Orsola, senza data 1503
Mi sento quasi una strega ma devo imparare ancora alcune cose legate alle sue scelte e ai suoi comportamenti. Anche se le streghe tutt'ora sono ritenute inutili e forse ogni tanto utili, io mi sento una strega poetica e per questo Ettore sarà la mia luce e il mio canto.

Isola di sant'Orsola, senza data 1503
La mia amica Zoraide, mi aiuta a non soccombere. L'altra sera le ho detto che stavo imparando a fare la strega e lei non ha fatto altro che ridere. Sono rimasta sorpresa ma delusa allo stesso tempo. Zoraide non mi conosce e non sa che se apprendo l'arte della stregoneria potrò essere più determinante nella mia vita e più precisa nel fare delle scelte che spesso risultano sbagliate.

Isola di Sant'Orsola, Febbraio 1503
Vorrei, oltre che essere una strega poetica che cura gente ammalata e fa del bene al mondo intero, vorrei tornare a scrivere poesie, come quando stavo a Capua in casa dei miei, e incontravo Ettore e sentivo che l'amicizia si stava trasformando in un sentimento più intimo, intenso e segreto. E poi Ettore era sensibile alla mia voce e al mio canto, accompagnato dal liuto. Ed era Ettore dolce e bello, con gli occhi azzurri e una luce che emanava dal suo sguardo, misteriosa, troppo misteriosa. Non mi sento infelice, oggi, ma neanche troppo contenta.

Isola di Sant'Orsola, febbraio 1503
Non manca la fiducia nei miei collaboratori e in quelle persone che mi assistono. Ma ho vaghi presentimenti. Non voglio più incontrare mio marito, Graiano d'Asti. Non voglio. Non lo temo. E mentre non lo voglio poi, sento di voler tronare da lui. Poi, no, no, non desidero più incontrarlo. Mi sento come presa in una trappola irradiata di tanta luce che appare un luogo desiderato da tanti e che provoca una strana felicità. Ma io mi assento da queste felicità palliative, false e iraconde.

Isola di Sant'Orsola, senza data, 1503
Quando tornerai, angelo mio, avrai luce per me e per proteggermi e per aiutarmi a trovare la via d'uscita di questo labirinto, che a tratti sembra innocuo e pronto a dare indicazioni precise per la via d'uscita, ma che poi, si presenta allegro, tempestato di luce, ma con porte false e murate e finestre senza cielo.

Febbraio, Senza data, 1503
Scrivo per non arrendermi, per combattere i nemici dall'interno della relazione tossica che condivido e che non accetto e a cui mi ribello. Ettore è il mio amore e l'emblema della mia ribellione allo status quo. Non avrei immaginato tante controversie, tanti conflitti, anche se le guerre ci sono sempre state dalle nostre parti. Ma aggredire mio padre, non so, sono confusa, forse era giunto il momento anche per noi. Per il Conte Bosio di Monreale, poi, non più.

Isola di Sant'Orsola, Febbraio, senza data 1503
Ho sofferto. E ricordo quando partisti per la Lombardia, che ti vidi, nascosta da ognuno e da mio padre, io ti salutai, ti mandai dei baci forsennati e ti gettai una sciarpa azzurra, come ricordo del nostro amore. Una sciarpa azzurra che non hai più abbandonato e come un giorno mi dicesti, porti sempre con te, indossandola anche in battaglia.

Data cancellata, 1503
Azzurro è il colore del cielo, terso e senza nubi, azzurri sono i tuoi occhi, e la fascia azzurra che ti ho regalato è l'emblema del cielo, dell'universo e delle stelle che vi brillano. Una di quelle stelle, Ettore, sarò io per te.

Isola di Sant'Orsola, senza data 1503
Mi fermo a pensare alla mia giovinezza, agli studi, alla rigidità di mio padre e di mia madre; mi fermo a pensare, ma senza rancore, perché, adesso che sono cresciuta, capisco, quanto i miei genitori volessero proteggermi, e non ho più remore nell'amarli, oltre ogni misura.

