Erosione costiera zona Belvedere, Coalizione Civica: «In quattro anni nulla è stato fatto»

La nota dei civici

martedì 23 giugno 2026 20.36
«Nel 2022 Coalizione Civica denunciava pubblicamente la situazione della zona Belvedere, richiamando l'attenzione dell'amministrazione su una vicenda che appariva già allora estremamente preoccupante: l'erosione costiera che riportava alla luce rifiuti interrati lungo il litorale e i timori legati alla possibile presenza di materiali pericolosi tra cui l'amianto». Così l'attivista di Coalizione Civica, Michele Napoletano.

A distanza di quattro anni siamo costretti a porre la stessa domanda di allora: cosa è stato fatto concretamente? vLa risposta, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti/e.

Quella zona della litoranea di levante continua a presentare evidenti criticità soprattutto perché l'erosione della costa non si è fermata. Il mare continua ad avanzare e ad erodere pezzi di strada che, soprattutto in seguito a forti mareggiate, cadono giù. E come se non bastasse, pochi mesi fa si è verificato il cedimento proprio della strada che conduce verso quell'area; un episodio che avrebbe dovuto far scattare un immediato campanello d'allarme anche per quanto riguarda la presenza dei rifiuti pericolosi interrati subito dopo il tratto di strada interessato.

Purtroppo non sono eventi scollegati tra loro. Sono segnali della stessa fragilità territoriale che, da anni, viene ignorata o affrontata senza una visione complessiva. I nostri consiglieri regionali si sono subito mobilitati per chiedere un intervento della regione e sono stati assegnati dei fondi per ripristinare criticità e rischi relativi a quel tratto di strada che sta cedendo.

E per quanto riguarda l'interramento dei rifiuti, invece? Nulla. Quando denunciammo la situazione nel 2022 chiedevamo chiarezza, monitoraggio e interventi consequenziali. Chiedevamo che il problema non venisse archiviato dopo qualche titolo di giornale. Chiedevamo che si avviasse una strategia di tutela seria e la messa in sicurezza di un tratto di costa particolarmente delicato.

Oggi, a distanza di anni, la cittadinanza ha il diritto di sapere quali risultati siano stati raggiunti. Quali azioni sono state messe in campo per garantire la sicurezza dell'area?
Qual è lo stato degli accertamenti ambientali avviati negli anni scorsi?

Domande legittime che attendono ancora risposte chiare. Si è preferito lasciare che il tempo passasse e, nel frattempo, il mare ha continuato e continua a consumare la costa con criticità che continuano ad aggravarsi perché non solo la strada cede ma, con essa, precipitano detriti dannosi con rischi ambientali e sanitari. Il cedimento della strada nei mesi scorsi è un monito per tutte e tutti: ignorare i problemi non li fa scomparire. Al contrario, li rende più gravi e più costosi da affrontare.
Oggi, più di ieri, è necessario avere delle risposte.

Cosa è interrato sotto quel cumulo di materiale stratificato che sta cedendo per gli effetti dell'erosione? Come si pensa, eventualmente, di bonificare quell'area? Che progetti ci sono per tutta quella zona, che comprende anche l'area dell'ex cartiera?
Queste domande, soprattutto quelle relative ai rischi ambientali e sanitari, le poniamo anche all'assessora all'ambiente della regione Puglia, Debora Ciliento, considerando che gli effetti dell'inquinamento da materiale nocivo che si deposita in mare potrebbero coinvolgere anche la sua amata Trani. Quattro anni sono troppi per le risposte e le paure. Noi non ci stancheremo di chiedere risposte certe, interventi concreti e assunzione di responsabilità da tutti gli organi competenti».