Isola di Sant'Orsola, senza data 1503
Misura dopo misura, i giorni sono maschere e teatro, storie, imbrogli, guerre e morti annunciati.

Febbraio, Senza data, 1503
Sarà possibile una nuova vita? Certo! Chiedersi come fare a combattere le avversità e trovare una forza tutta forza per annientare i nemici visibili e invisibili. E' interessante approfondire il tema dell'invisibilità, perché tale condizione mi fa paura, anche se debbo sempre riavermi dalle difficoltà che una donna sola dovrà pur sopportare. Scrivere il diario mi consente di ridurre gli elementi di disagio che albergano la mia mente.

Isola Sant'Orsola, Febbraio 1503
Quando dalla solitudine laboriosa un nome e un volto appaiono agli orizzonti allora vuol dire che il cielo e le nuvole disegnano una discreta felicità, tutta per me.

Isola di Sant'Orsola, Febbraio 1503
Ad ognuno il suono nome, il suo dolore e la sua avventura. La vita che ho vissuto mi appare come un gomitolo di lana, come una rete di pescatore, come un crocicchio di vicoli di paese, di un paese a me sconosciuto. E questa vita per me, appare e dispare, nascosta e visibile tra un nugolo di tetti, di sentieri e di boschi che nascondono sempre delle sorprese. A volte, ignobili.

Isola di Sant'Orsola, senza data
La vita questa vita, è una furibonda sorpresa, tremenda, oscura, teatrale e poetica. Ma è difficile sorprenderla per scoprire cosa accadrà nel futuro. Il futuro si nasconde ai nomi, ai volti, alle parole e alle cose.

Isola di Sant'Orsola, data cancellata
Torneranno le rondini ed io sarò ad attenderle, gioiosa, che la primavera mi conduca nuovi fiori, nuovi profumi e rose d'amore. Verrà la primavera, festosa di nomi e volti, il tuo volto, i tuoi occhi azzurri, e sarà una festa, come una felicità sospesa ma infinita.

Isola di Sant'Orsola, senza data
Un passo dopo l'altro. Ma poi, una fermata nel deserto, per disparire. Ed il mio desiderio è di scomparire, di annientarmi nel desiderio della fuga per poi ritrovarmi in una Capua adolescente, con mio padre e mia madre, con le amiche e con Ettore, mio dolce amore festoso, finalmente conquistato, e, mai perduto. La fermata nel deserto mi apparve in un momento di rara felicità, un deserto, ma poi, disegnai nella mia mente, la forza e la freschezza di un'oasi. L'oasi, per ritrovare nel raccoglimento, la forza di continuare in attesa delle sabbie mobili.

Isola di Sant'Orsola, senza data
Tornerà il volto di mia madre, tornerà il volto di mio padre, saranno le sentinelle del mio dolore e della mia gioia.

Isola di Sant'Orsola, febbraio 1503
Sono nel silenzio. E il silenzio possiede la sua voce. A tratti somiglia alla voce del mare, spesso, al cinguettio delle rondini, e ancora, alla voce delle stelle, ma anche alla voce dei fiori, sì, anche i fiori dispongono di una loro voce, quando al mattino, sbocciano festosi salutando il cielo, le nuvole e i fiumi, il sole e i raggi adolescenti, gli occhi delle finestre, l'abbraccio della terra nutriente.

Isola di Sant'Orsola, Febbraio 1503
Sono nel silenzio, e il silenzio di questi giorni ha la tua voce, mio dolce amore, che sento, ogni giorno, all'alba, quando il primo fiato del cielo, mi saluta.

Isola di Sant'Orsola, senza data 1503
Non spazio, non tempo, né nostalgia. Ma tu, Ettore, senti come me questo vuoto d'intorno, questo nulla? Forse con la primavera muterà il colore del cielo e la luce dei nostri occhi?

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